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Juventus-Bologna 1-1: Vlahovic non basta ai bianconeri, gli emiliani si arrabbiano

Il serbo nella ripresa pareggia la rete di Ferguson, ma per la squadra di Allegri è un passo indietro. In casa rossoblù proteste per un rigore reclamato e non concesso
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TORINO – Le vecchie abitudini, specie quelle cattive, sono dure a morire e certo non basta il caldo di una notte d’estate a farle sfiorire: i virgulti di nuova Juve che sembravano germogliati a Udine si sono rintanati con il primo fresco e hanno lasciato il campo alla Juve di sempre, alla Juve di prima. Il Bologna l’ha messa alle corde con quella cosa che si chiama gioco di squadra, rintuzzato a malapena con la forza dei nervi e lo slancio dei molti giocatori di valore che Allegri ha. Ne è venuto fuori un pareggio scialbo (oppure scintillante e sfortunato, se visto con gli occhi dei bolognesi) che alla fine penalizza il calcio evoluto di Thiago Motta. E di antico, oltre al gioco bianconero («Ci ha traditi la tensione per l’esordio casalingo» dirà Landucci, il vice di Allegri), ci sono state le polemiche piovute improvvise su questo agosto che ancora deve finire.

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L’episodio incriminato è la spaccata con cui Iling-Junior, a metà ripresa, …

TORINO – Le vecchie abitudini, specie quelle cattive, sono dure a morire e certo non basta il caldo di una notte d’estate a farle sfiorire: i virgulti di nuova Juve che sembravano germogliati a Udine si sono rintanati con il primo fresco e hanno lasciato il campo alla Juve di sempre, alla Juve di prima. Il Bologna l’ha messa alle corde con quella cosa che si chiama gioco di squadra, rintuzzato a malapena con la forza dei nervi e lo slancio dei molti giocatori di valore che Allegri ha. Ne è venuto fuori un pareggio scialbo (oppure scintillante e sfortunato, se visto con gli occhi dei bolognesi) che alla fine penalizza il calcio evoluto di Thiago Motta. E di antico, oltre al gioco bianconero («Ci ha traditi la tensione per l’esordio casalingo» dirà Landucci, il vice di Allegri), ci sono state le polemiche piovute improvvise su questo agosto che ancora deve finire.

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L’episodio incriminato è la spaccata con cui Iling-Junior, a metà ripresa, ha impedito a Ndoye di arrivare su un pallone che correva a un metro dalla porta vuota dopo una deviazione di Perin su Zirkzee: era rigore (e rosso per l’inglese) ma Di Bello non è andato al video per verificare, dando questa spiegazione alle panchine: «Ho visto bene io, sono caduti insieme». Poco dopo, sarà un cross proprio di Iling a determinare il pareggio di Vlahovic, con tutti i veleni di conseguenza. Thiago Motta ha protestato già in campo ("Quel rigore non ti serviva la moviola per vederlo”) ed è stato ammonito, mentre a fine partita ha dato spettacolo in tv rispondendo con mute sarcastiche ed eloquenti smorfie a domande sul tema. Le parole, il Bologna le ha affidate all’ad Fenucci: “Raramente parlo di arbitri, ma questa vicenda è allucinante. È allucinante che una falciata così non venga sanzionata e mi dispiace perché da anni si lavora sul miglioramento della tecnologia”. E la Juve? Allegri lo si è sentito strillare nello spogliatoio, dove raccontano fosse inferocito, ma poi è rimasto zitto. “Max ha avuto un piccolo malore” ha detto Landucci, prima che il club correggesse la versione in “stanchezza generalizzata”. Perciò “si è preferito lasciarlo tranquillo”.

Magari avrebbe desiderato che la società rintuzzasse Fenucci, di sicuro aveva molti motivi d’essere arrabbiato anche per la Juve che ha visto, portata a spasso dal Bologna per lunghi minuti. Zirkzee è stato uno straordinario centravanti regista che ha distribuito un pallone delizioso dopo l’altro ai suoi compagni, incluso quello che ha invitato al gol Ferguson. Il movimento continuo dei rossoblù, con la palla o senza, ha costretto la Juve a una partita vecchio stile non tanto nell’atteggiamento, mai passivo, quanto nell’organizzazione, raffazzonata come un tempo. Dopo il gol annullato a Vlahovic al 52’ per un fuorigioco di Rabiot (lì Di Bello la moviola l’ha consultata) i bianconeri hanno esaurito la loro spinta, di certo non rilanciata dal ritorno di Pogba, che ha fatto un cosa giusta (l’apertura verso Iling nell’azione del pari) in mezzo a una mezz’ora in cui la partita è sembrata correre a una velocità doppia rispetto a quella del suo passo.

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