Inter-Milan 5-1: i nerazzurri dominano e vanno in fuga
di Enrico CurròMILANO — Il quinto derby su cinque vinto dall’Inter nel 2023, firmato soprattutto dal neoacquisto Thuram e dal magnifico stilista Mkhitaryan, è il più doloroso per il Milan: per il primato in classifica lasciato agli implacabili cugini, per il sorpasso da parte della Juventus e per l’effetto psicologico del 5-1 finale, celebrato dai vincitori con la scena di Simone Inzaghi portato in trionfo negli spogliatoi. Ora le due squadre si presenteranno alle trappole di Champions (martedì Milan-Newcastle, mercoledì Real Sociedad-Inter) con stati d’animo opposti, quattro mesi dopo la semifinale che issò Milano sul tetto d’Europa e che si chiuse in maniera identica. La constatazione asettica è che il calciomercato, malgrado le sensazioni delle prime tre giornate, non abbia in realtà colmato il divario tecnico. La campagna acquisti davvero faraonica del Milan americano è impallidita rispetto a quella, con budget ridottissimo, praticata dall’Inter cinese.
Difesa d…
MILANO — Il quinto derby su cinque vinto dall’Inter nel 2023, firmato soprattutto dal neoacquisto Thuram e dal magnifico stilista Mkhitaryan, è il più doloroso per il Milan: per il primato in classifica lasciato agli implacabili cugini, per il sorpasso da parte della Juventus e per l’effetto psicologico del 5-1 finale, celebrato dai vincitori con la scena di Simone Inzaghi portato in trionfo negli spogliatoi. Ora le due squadre si presenteranno alle trappole di Champions (martedì Milan-Newcastle, mercoledì Real Sociedad-Inter) con stati d’animo opposti, quattro mesi dopo la semifinale che issò Milano sul tetto d’Europa e che si chiuse in maniera identica. La constatazione asettica è che il calciomercato, malgrado le sensazioni delle prime tre giornate, non abbia in realtà colmato il divario tecnico. La campagna acquisti davvero faraonica del Milan americano è impallidita rispetto a quella, con budget ridottissimo, praticata dall’Inter cinese.
Difesa del Milan da rivedere
Dopo avere sorpreso gli avversari nelle sue prime tre esibizioni, il non molto economico trio Pulisic-Reijnders-Loftus Cheek si è inceppato, mentre il figlio d’arte Thuram, arrivato a parametro zero, ha scavallato inafferrabile dentro una difesa indebolita dalla squalifica di Tomori, dall’infortunio del suo primo sostituto Kalulu e dalla mollezza di Thiaw e Kjaer, poco protetti da un assetto assai sbilanciato. La quinta vittoria interista in fotocopia, ma ancora più a colori delle altre volte, ha anche cause tattiche. Il gioco delle rotazioni vorticose a centrocampo, marchio di Pioli da inizio stagione, è stato disinnescato da Inzaghi con le consuete marcature pressanti – a uomo nella zona, avrebbe detto l’antenato Bagnoli – che hanno tolto spazio alle conversioni di Pulisic, alle galoppate di Loftus-Cheek e all’intuito di Reijnders per i corridoi.
La strategia di Inzaghi
Il senso dell’anticipo del rientrante Acerbi e di Bastoni, i raddoppi di Barella tra fascia e trequarti e le discese di Dimarco hanno chiuso nell’imbuto sia Giroud sia Leao e confuso Calabria in posizione di interno aggiunto, spegnendo le digressioni longitudinali di Hernandez. A centrocampo Krunic regista senza bacchetta è stato sovrastato dalla precisione di Çalhanoglu e dalle invenzioni di Mkhitaryan: connubio turco-armeno perfetto. Lautaro, stavolta, ha fatto l’impeccabile direttore d’orchestra di un attacco musicale.
Goleada nerazzurra
Il gol precoce di Mkhitaryan, a correggere un sinistro di Dimarco, è nato dalla fuga, sul torpido Thiaw, del possente Thuram, che ha poi annichilito ancora il malcapitato marcatore, scaricando nel sette il pallone dallo spigolo dell’area. Il Milan, che aveva sfiorato il pari con l’unica vera percussione di Hernandez, si è illuso di recuperare, quando l’Inter è arretrata per gestire il 2-0. Dopo meno di un’ora Pioli ha inserito Chukwueze per Pulisic, ma il gol lo ha fabbricato la vecchia guardia: assist di Giroud, scatto affilato di Leao. Inzaghi ha allora frugato in panchina: Arnautovic e in particolare Frattesi e Carlos Augusto hanno reso crudele, dopo il 3-1 costruito da Lautaro per il preziosismo di Mkhitaryan, il paragone con Jovic e Okafor, inseriti per plasmare la vana linea offensiva a quattro. Un rigore di Çalhanoglu (scomposto Hernandez su Lautaro) e un’imbucata di Mkhitaryan per Frattesi hanno infine sferzato il Milan quanto la pioggia su San Siro.
Il tabellino di Inter-Milan
Inter 5 (Mkhitaryan 5’ pt e 24’ st, Thuram 38’ pt, Calhanoglu 34’ st Rig, Frattesi 45’+2 st)
Milan 1 (Leao 12’ st)
Inter (3-5-2): Sommer - Darmian, Acerbi, Bastoni (29’ st De Vrij) - Dumfries, Barella (19’ st Frattesi), Çalhanoglu (36’ st Asllani), Mkhitaryan, Dimarco (19’ st Carlos Augusto) - Thuram (19’ st Arnautovic), Lautaro. All. Inzaghi.
Milan (4-3-3): Maignan – Calabria (33’ st Florenzi), Kjaer, Thiaw, Hernandez - Loftus-Cheek (41’ st Musah), Krunic, Reijnders (33’ st Jovic) - Pulisic (11’ st Chukwueze), Giroud (33’ st Okafor), Leao. All. Pioli.
Arbitro: Sozza.
Note: ammoniti Thiaw, Hernandez, Çalhanoglu e Frattesi. Spettatori 75.571.