✕

Arbitri, crisi di vocazione. Rosetti: “Covid e violenza gli ostacoli principali”. Boban: “Coinvolgiamo gli ex calciatori”

La campagna degli arbitri

 
A Montecarlo, alla vigilia del sorteggio dei gironi di Champions, il lancio della campagna “Be a referee” per trovare nuovi fischietti in tutta Europa. Fifa e Uefa divise sui maxi-recuperi
2 minuti di lettura

MONTECARLO — "Questa è una giornata speciale. La campagna "Be a referee!", che l'Uefa lancia in questo momento è cruciale per tutto il calcio. Ci mancano arbitri. È un problema di tutti i Paesi. E andando avanti così, sarà un problema di qualità degli arbitraggi". Si incrina la voce di Roberto Rosetti, presidente della Commissione arbitri dell'Uefa, mentre sul palco del Grimaldi Forum, a poche ore dal sorteggio dei gironi di Champions, illustra accorato la questione meno dibattuta del calcio business: la crisi di vocazioni, a fronte di un calendario in cui le partite aumentano in maniera esponenziale. La campagna di reclutamento dei giovani arbitri parte in tutte e 55 le federazioni calcistiche nazionali, accompagnata da un video ispirato ai videogiochi con due arbitri internazionali, l'inglese Michael Oliver e la francese Stéphanie Frappart, come testimonial.

Rosetti e il discorso rivolto ai giovani

"L'arbitraggio è una scuola di vita: si impara a prendere una decisione da soli. Pochi sanno perché un arbitro sceglie di fare l'arbitro: per amore del calcio. Ma i numeri sono eloquenti. Per le partite in Europa ce ne vogliono 276.954 ogni anno e la cifra è appena stata aggiornata. Ne servono 40.424 e servono anche istruttori, ne abbiamo persi tanti". Il Covid e il rischio di violenza sono stati in questi anni gli ostacoli principali: "Mio nipote è un aspirante arbitro e ho paura per lui, è pericoloso. Eppure non è ancora un arbitro, è solo un ragazzo che fa sport. Dobbiamo attirare i ragazzi e le ragazze. Dobbiamo fare capire loro che c'è un futuro nello sport per ogni arbitro, c'è una grande opportunità per stare nel calcio".

Il ruolo degli ex calciatori

Zvonimir Boban, capo del settore calcio dell'Uefa e direttore dello sviluppo tecnico, ha a sua volta lanciato l'allarme: "Questa campagna ha un significato immenso per il futuro del calcio, perché gli arbitri svolgono un ruolo fondamentale nella salvaguardia del gioco sul campo. Oltre a migliorare la forma fisica e a comprendere a fondo il calcio, l'arbitraggio può dotare i giovani di preziose competenze di vita". Rosetti ha spiegato che gli ex calciatori avranno un ruolo sempre più fondamentale: "Stiamo consigliando alle federazioni di rivolgersi ai calciatori che hanno smesso di giocare e individuare i potenziali candidati anche nelle scuole o nelle università. Ma va affrontato con decisione anche il tema degli abusi e delle offese, uno dei motivi per i quali non pochi aspiranti arbitri decidono di rinunciare".

Minuti di recupero, Uefa-Fifa divise

L'appuntamento monegasco è servito anche per il bilancio arbitrale della scorsa stagione europea e per tracciare le linee guida di quella che sta per iniziare. Promossi il livello delle direzioni di gara e la sinergia col Var ("dagli ottavi di finale in poi le correzioni sono state solo il 30%") e il fuorigioco semiautomatico ("il Saot permette decisioni più accurate e corrette"). Se la Champions è il parametro, le percentuali della Serie A sono abbastanza in linea per ammonizioni a partita (Champions 4.1), espulsioni (0.19), falli fischiati (21) e rigori (0.29).

Tra le linee guida ribadite da Rosetti spiccano rigori ("Non vogliamo rigori soft, i rigori devono essere seri") e falli di mano: "Il calcio è uno sport di movimento: non ogni tocco è rigore, ma solo quello in cui la mano o il braccio si spostano in maniera innaturale, non collegata al movimento del corpo". Il tema del tempo effettivo e dei maxi-recuperi, la regola Fifa allo scorso Mondiale, ha meritato un capitolo a parte: "Il calcolo del tempo deve essere accurato, ma più importante ancora è salvaguardare l'intensità del gioco, che è poi il segreto del successo della Champions", ha spiegato Rosetti. Boban ha puntualizzato che "va distinto il tempo perso veramente da ciò che fa parte del gioco, come la preparazione della barriera o della battuta di un calcio di punizione. Bisogna fare attenzione a questa cosa, visto che già si discute molto del calendario. Ho fatto il calciatore, conosco la stanchezza. Prolungare una partita anche solo di 5', significa giocare 6 partite in più in una stagione". Rosetti ha infine annunciato la tolleranza zero per proteste, simulazioni, mancanza di rispetto e provocazioni: possono costare il cartellino rosso. E un occhio particolare andrà alle panchine, allenatori e staff: "Perché capita che un calciatore venga condizionato dall'atmosfera della sua panchina".

Leggi i commenti