Le pagelle di Verona-Roma: Magnani insuperabile, errore fatale di Rui Patricio
dal nostro inviato Emanuele GambaVerona
Montipò 6.5: sbaglia, è vero, l’uscita sul gol romanista facendosi anticipare in quota da Belotti, ma fa almeno quattro parate notevoli e nel finale è sicurissimo nelle uscite.
Magnani 7: immola il corpo sulla botta a colpo di Zalewski evitando un gol fatto. E anche il resto lo fa bene.
Hien 6.5: è il migliore dei suoi fino all’espulsione, ma forse non è uno sbaglio nemmeno affossare Belotti per impedirgli di scappare verso la porta.
Dawidowicz 7: spesso a uomo su Dybala, comunque prontissimo di riflessi e durissimo dei contrasti nei confronti di chiunque gli capiti a tiro.
Terracciano 6: scocca il tiro da cui deriverà il vantaggio, ma poi fatica a prendere il controllo della fascia. Dal 18’ st Faraoni 6: aggiunge esperienza e controllo.
Hongla 6.5: macina chilometri e tappa buchi: lo mettono per quello, dopotutto.
Duda 7: magari gli manca un po’ di continuità nel dai e dai del centrocampo, ma negli episodi chiave c’è: segna il gol che squaderna la partita e avvia il contropiede del r…
Verona
Montipò 6.5: sbaglia, è vero, l’uscita sul gol romanista facendosi anticipare in quota da Belotti, ma fa almeno quattro parate notevoli e nel finale è sicurissimo nelle uscite.
Magnani 7: immola il corpo sulla botta a colpo di Zalewski evitando un gol fatto. E anche il resto lo fa bene.
Hien 6.5: è il migliore dei suoi fino all’espulsione, ma forse non è uno sbaglio nemmeno affossare Belotti per impedirgli di scappare verso la porta.
Dawidowicz 7: spesso a uomo su Dybala, comunque prontissimo di riflessi e durissimo dei contrasti nei confronti di chiunque gli capiti a tiro.
Terracciano 6: scocca il tiro da cui deriverà il vantaggio, ma poi fatica a prendere il controllo della fascia. Dal 18’ st Faraoni 6: aggiunge esperienza e controllo.
Hongla 6.5: macina chilometri e tappa buchi: lo mettono per quello, dopotutto.
Duda 7: magari gli manca un po’ di continuità nel dai e dai del centrocampo, ma negli episodi chiave c’è: segna il gol che squaderna la partita e avvia il contropiede del raddoppio. Dal 26’ st Bonazzoli sv.
Doig 6: deve rinunciare alle sue scorribande, in genere interessanti assai, ma riesce a dare un valido contributo anche in questa versione prudente del suo lavoro. Memorabile un rinvio vecchia maniera con la palla sparata in tribuna senza mezzi termini e il Bentegodi in visibilio.
Ngonge 7: il gol, con la fuga veloce, il dribbling secco e il tiro forte, è tipico del suo repertorio. Una spina nel fianco a prescindere. Dal 18’ st Serdar 6: discreto debutto di un giocatore interessante.
Folorunsho 6.5: trequartista gregario, si occupa di buttarsi negli spazi e di rincorrere gli avversari: un esempio di utilità e umiltà.
Djuric 6: sarà anche il centravanti più anacronistico del nostro campionato, ma dimostra che ha ancora un senso buttare la palla alta e sperare che lui la dirotti da qualche parte col suo testone. E poi è un lottatore che entusiasma il pubblico.
All. Baroni 7: dal capitale umano non eccelso che deve gestire sta ricavando il massimo. A livello di coraggio, cuore e compattezza questo Verona non è secondo a nessuno.
Roma
Rui Patricio 4: il tiro di Terracciano è tutt’altro che irresistibile, ma se lo fa scappare dalle mani. Non è una papera inedita, purtroppo per lui. Altro lavoro non ne ha.
Mancini 6: difensivamente non ha responsabilità, mentre un paio dei suoi classici lanci lunghi innescano azioni interessanti.
Smalling 5.5: rincorre invano Ngonge che scappa verso il 2-0, quasi lo prende ma poi si fa saltare prima del tiro. Poco efficace nell’area altrui.
Llorente 5: Duda lo fulmina sull’1-0. Non è tutta colpa sua ma avverte il senso di colpa e non gioca sereno. Dal 1’ st Spinazzola 6: piazza qualche buon cross, fornendo il minimo indispensabile di quanto gli viene richiesto.
Kristensen 5: rigido come un baccalà, corre sempre dritto senza mai andare da nessuna parte. O, al massimo, a sbattere contro un difensore. Dal 1’ st El Shaarawy 6: va a fare l’ala sinistra, impegna seriamente Montipò.
Cristante 5.5: primo tempo da mezzala e secondo da centrale. È tra i meno peggio, colpisce una traversa di testa ma è troppo nervoso e col nervosismo guasta la prestazione.
Paredes 4.5: l’andazzo, lento e superficiale, somiglia molto a quello dei tempi juventini (ma anche parigini). Sul raddoppio del Verona e lui a lasciare mezzo campo sguarnito. Dal 1’ st Aouar 6.5: il gol e altri spunti. Non può stare in panchina.
Pellegrini 6: sbaglia cose semplici e a volte è un po’ molle, ma alla fine le cose che contano le fa lui: nel primo tempo sfiora il pareggio dopo una giocata d’altissima qualità, nel secondo colpisce la traversa su punizione. Avercene.
Zalewski 6.5: gioca con la testa sul collo, attaccando e difendendo in modo pertinente e andando anche al tiro. Esce per una botta al capo. Dal 6’ st Karsdorp 6: fa prudentemente il terzino destro nella linea a quattro.
Belotti 6.5: generoso, ma mica solo quello: sa dialogare con i centrocampisti e farsi girare attorno il gioco, mentre non è colpa sua se non le mettono quasi mai in condizione di tirare. Fa far gol ad Aouar ed espellere Hien.
Dybala 5: comincia con un delizioso colpo di tacco a fa altri bei giochini, ma tutti lontani dalle zone calde della partita. Dal 23’ st Solbakken 5: un paio di cross al vento e niente più.
All. Mourinho (in panchina Rapetti) 5: la squadra cerca il gioco ma perde l’equilibrio. Preferire Paredes ad Aouar è un errore.
Arbitro Doveri 5: sembra molto teso per lo storico debutto con la squadra della sua città. Deve farsi aiutare due volte dal var, che gli dice che il mani di Hongla non è rigore e che Hien va espulso. Forse esagerata l’ammonizione per simulazione a Dybala, che comunque aveva esagerato pure lui.