Bologna-Milan 0-2: ci pensano Giroud e Pulisic, i rossoneri danno spettacolo
di Enrico CurròBOLOGNA – La damnatio memoriae di De Ketelaere, cioè la sua rimozione dalla storia del Milan, era stata interrotta domenica dal suo beffardo esordio con gol nell’Atalanta. La sera dopo, però, i sostituti del pallido belga hanno fatto subito il possibile per non alimentare tardivi rimpianti. L’ineccepibile vittoria in casa del Bologna, con la quale Pioli ha risposto allo scatto alla partenza di Garcia, Simone Inzaghi e Allegri, porta infatti la firma dell’immarcescibile Giroud, ma anche quella dei due neoacquisti ingaggiati proprio per sistemare la questione della solitudine di Leao contro le difese avversarie schierate. Ribadito che la campagna acquisti targata Furlani-Moncada, a prescindere dalla cessione di Tonali al Newcastle, è stata assai più dispendiosa di quelle consentite alla coppia Maldini-Massara prima del licenziamento, il debutto in campionato di Reijnders e Pulisic è parso scintillante. Dell’elegante olandese, mezzala d’incursione classificabile per i canoni del calcio c…
BOLOGNA – La damnatio memoriae di De Ketelaere, cioè la sua rimozione dalla storia del Milan, era stata interrotta domenica dal suo beffardo esordio con gol nell’Atalanta. La sera dopo, però, i sostituti del pallido belga hanno fatto subito il possibile per non alimentare tardivi rimpianti. L’ineccepibile vittoria in casa del Bologna, con la quale Pioli ha risposto allo scatto alla partenza di Garcia, Simone Inzaghi e Allegri, porta infatti la firma dell’immarcescibile Giroud, ma anche quella dei due neoacquisti ingaggiati proprio per sistemare la questione della solitudine di Leao contro le difese avversarie schierate. Ribadito che la campagna acquisti targata Furlani-Moncada, a prescindere dalla cessione di Tonali al Newcastle, è stata assai più dispendiosa di quelle consentite alla coppia Maldini-Massara prima del licenziamento, il debutto in campionato di Reijnders e Pulisic è parso scintillante. Dell’elegante olandese, mezzala d’incursione classificabile per i canoni del calcio contemporaneo come tuttocampista, ha un repertorio completo: cambio di passo, falcata naturale, visione di gioco, fiuto per i palloni da catturare.
Il tutto è sintetizzato dallo scatto per dettare a Pulisic il lancio e fabbricare al volo l’assist dell’1-0 di Giroud e da molte altre azioni da protagonista, Lo statunitense è stato più parsimonioso, ma la sua interpretazione estensiva del ruolo di esterno, dribblatore-lanciatore-crossatore-duettatore, rimanda al prototipo del fantasista: il tiro squassante del raddoppio è una promessa di altre prodezze analoghe.
Pioli aveva preannunciato novità tattiche e in effetti si è notata la propensione ulteriore alle rotazioni in avanti, dove i terzini Hernandez e Calabria si sono spesso ritrovati interni, Reijnders si è spostato ovunque e Pulisic e Leao si sono accentrati o defilati. Il bilanciamento di tanto frullare non è semplice, come dimostrano alcune situazioni in cui troppo facilmente il Bologna si è ritrovato al tiro: l’equilibrio sarà essenziale soprattutto in Champions e in serie A contro le avversarie più forti. La traversa di Lykogiannis dopo soli 20” è tuttavia rimasta il pericolo più serio per Maignan, che ha disinnescato gli altri con la nota classe.
Andrà verificato se esiste un’altra formula per la regia, anche se Krunic l’ha interpretata con serenità.
Il Bologna di Motta, che molto ha discusso con la società per via del cantiere apertissimo sul mercato, ha preso atto dell’assenza di un vero centravanti: le digressioni di Ndoye e Zirkzee per ora non bastano. C’era un solo italiano in campo all’inizio, il capitano milanista Calabria: non esattamente un comitato di accoglienza per Spalletti, che proprio ieri ha preso possesso della panchina della Nazionale con le prime riunioni ad hoc. Nel finale sono apparsi Okafor in veste di vice Giroud, Chukwueze come ala più classica di Pulisic, il tuttofare Kalulu al posto di Calabria, Pobega per Loftus-Cheek e da secondo italiano del Milan, mentre nel Bologna inizialmente tutto straniero è comparso all’intervallo Orsolini, infine raggiunto dal giovane bolognese doc Corazza. È entrato anche Kjaer, che avrebbe rifiutato nelle scorse ore il corteggiamento del Genoa. Leao, dopo avere fatto il gregario e perfino il terzino, si è inventato uno slalom e solo il palo gli ha parato il potenziale 3-0: tanto per ribadire che il numero 10, comunque, è lui.
Bologna 0
Milan 2 11’ pt Giroud, 21’ pt Pulisic
Bologna (4-2-3-1): Skorupski 6.5 – Posch 5, Beukema 5,5, Lucumi 4.5, Lykogiannis 5 (42’ st Corazza sv) – Aebischer 5, Dominguez 5 (27’ st El Azzouzi sv) – Ndoye 6.5, Moro 5.5 (1’ st Orsolini 6), Ferguson 6 (42’ st Urbanski sv)– Zirkzee 5.5 (42’ st van Hoijdonk sv). All. Thiago Motta 5.5.
Milan (4-3-3): Maignan 7 – Calabria 6.5 (28’ st Kalulu sv), Thiaw 6.5 (43’ st Kjaer sv), Tomori 6, T.Hernandez 6.5 - Loftus-Cheek 6,5 (28’ st Pobega sv), Krunic 6.5, Reijnders 8 – Pulisic 7.5 (28’ st Chukwueze sv), Giroud 7.5 (27’ st Okafor sv), Leao 7. All. Pioli 7.
Arbitro: Pairetto di Torino 6.
Note: Ammoniti Aebischer, T.Hernandez., Krunic, Zirkzee. Spettatori 30.203, incasso 1 milione e 331mila euro