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Juventus-Lazio 3-1: Vlahovic in cattedra, doppietta d’autore

L'esultanza di Vlahovic

L'esultanza di Vlahovic

 (afp)

Il serbo apre e chiude le marcature di una gara sempre tenuta in pugno dai bianconeri. Di Chiesa il raddoppio, di Luis Alberto il gol dell’illusione capitolina

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TORINO – Con questo Vlahovic la Juventus può sognare in grande. Il bomber serbo annichilisce la Lazio con due reti meravigliose, entrambe di destro, intorno alle quali si è sviluppato il 3-1 finale, con cui la squadra di Allegri ha passato a pieni voti il primo esame contro una rivale direttadei piani alti. Una prova di grande consapevolezza dei bianconeri, che hanno modellato la partita come plastilina, allungandola a piacimento e accorciandola quando è servito. Ottimo anche l'approccio mentale: partenza forte e match in discesa, reazione d'orgoglio dopo il gol del 2-1 di Luis Alberto che avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque. Vittima di tutto ciò è stato il gioco di Sarri, irriso da una parte della tifoseria bianconera nonostante sia stato il condottiero dell'ultimo scudetto: quando la Juventus ha alzato l'intensità la costruzione è stata farraginosa, mentre con un assetto più coperto gli spazi sono venuti a mancare e con esso anche le occasioni. Vlahovic ha vinto per manifesta superiorità la sfida dei bomber con Immobile, la brutta copia del calciatore ammirato negli ultimi anni: Chiesa si è iscritto alla festa del gol segnando la seconda rete, McKennie ha ripagato la fiducia di Allegri. Un 3-1 che non lascia spazio a spiegazioni, nonostante i numeri siano tutti dalla parte dei biancocelesti: tranne quelli dei gol, che nel calcio contano ancora.

Partenza sprint, Vlahovic e Chiesa: 2-0 dopo mezz'ora

La partenza della Juventus è stata stordente: alta, aggressiva, votata al recupero della palla e a sfruttare ogni possibile errore altrui. La calma biancoceleste in fase di costruzione è stata soffocata dall'intensità di una Juventus molto alta, che al 10' ha sbloccato la partita con una perla di Vlahovic: palla recuperata da Bremer su Immobile, progressione sulla destra di McKennie e tocco per Locatelli, che con il destro ha pescato il serbo in area. Girata di destro, quasi una rarità, e Provedel battuto: le proteste laziali per un possibile fallo laterale causato da McKennie sono durate il tempo del check al Var. Dopo il vantaggio la partita non ha cambiato padrone e spartito: al 14' Kostic ha scaldato le mani a Provedel, un minuto dopo il compagno di nazionale Vlahovic ha sfiorato il raddoppio di testa.

Il raddoppio di Chiesa e il cambio di spartito

Si è dovuto attendere il 25' per vedere la Lazio impensierire Szczesny, con una bella girata al volo di Kamada al termine di un'azione confusa ma efficace. Quando ci si aspettava una scossa dai biancocelesti, è arrivato il raddoppio: incursione di McKennie, palla per Rabiot prima e poi per Chiesa, che di sinistro ha infilato Provedel sul primo palo. Dopo il raddoppio è arrivato il momento di rifiatare per la Juventus, che ha abbassato il baricentro aumentando la densità per evitare pericoli: a differenza del passato è stata una scelta e non una naturale inclinazione della squadra. La squadra di Sarri non ha trovato spazi, Immobile ha vagato smarrito rimbalzando su Bremer e Gatti fino alla pausa.

Luis Alberto la riapre, Vlahovic la chiude

Sarri ha provato a cambiare volto alla Lazio inserendo gli ex Pellegrini e Rovella per il disastroso Hysaj e per Cataldi, ma la partenza bianconera è stata veemente come nel primo tempo. Solo i riflessi di Provedel hanno evitato che Rabiot segnasse di testa per due volte, sfuggendo alla guardia troppo morbida di Casale e Romagnoli. Esaurita la spinta iniziale, la Lazio ha alzato il ritmo sfiorando il gol con un diagonale di Anderson, su cui Kamada è arrivato in leggero ritardo, quindi segnando al 64' con Luis Alberto la rete che ha riaperto la partita. Kamada ha rubato palla a Cambiaso, Luis Alberto ha avuto il tempo di prendere la mira e pennellare un destro imprendibile per Szczesny. La possibile crisi di nervi dopo la rete della squadra di Sarri ha trovato in Vlahovic la miglior prevenzione: tre minuti dopo ha ricevuto in profondità, tra Casale e Marusic, aggirandoli e scatenando per la seconda volta il destro su cui Provedel non ha potuto nulla. Abbattuta nel morale e nel punteggio, la Lazio ha resistito poco: contro la miglior Juventus dall'inizio della stagione, per consapevolezza e capacità di adattarsi al match, i biancocelesti non hanno potuto nulla. Almeno non in questa versione.
 

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