✕

Inter-Sassuolo 1-2: Berardi super, i nerazzurri scivolano e il Milan li aggancia in vetta

Gli uomini di Inzaghi si fermano davanti al loro pubblico dopo cinque vittorie consecutive
2 minuti di lettura

Come in certi documentari sulla savana, in cui il branco di gnu si ribella ai predatori e finisce per incornarli, il Sassuolo non c’è stato a farsi sbranare dall’Inter. Dopo essere uscita viva e vincente dalla tana della Juve, la squadra di Dionisi ha ripetuto l’impresa a San Siro, dove l’Inter non perdeva dallo scorso 15 aprile contro il Monza, 165 giorni fa. Si ferma così a cinque il numero di vittorie consecutive della squadra di Inzaghi, comunque acclamata dalla curva a fine partita come dopo la finale di Istanbul. I nerazzurri restano in testa alla classifica, ma ora sono alla pari col Milan, che pure hanno battuto 5-1 nemmeno due settimane fa. Bentornati fra gli umani.

Inter tradita dalla stanchezza

L’impressione è che a condannare la squadra d’Inzaghi, più di tutto, sia stata la stanchezza. Le crepe che si erano già viste in Champions contro la Real Sociedad, e di nuovo intraviste a Empoli, si sono aperte, segno che giocare ogni tre giorni non è banale per nessuno. Nel primo te…

Come in certi documentari sulla savana, in cui il branco di gnu si ribella ai predatori e finisce per incornarli, il Sassuolo non c’è stato a farsi sbranare dall’Inter. Dopo essere uscita viva e vincente dalla tana della Juve, la squadra di Dionisi ha ripetuto l’impresa a San Siro, dove l’Inter non perdeva dallo scorso 15 aprile contro il Monza, 165 giorni fa. Si ferma così a cinque il numero di vittorie consecutive della squadra di Inzaghi, comunque acclamata dalla curva a fine partita come dopo la finale di Istanbul. I nerazzurri restano in testa alla classifica, ma ora sono alla pari col Milan, che pure hanno battuto 5-1 nemmeno due settimane fa. Bentornati fra gli umani.

Inter tradita dalla stanchezza

L’impressione è che a condannare la squadra d’Inzaghi, più di tutto, sia stata la stanchezza. Le crepe che si erano già viste in Champions contro la Real Sociedad, e di nuovo intraviste a Empoli, si sono aperte, segno che giocare ogni tre giorni non è banale per nessuno. Nel primo tempo, dopo un avvio all’arrembaggio, i giocatori più spremuti della rosa hanno perso giri: Dimarco, Lautaro, Çalhanoglu, persino Thuram, a cui al dunque è mancata lucidità. A segnare nel recupero del primo tempo è stato Dumfries, che non tira quasi mai e forse dovrebbe farlo di più, primo difensore nei cinque maggiori campionati europei ad avere fatto due gol e due assist. Ma nemmeno nel momento del gol subito, la squadra di Dionisi è sembrata disunirsi, conservando intatta l’organizzazione iniziale e lanciandosi in avanti appena possibile. La partita di Berardi, assistman per Bajrami e uomo gol senza mai dimenticarsi di contenere Bastoni, è la prova di come Dionisi sia entrato nella testa dei suoi giocatori, che dall’inizio sapevano esattamente cosa fare per portare a casa la pelle, e lo hanno fatto.

Inzaghi: “Dovevamo fare più gol”

L’analisi di Simone Inzaghi è lucidissima: “Per quello che abbiamo creato dovevamo fare più di un gol. Nel secondo tempo siamo partiti bene, ma dopo l’1-1 non siamo più riusciti a tenere le distanze. La prodezza di Berardi ci ha tolto la nostra solita lucidità. E contro il Sassuolo se perdi lucidità e distanze diventa complicato”. Parole al miele anche per un avversario speciale: “Berardi lo conosciamo, è un giocatore con grandissime qualità balistiche, ha fatto un euro gol. Ma a quel punto dovevamo essere più squadra, tenere le distanze. Invece non abbiamo più avuto la lucidità che avevamo avuto fino a quel gol”.

È presto per dire se quella del Sassuolo sia vera gloria, così come non è tempo per l’Inter di preoccuparsi eccessivamente. Determinante sul primo gol subito è stato il primo errore di Sommer, infilato sul suo palo. Ma per una squadra che dichiaratamente punta alla seconda stella, un inciampo così va studiato, scomposto, analizzato e superato. Il tempo è poco, e non è detto sia un male. L’occasione per rialzarsi è lì, dietro l’angolo, sabato a Salerno contro la squadra di Paulo Sousa, battuta a Empoli e per niente abituata a giocare con questa frequenza. E già martedì a Milano arriverà il Benfica, ferito dalla sconfitta col Salisburgo nella prima gara del girone. L’Inter dovrà dimostrarsi di nuovo predatrice spietata, come è stata sempre finora in campionato, prima di incontrare l’ordinatissimo branco di Dionisi.

Leggi i commenti