Genoa-Milan 0-1: decide Pulisic, Giroud in porta dopo l’espulsione di Maignan
di Enrico CurròGENOVA — Più tortuoso che mai, l’approdo solitario del Milan in testa alla classifica si è consumato con un finale zeppo di paradossi. Schiacciata nella propria area dal Genoa, dopo essere passata in vantaggio con un gol dubbio di Pulisic (sospetto fallo di mano) non smentito dal Var al culmine di una partita pasticciata, la squadra più forte è scampata all’assalto della più debole grazie a Giroud: non però nella sua veste di attaccante celebrato, ma in quella di portiere. Il centravanti francese, entrato invano per segnare, con un’uscita a valanga e a occhi chiusi nell’interminabile recupero (59’ st, diceva il cronometro) ha salvato la porta che Maignan aveva appena dovuto abbandonare per un’uscita assai scomposta su Ekuban. Il Var ha aiutato Piccinini a estrarre il rosso e con i cinque cambi già esauriti la maglia verde se l’è messa appunto Giroud. Il quale, salvato dalla traversa sulla punizione di Gudmundsson deviata da Leao, ha completato l’opera calandosi nel ruolo di…
GENOVA — Più tortuoso che mai, l’approdo solitario del Milan in testa alla classifica si è consumato con un finale zeppo di paradossi. Schiacciata nella propria area dal Genoa, dopo essere passata in vantaggio con un gol dubbio di Pulisic (sospetto fallo di mano) non smentito dal Var al culmine di una partita pasticciata, la squadra più forte è scampata all’assalto della più debole grazie a Giroud: non però nella sua veste di attaccante celebrato, ma in quella di portiere. Il centravanti francese, entrato invano per segnare, con un’uscita a valanga e a occhi chiusi nell’interminabile recupero (59’ st, diceva il cronometro) ha salvato la porta che Maignan aveva appena dovuto abbandonare per un’uscita assai scomposta su Ekuban. Il Var ha aiutato Piccinini a estrarre il rosso e con i cinque cambi già esauriti la maglia verde se l’è messa appunto Giroud. Il quale, salvato dalla traversa sulla punizione di Gudmundsson deviata da Leao, ha completato l’opera calandosi nel ruolo di chi i gol deve evitarli. Ci è riuscito, con un po’ di fortuna, e potrà aggiungere alla fine della sua gloriosa carriera questa insolita pagina. «Da bambino mi piaceva giocare fra i pali, farò un quadro con la maglia di Maignan», dirà il francese.
Non è stata molto gloriosa, invece, la vittoria del Milan. Il preambolo è diventato presto metafora della serata. Malgrado il viaggio di soli 145 km, i reduci dalla ravvicinata trasferta di Champions a Dortmund, frutto di un calendario assai discusso, sono arrivati in aereo per evitare il traffico sempre tortuoso delle autostrade liguri. Né hanno scelto il treno, perché l’alta velocità dalla Lombardia qui è una chimera ultratrentennale. Ma al di là dell’ingenerosa pubblicità negativa per Genova, che si è peraltro consolata nelle stesse ore con l’articolo in cui il Financial Times l’ha definita “la gemma segreta dell’Italia”, il traffico più fastidioso la squadra di Pioli l’ha poi trovato sul prato di Marassi. Dove l’ex Gilardino, sprovvisto per infortunio del goleador Retegui e a poche ore dal calcio d’inizio pure dell’altro ex Messias, bloccato da un guaio muscolare, ha studiato contro il suo maestro dichiarato Pioli una tattica efficace quanto inedita: ha deciso di fare a meno di qualunque punta, ha concesso al molto teorico falso nove Gudmundsson di zigzagare per il campo come gli pareva e ha ordinato a tutti gli altri, difensori o centrocampisti che fossero, di lanciarsi in contropiede quando potevano. Si è così visto Vasquez trasformarsi in perfetta ala, con due riuscite sterzate nell’area di Maignan.
Pioli ha dovuto prendere atto che senza Leao, Giroud e Pulisic sarebbe stato impossibile battere Martinez. Ma il loro inserimento nella ripresa, nonostante il 4-2-4, non ha scalfito il Genoa fino all’unico errore di Dragusin, su cross di Musah, che ha liberato Pulisic alla girata vincente con sospetto controllo di avambraccio. Il resto l’hanno fatto l’arbitro (rosso per doppia ammonizione anche a Martinez, che provava a fare il centravanti alla Giroud). Furioso il presidente genoano Zangrillo: «Il mondo del calcio è sempre più iniquo. Se il Var non ha certezze siamo sempre noi a soccombere. L’entrata di Maignan, lo dico da medico, è assassina». Pioli arriva alla sosta in vetta: alla ripresa, contro la Juve, non avrà Maignan e Theo Hernandez, squalificati.
Il tabellino di Genoa-Milan
Genoa 0
Milan 1 (43’ st Pulisic)
Genoa (4-5-1): Martinez 6.5 – De Winter 6.5 (59’ st Leali), Dragusin 5.5, Bani 6, Vasquez 6.5 – Sabelli 6 (23’ st Ekuban 5.5), Thorsby 6, Frendrup 6, Malinovskyi 6 (23’ st Kutlu 6), Haps 6 (46’ st Puscas sv) – Gudmunsson 6.5. All. Gilardino 6.5.
Milan (4-3-3): Maignan 5 – Florenzi 5,5 (21’ st Calabria 6), Tomori 6, Thiaw 6, T. Hernandez 5,5 – Musah 5,5, Adli 5 (21’ st Giroud 7), Reijnders 5.5 – Chukwueze 5 (1’ st Pulisic 6,5), Jovic 5 (48’ st Bartesaghi sv), Okafor 5 (1’ st Leao 5,5). All. Pioli 6.
Arbitro: Piccinini 5.
Note: espulsi Maignan per gioco falloso al 53’ st e Martinez al 58’ st per doppia ammonizione. Ammoniti Gilardino, T. Hernandez, Florenzi, Musah, Adli, De Winter, e Thiaw. Spettatori: 33.157.