Il Toro ritrova la vittoria casalinga, 181 giorni dopo: il successo al Grande Torino mancava addirittura dal 6 marzo, 1-0 contro il Bologna. A risolvere una partita bloccata per novanta minuti è Nemanja Radonjic che, al quarto minuto di recupero, inventa dalla sinistra un gol pazzesco, il secondo del campionato granata: roba da Maradonjic, l'artista della squadra di Juric. E dire che fino a quel momento il Genoa era riuscito ad imbrigliare le mosse granata, anche se nel Torino ha debuttato dal primo minuto l’ultimo arrivato, l’ex atalantino Duvan Zapata.
Partita bloccata
Nonostante il colombiano, lanciato dall’inizio anche per l’infortunio muscolare di Sanabria che costringe il paraguayano ai box, la partita è bloccata, con Gilardino che dimostra di aver studiato bene le consuete mosse di Juric e ne prevede bene le mosse. Il Genoa blocca le fonti di gioco piemontese e rischia pochissimo, cercando anche di rendersi pericoloso nelle ripartenze che privilegiano il gioco di sponda di Retegui e la rapidità sulla sinistra di Gudmundsson.
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Lo striscione per Buongiorno
In casa granata, il mercato ha lasciato le sue scorie: il popolo granata osanna Alessandro Buongiorno, nuovo eroe della curva Maratona che in settimana ha rifiutato l’Atalanta pur di restare al Toro. “Con una grande scelta hai dimostrato che con un cuore granata non si fa mercato. Grazie Buongiorno” scrive la Maratona che nel frattempo contesta Cairo ancor prima di iniziare.
Ritmi più alti nella ripresa
Se per quarantacinque minuti la sfida per Juric è un bel rebus, nella ripresa se non altro i ritmi tendono ad alzarsi ma il risultato non cambia tanto che, poco prima di metà tempo, il tecnico croato fa tre cambi richiamando in panchina anche uno Zapata che sembra aver esaurito la benzina. E il Genoa? Accompagnati a Torino da cinquemila tifosi, i rossoblù hanno giocato una partita ordinata dimostrando di essere squadra ordinata e compatta, che sa quando chiudersi e quando provare a lanciarsi in contropiede. Anche se Retegui, la boa centrale che dovrebbe fare la differenza, è sempre costretto a giocare spalle alla porta e non si rende mai pericoloso.
L’invenzione di Radonjic
Quando poi il pareggio sembrava cosa fatta, ecco l’invenzione di Radonjic: che parte da sinistra salta due avversari e, da posizione impossibile, indovina il destro che si infila sotto l’incrocio dei pali opposto. Non sarà ovviamente la soluzione di tutti i problemi granata, per carità, ma sono tre punti che possono dar fiducia ad una squadra che, tatticamente, deve ancora trovare la propria identità.
Torino-Genoa 1-0 (0-0)
Torino (3-4-2-1): Milinkovic Savic; Schuurs, Buongiorno, Rodriguez; Bellanova (37' st Lazaro), Tameze (19' st Seck), Linetty (30' st Ilic), Vojvoda; Ricci, Vlasic (19' st Radonjic); Zapata (19' st Pellegri) (1 Gemello, 71 Popa, 6 Zima, 7 Karamoh, 15 Sazonov, 66 Gineitis, 93 Soppy, 94 N'Guessan). All.: Juric.
Genoa (4-3-2-1): Martinez; Sabelli (42' st Martin), Bani, Dragusin, Vasquez; Frendrup, Badelj (42' st Hefti), Strootman (13' st Thorsby); Malinovskyi (13' st Kutlu), Gudmundsson; Retegui (29' st Ekuban) (16 Leali, 39 Sommariva, 4 De Winter, 23 Biraschi, 24 Jagiello, 37 Puscas). All.: Gilardino.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Reti: nel st 49' Radonjic.
Angoli: 4 a 0 per il Torino.
Recupero: 4' e 6'.
Ammoniti: Badelj, Malinovskyi, Strootman, Seck, Pellegri, Thorsby, Bani per gioco falloso.
Spettatori: 24.433.