Juventus-Lecce 1-0, Milik fa ripartire i bianconeri
di Emanuele GambaMilik festeggiato dai compagni dopo il gol
(afp)TORINO – La Juventus si è infine divincolata dalla sfiducia in sé dopo un’ora di calcio grigio come le sue maglie color carbone, come se la squadra non avesse saputo mettere tra parentesi la grottesca prestazione di tre giorni prima e se ne lasciasse anzi contagiare. Ci sono sempre dei tarli che rodono, se i giocatori non sono così sicuri di sé: Allegri sa che in questa stagione tecnica e tattica verranno senz’altro dopo la psicologia. Intanto, l’1-0 al Lecce, firmato da un gol in mischia di Milik, e il sorpasso che riporta i bianconeri sul podio, dove resteranno accomodati anche dopo che avranno giocato tutti gli altri, un po’ di pace interiore la porterà. L’allenatore conferma. “Dopo la rete ci siamo sbloccati”.
Juve fischiata a fine pr…
TORINO – La Juventus si è infine divincolata dalla sfiducia in sé dopo un’ora di calcio grigio come le sue maglie color carbone, come se la squadra non avesse saputo mettere tra parentesi la grottesca prestazione di tre giorni prima e se ne lasciasse anzi contagiare. Ci sono sempre dei tarli che rodono, se i giocatori non sono così sicuri di sé: Allegri sa che in questa stagione tecnica e tattica verranno senz’altro dopo la psicologia. Intanto, l’1-0 al Lecce, firmato da un gol in mischia di Milik, e il sorpasso che riporta i bianconeri sul podio, dove resteranno accomodati anche dopo che avranno giocato tutti gli altri, un po’ di pace interiore la porterà. L’allenatore conferma. “Dopo la rete ci siamo sbloccati”.
Juve fischiata a fine primo tempo
L’insicurezza ha accompagnato con discrezione un’ora di brutta Juve. Anzi, un’ora di niente, con una sola azione fatta bene (27’: Danilo per Chiesa e sinistro a fil di palo) mentre i fischi da timidi si facevano insistenti fino a diventare assordanti nell’intervallo anche se con una certa quota di ingenerosità, perché la critica al (non) gioco bianconero non teneva conto dei meriti del Lecce che, tanto per cominciare, s’è presentato allo Stadium con un punto più in classifica e poi ha dato limpida dimostrazione di non aver usurpato proprio nulla, fin qui: nella casa della Juve s’è fatto un poco più cauto, ma nella sua partita attenta ci ha messo attenzione, personalità, versatilità, anche se le ali non sono quasi mai sfuggite ai terzini (che delusione Strefezza specialmente) cosicché il centravanti Krstovic non mai ricevuto un pallone interessante benché interessante abbia dimostrato di esserlo lui, con tutta una serie di movimenti e giocate spalle alla porta che hanno tenuto sulla corda Bremer.
Kaba, rosso esagerato
Ma la porta non l’ha vista mai, né lui né alcuno dei suoi compagni: in una partita quasi senza tiri (i cinque della Juve hanno fatto il solletico a Falcone), è giusto che l’abbia vinta chi almeno qualcosa abbia tentato, anche se il Lecce avrà da recriminare per il calcio d’angolo che ha preceduto il gol juventino (avrebbe dovuto essere rimessa dal fondo) e un po’ meno per l’esagerata espulsione di Kaba per una simulazione che non lo era in pieno recupero.
La sicurezza ritrovata
Resta il fatto che la Juve ha ritrovato subito la solidità che a Reggio Emilia era finita nel dimenticatoio e che stasera è tornata la base della squadra, almeno quella. La gente ha accolto con affetti Szczesny e soprattutto Gatti (quando è entrato al posto dell’acciaccato Rugani, Allegri gli ha detto “vai che sei forte” e ha potuto esaltarsi soltanto per gli strappi di Chiesa nel primo tempo, unica variazione sul tema prima del gol decisivo, segnato sotto misura da Milik, fin lì pessimo, in seguito a una sponda di Rabiot. Ad Allegri può star bene così, anche se quando lascia furente la panchina un attimo prima della fine, come ha fatto arrabbiandosi per l’ultimo corner gestito male dai suoi, vuol dire che nel corso dei 90’ ha accumulato tensione su tensione, conseguenza dell’insoddisfazione e pure della preoccupazione con cui ha dovuto convivere fino all’ultimo. Dopo il 90’ però i fischi se li sono dimenticati tutti quanti, appagati da questo brodino autunnale.
Juventus-Lecce 1-0 (0-0)
Juventus (3-5-2): Szczesny; Rugani (27' st Gatti), Bremer, Danilo; McKennie (42' st Weah), Fagioli (42' st Miretti), Locatelli, Rabiot, Cambiaso (27' st Kostic); Milik (33' st Vlahovic), Chiesa (23 Pinsoglio, 36 Perin, 13 Huijsen, 15 Yildiz, 17 Iling-Junior, 41 Nicolussi). All.: Allegri
Lecce (4-3-3): Falcone; Venuti (18' st Gendrey), Pongracic, Baschirotto, Dorgu; Ramadani (24' st Kaba), Blin (37' st Piccoli), Oudin (18' st Rafia); Almqvist, Krstovic, Strefezza (18' st Sansone) (21 Brancolini, 16 Gonzalez, 18 Berisha, 19 Listkowski, 23 Faticanti, 24 Corfitzen, 25 Gallo, 45 Burnete, 59 Touba, 83 Samek, 91 Piccoli). All.: D'Aversa.
Arbitro: Giua.
Reti: nel st 12' Milik.
Angoli: 5-1 per la Juventus.
Recupero: 1' e 6'.
Ammoniti: Ramadani, Rafia, Chiesa, Krstovic, Kaba, Rabiot per gioco falloso, dalla panchina D'Aversa per proteste.
Espulsi: al 48' st Kaba per doppia ammonizione.
Spettatori: 38.445.