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Pogba, i dolori di un campione che non riesce a giocare più di mezzora

Pogba in azione durante Empoli-Juventus

 
Sospiro di sollievo dopo l’infortunio del francese a Empoli: nessuna lesione, solo un sovraccarico all’adduttore. Resta però la preoccupazione della Juventus, perché ogni sforzo procura un allarme
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TORINO – La paura che si dovesse ricominciare tutto daccapo, e che neanche centellinandolo la Juve potrà mai riavere il Pogba che vorrebbe, è durata mezza giornata soltanto, prima che gli esami clinici escludessero, almeno stavolta, problemi gravi. “Gli accertamenti diagnostici di Paul Pogba hanno escluso lesioni muscolari ed evidenziato un lieve sovraccarico a carico del muscolo semimembranoso della coscia destra”, ha comunicato il club bianconero: per il Polpo, dunque, sarà sufficiente qualche giorno di riposo, ma resta l’amara consapevolezza dell’irreversibile vulnerabilità fisica del Polpo, che a ogni sforzo rischia un nuovo infortunio. Visite anche per Gatti, che ha riportato una distorsione alla caviglia sinistra.

TORINO – La paura che si dovesse ricominciare tutto daccapo, e che neanche centellinandolo la Juve potrà mai riavere il Pogba che vorrebbe, è durata mezza giornata soltanto, prima che gli esami clinici escludessero, almeno stavolta, problemi gravi. “Gli accertamenti diagnostici di Paul Pogba hanno escluso lesioni muscolari ed evidenziato un lieve sovraccarico a carico del muscolo semimembranoso della coscia destra”, ha comunicato il club bianconero: per il Polpo, dunque, sarà sufficiente qualche giorno di riposo, ma resta l’amara consapevolezza dell’irreversibile vulnerabilità fisica del Polpo, che a ogni sforzo rischia un nuovo infortunio. Visite anche per Gatti, che ha riportato una distorsione alla caviglia sinistra.

Pogba, i 28’ di Empoli un ‘record’

A Empoli, Pogba è rimasto in campo per 28 minuti (più 7’ di recupero): era dal 16 aprile del 2022, quindi quasi un anno e mezzo fa, che non giocava così a lungo. L’ultima partita intera risale invece a due mesi prima. Il suo “record”, nella stagiona passata, erano stati i 25’ contro l’Atalanta il 7 maggio: brevi porzioni di tempo, calate in eterne parentesi d’assenza, che misurano lo stato di salute del giocatore francese, che ormai come si muove s’infortuna.

L’infortunio al 79’ rincorrendo Cambiaghi

A Empoli la sua partita sana è durata in realtà 17’, perché i primi segni di sofferenza sembrano risalire al 79’ quando, operando prima uno scatto e poi una brusca doppia sterzata per provare a recuperare un pallone nella disponibilità di Cambiaghi che aveva cambiato direzione all’improvviso, fa perno prima su un ginocchio e poi sull’altro e infine sembra perdere forza. Seguiranno una smorfia e una leggera zoppia. Il Polpo resterà in campo sino all’ultimo, accennerà scatti e giocate ma si fermerà sempre un attimo prima di completarli, fino a lasciare il campo toccandosi la parte posteriore della coscia destra e scuotendo la testa guadagnando gli spogliatoi assieme ai medici mentre i compagni andavano invece a festeggiare sotto la curva dei tifosi ospiti.

Pogba e l’infortunio nonostante una partita di bassa intensità

Gli esami strumentali hanno definito la modesta entità di quest’ultimo infortunio, ma non è tanto la gravità a preoccupare quanto la ricorrenza dei guai che si abbattono su Pogba non appena torna a confrontarsi con l’agonismo, nonostante la partita di Empoli, da questo punto di vista, non fosse particolarmente impegnativa, visti i ritmi lenti e il totale controllo sul gioco che stava esercitando la Juventus. Con il Bologna, in un contesto tattico e atletico molto più ingarbugliato, si erano invece notate a occhio nudo le difficoltà fisiche, la rigidità della corsa, il disagio nel rincorrere avversari che scappavano via anche se poi, a livello meramente tecnico, il numero 10 aveva saputo lasciare il segno, in particolare nell’apertura per Iling-Junior da cui nascerà il cross che porterà al pareggio di Vlahovic.

Il gol manca da un anno e mezzo

Anche domenica sera non è mancata una giocata pregevole, quella mezza volée di esterno destro con la quale ha staffilato all’incrocio una sponda dello stesso Vlahovic, la cui posizione di fuorigioco ha però vanificato quella prodezza. Pogba non segna un gol dall’8 febbraio 2022, quando realizzò, sempre di destro, la rete del pareggio contro il Burnley, in Premier. 

Paul Pogba

 

Menisco, adduttori, schiena, caviglia: anni di guai

È più articolata invece la contabilità dei suoi infortuni. Alla Juve, tutto è cominciato con quel menisco, rotto nel luglio americano di un anno fa, che lui ha voluto curare a modo suo, evitando un’operazione a cui invece dovette rassegnarsi a settembre. Seguiranno uno stiramento all’inguine, un altro agli adduttori e un terzo alla coscia che, di fatto, gli hanno negato l’intera stagione passata, durante la quale lo si è visto in campo per appena 161 minuti in tutto: sono gli effetti di un fisico minato, oramai sistematicamente soggetto all’infortunio ogni volta che aumenta l’intensità del lavoro. I muscoli sono perennemente a rischio, ma anche il ginocchio ogni tanto dà fastidio, così come la schiena. A Manchester fu in particolare una caviglia (con conseguenze a un polpaccio) a tormentarlo, invece. E in più lui stesso ha ammesso che la mancanza di serenità personale, che ora assicura di avere ritrovato, ha contribuito a che il corpo s’ammalasse di continuo.

Allegri: “Anche al 70% fa la differenza”

Allegri non può far altro che centellinare. “Anche al 70 per cento della condizione, Pogba è un giocatore diverso dagli altri”, dice: in serie A, in effetti, sono in pochi ad avere le sue qualità tecniche, che l’allenatore spera almeno di poter sfruttare nei finali di partita, quando la stanchezza generale lievita e l’intensità del gioco si sgonfia, benché siano bastati due spezzoni per rievocare tutti gli spettri di questi ultimi anni. Alla Juve non sarebbe dispiaciuto che dall’Arabia affondassero i colpi per il francese, ma in realtà di proposte davvero concrete non ne sono arrivate (e Paul, che ha subito respinto anche gli approcci del Galatasaray, probabilmente non le accetterebbe, nonostante sia un devoto musulmano) e chissà se arriveranno nei giorni in cui è ancora aperto il mercato saudita. Non resta che centellinare e sperare che una mezzora (scarsa) ogni tanto faccia spiovere sul campo l’arcobaleno del suo talento.

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