✕

Pioli: “Il derby è solo una stazione, siamo all’inizio. Vogliamo dimostrare la nostra forza”

Stefano Pioli, 57 anni

 
Il tecnico del Milan presenta la sfida con l’Inter: “Saranno i momenti a dire i punti di forza nostra e loro. Non abbiamo paura di nulla”
2 minuti di lettura

MILANO – Prove della verità da quando allena il Milan (a novembre saranno quattro anni) Pioli ne ha affrontate già così tante che non può essere certo questo derby alla quarta giornata a mettergli ansia. L'idea della fuga per lo scudetto è secondo lui più una suggestione mediatica che un'eventualità concreta: “Non dobbiamo salire domani sul treno, siamo all’inizio: dobbiamo fare bene tutte le tappe nelle varie stazioni. La partita ci dirà cose buone e meno buone, sulle quali lavorare. Saranno i momenti a dire i punti di forza nostra e loro. Non abbiamo paura di nulla. Abbiamo cominciato bene sia noi sia l’Inter e vogliamo continuare”.

[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) include]]

Pioli: “Non penso ai derby persi”

Non gli fa paura nemmeno il fresco ricordo…

MILANO – Prove della verità da quando allena il Milan (a novembre saranno quattro anni) Pioli ne ha affrontate già così tante che non può essere certo questo derby alla quarta giornata a mettergli ansia. L'idea della fuga per lo scudetto è secondo lui più una suggestione mediatica che un'eventualità concreta: “Non dobbiamo salire domani sul treno, siamo all’inizio: dobbiamo fare bene tutte le tappe nelle varie stazioni. La partita ci dirà cose buone e meno buone, sulle quali lavorare. Saranno i momenti a dire i punti di forza nostra e loro. Non abbiamo paura di nulla. Abbiamo cominciato bene sia noi sia l’Inter e vogliamo continuare”.

[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) include]]

Pioli: “Non penso ai derby persi”

Non gli fa paura nemmeno il fresco ricordo degli ultimi derby: “Saremo concentrati. Non mi interessano gli ultimi derby che abbiamo perso, altrimenti potremmo dire che due anni fa abbiamo vinto noi lo scudetto. A me interessa solo questa partita, nessuno di noi sta pensando ai derby dell’anno scorso. L’Inter è vicecampione d’Europa e ha giocato alla pari col Manchester City, ma noi abbiamo preparato le nostre strategie e voglio vederle sul campo. L’Inter con Thuram in avanti e Çalhanoglu regista non mi sembra cambiata nel modo di giocare”.

Il ciclo di fuoco

Però questa è anche la prima partita del ciclo senza pause che porterà la squadra alla sosta di ottobre per le Nazionali e che include già due fondamentali appuntamenti del complicato girone di Champions, il 19 settembre a San Siro contro il Newcastle e il 4 ottobre a Dortmund col Borussia. Cominciarlo bene sarebbe prezioso: “Certo è un’occasione per dimostrare la nostra forza. Voglio che i miei giocatori pensino di potere vincere. Abbiamo costruito la squadra per vincere tutte le partite, non una sola”.

Con Gerry Cardinale, che da più di un anno ormai controlla il club, c’è stato un colloquio sulle due partite della fase a gironi di Champions dello scorso anno perse col Chelsea: il parametro del miglioramento necessario, nell’intensità e nel ritmo, chiesto all’allenatore. “Abbiamo parlato delle partite col Chelsea, i segnali dalla squadra per ora sono decisamente buoni. Sarà importante anche il possesso palla, che non mi ha mai interessato più di tanto come dato alla fine delle partite. Quest’anno però dovremo difendere anche tenendo di più il pallone”.

L’importanza di Giroud

Il derby arriva dopo la sosta di settembre, che ha spezzato l'eccellente partenza del Milan (tre vittorie con Bologna, Torino e Roma) e ha mandato un buon numero di giocatori in giro per il mondo con le rispettive Nazionali.  L'apprensione per la caviglia di Giroud e per le condizioni degli altri due pilastri francesi, Maignan e Theo Hernandez, sembra essersi dissolta e dal centravanti i tifosi si aspettano che raccolga l’eredità di Ibrahimovic come leader dello spogliatoio: “Di Zlatan ce n’è uno, è la squadra che è cresciuta e ha lavorato tanto. Giroud è uno dei più importanti, ma tanti ragazzi sono maturati, seguendo una linea precisa”.

Olivier Giroud, 36 anni

 

Cuore e passione

In teoria è più un'incognita, tra i giocatori delle due squadre che non sono rimasti a Milanello e alla Pinetina, la condizione degli interisti reduci dalle fatiche infrasettimanali, in particolare di Dimarco, Bastoni, Barella e Frattesi, che proprio a San Siro hanno speso energie contro l'Ucraina. Ma Pioli non la considera la questione cruciale, avendo superato ormai la fase della curiosità su come la sua squadra avrebbe reagito ai tanti cambiamenti estivi: “Ero più curioso all’inizio, di capire che cosa sarebbe successo con la preparazione che avevamo fatto e i cambiamenti nella rosa, ora sono convinto che la squadra saprà mettere in campo le proprie caratteristiche, con cuore e passione”.

Le assenze in difesa

Nella sosta per le Nazionali tanti interisti hanno fatto gol, a differenza dei milanisti e per la difesa rossonera, ritoccata pare le assenze di Tomori e Kalulu, l’esame è serio: “Hanno segnato tutti i loro? Noi ci siamo tenuti i gol per il derby. Kjaer è pronto per una partita così importante. Pellegrino? Si tratta di un difensore molto attento, disciplinato, aggressivo. Arriva da una difesa a tre in Argentina, l’ho provato anche da terzino sinistro. Col tempo potrà darci soddisfazioni. Caldara ha un problema alla caviglia e ne avrà per un po’ di tempo”. Chiusura su Leao, escluso dai trenta candidati al Pallone d’oro, probabilmente in conseguenza del ruolo di riserva nel Portogallo al Mondiale: “Non ci siamo interrogati su questo. L’importante per noi è un’altra cosa. Rafa sta diventando un calciatore dominante”.


 

Leggi i commenti