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Gasperini: “Commisso è un maleducato”. Tra Atalanta e Fiorentina la partita non finisce mai

Gasperini: “Commisso è un maleducato”. Tra Atalanta e Fiorentina la partita non finisce mai
(reuters)

La diatriba tra nerazzurri e viola prosegue senza soste. Dopo il vaffa del presidente, la replica del tecnico: “Ogni volta che apre bocca è come scoperchiare un tombino”

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“Ogni volta che apre bocca è come scoperchiare un tombino, non voglio neanche rispondergli perché io ho sempre difeso l’Atalanta e non ho mai insultato nessuno. Anzi, di insulti ne ho presi. E’ un maleducato”. Fiorentina vs Gasperini, Gasperini vs Fiorentina: una storia infinita. Stavolta le parole del tecnico dell’Atalanta, dopo la vittoria in Europa League, rispondono a quel “vaffa” pronunciato dal presidente viola dopo la vittoria di domenica in campionato al Franchi per 3-2. Commisso, una volta terminata la gara, esce per salutare alcuni tifosi viola all’esterno dello stadio. Gli chiedono di Gasperini, che poco prima aveva apostrofato la tifoseria fiorentina come “buoi che danno del cornuto all’asino”, e risponde: “C’è qualche tv qui? No? E allora, vaffa…”.

Gasperini e la Fiorentina: una vecchia storia

La risposta di Gasperini è soltanto l’ultimo atto di una diatriba che in realtà è nata ben prima che Commisso arrivasse nel 2019 come nuovo proprietario del club. Siamo nel 2009, la Fiorentina è sotto per tre a zero a Marassi contro il Genoa. E’ uno scontro diretto, a tutti gli effetti, per la Champions. Si scatena un certo Adrian Mutu che segna a raffica: uno, due e tre all’ultimo secondo dei minuti di recupero. Finisce in parità e proprio in virtù di quel risultato, a fine campionato, i viola scalzeranno la squadra di Gasperini dall’accesso alla Champions. Gli sfottò iniziano qui.

Il caso Chiesa

E si accendono negli ultimi mesi di proprietà Della Valle, quando Gasperini tirò in causa Federico Chiesa e il suo stile di gioco. “E’ un simulatore”, disse in occasione di una gara al Franchi, con tanto di risposta piccata dell’allora allenatore viola Stefano Pioli. “Andate a riguardare le immagini sul web di quel rigore”, ha detto ieri il tecnico dell’Atalanta che certo non ha dimenticato quell’episodio. Poi accade di tutto.

Gli insulti della curva

Dai cori razzisti dei tifosi bergamaschi nei confronti di Dusan Vlahovic alla maglia regalata da quelli viola al tecnico. “Gasperini uno di noi”, con tutta l’ironia di una piazza che non ha mai digerito i suoi modi di fare. Soltanto pochi mesi fa, per ricordare un altro episodio, la Fiorentina pareggiò al Franchi su rigore e Gasperini andò su tutte le furie rivolgendosi alla tifoseria viola, e in particolare alla Curva Fiesole, mimando il gesto delle manette. “Siete dei ladri”. Poi qualcuno racconta che nella pancia dello stadio siano volate parole grosse tra il tecnico e la dirigenza viola, addirittura uno sputo all’indirizzo di un membro della Fiorentina.

“Ostilità del pubblico del Franchi? Io non ho mai insultato nessuno, sono sempre venuto da avversario ma figlio di puttana è un insulto pesante, mia madre ha fatto la guerra per dare libertà di parola a quei deficienti che cantano “figlio di puttana”. E sono loro dei figli di puttana sicuramente, capisco l’ostilità per un avversario e poterlo attaccare. Però questa è una cosa esagerata, è un fatto di maleducazione, cafonaggine ed è un insulto pesante da accettare”.
Anche Commisso si è più volte lamentato del trattamento ricevuto dai tifosi bergamaschi: cori e insulti a ricordare le origini meridionali del presidente viola, che invece rivendica con orgoglio. L’ultima replica di Gasperini è soltanto una nuova pagina su una storia che prosegue da tempo. “Capisco la frustrazione dei tifosi viola, perché negli ultimi sette anni siamo arrivati per sei volte davanti a loro. E non ci sono abituati”. Toni accesi, escalation che non accenna a diminuire. Con la certezza che al prossimo incrocio, o forse anche prima, si possa aggiungere un nuovo capitolo a questa interminabile storia.

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