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Lecce-Genoa 1-0, un gol di Oudin e i salentini sognano: è secondo posto per una notte

Rémi Oudin, 26 anni, segna il gol decisivo

 (ansa)
Resiste fino all’84’ il muro dei rossoblù, in dieci per due terzi di gara a causa dell’espulsione di Martin
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Al via del Mare il Lecce sogna a occhi aperti e si regala il più dolce dei venerdì sera. In attesa degli altri risultati, i salentini andranno a dormire da secondi in classifica, un punto sotto l’Inter e uno sopra la Juventus. E, cosa più importante, otto più della terzultima Salernitana, ferma a 3 dopo il pareggio dell’altro anticipo. Tre vittorie, due pareggi e zero sconfitte rendono questo avvio il migliore della storia del Lecce, che oggi, vittorioso per 1-0 in casa contro il Genoa, ringrazia il tiro deviato di Oudin a 6’ dalla fine e l’ingenuità di Martin, che ha lasciato gli avversari in 10 per due terzi di gara.

La partita

Procedeva tutto placidamente fino al 36’. Giusto un paio di buoni tentativi di Krstovic e uno strappo di Gudmundsson avevano ravvivato un avvio monotono. Poi Aarón Martín s’è fatto bruciare da Almqvist e, invece di lasciarlo scappare, tirandolo giù si è meritato il secondo giallo. Cambio di programma: Gilardino comanda al Genoa di proteggersi col 4-4-1 e tenere duro. 

Nel secondo tempo, era inevitabile, il protagonista è il Lecce, a cui la superiorità numerica regala campo e fiducia. Più di tutti è Almqvist a dare la scossa e resta elettrico nonostante una pallonata involontaria di Vasquez che quasi non lo manda al tappeto. Non è l’unica volta in cui la palla lo cerca, lui si prende la responsabilità di portarla, al 66’ sfiora il palo accentrandosi sul mancino. Chi dalla palla sta lontanissimo, suo malgrado, è il solitario Retegui, la cui utilità, nei 76’ in cui è in campo, è appesa alle avanzate di Gudmundsson. Ma la situazione obbliga l’islandese a contenere gli entusiasmi. La strategia rossoblù di barricarsi dietro funziona bene solo fino all’84’, quando il destro da fuori di Rémi Oudin (che aveva preso il posto di Rafia) prende la deviazione giusta per bucare il muro di Martinez. A questo Lecce va tutto bene, per il momento, e a D’Aversa non dispiace affatto.

Lecce-Genoa 1-0
Lecce (4-3-3): Falcone; Gendrey, Pongracic, Touba, Gallo (dal 15’ st Dorgu); Ramadani, Kaba (dal 34’ Sansone), Rafia (dal 15’ st Oudin); Almqvist, Krstovic (dal 42’ st Blin), Strefezza (dal 34’ st Piccoli). All. D'Aversa.
Genoa (3-5-2): Martinez; De Winter (dal 1’ st Vasquez), Bani, Dragusin; Sabelli (dal 45’ st Malinovskyi), Strootman (dal 45’ st Puscas), Badelj (dal 31’ st Hefti), Frendrup, Martin; Gudmundsson, Retegui (dal 31’ st Ekuban). All. Gilardino.
Arbitro: Antonio Rapuano.
Reti: Oudin (39’ st).
Angoli: 4 a 3.
Recupero: 1’ e 6’.
Ammoniti: De Winter (7’ pt), Martín (9’ e 36’ pt), Almqvist (14’ st)

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