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Allegri e il centrocampo, due mesi di emergenza: Yildiz la soluzione in attesa di gennaio

Allegri e il centrocampo, due mesi di emergenza: Yildiz la soluzione in attesa di gennaio

Le indisponibilità di Fagioli e Pogba incidono sulla mediana della Juventus in mediana. Il giovane turco potrebbe essere la carta del tecnico in attesa del mercato di riparazione: Hojbjerg, Thuram e Samardzic sul taccuino di Giuntoli

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In meno di dieci giorni il centrocampo della Juventus ha cambiato volto. Una metamorfosi involontaria, accidentale e traumatica: la positività di Pogba, confermata dalle controanalisi il 6 ottobre, e il caso scommesse che coinvolge Fagioli hanno tolto, o per meglio dire toglieranno quando arriveranno le sentenze, due pedine chiave ad Allegri. All'azione della giustizia sportiva corrisponde una reazione su due livelli da parte del club: stringere i denti nel breve periodo proponendo soluzioni alternative, il ricorso al mercato a gennaio.

Due assenze di peso diverso per Allegri

Già dopo la positività di Pogba al testosterone la Juventus si era mossa sul mercato per cercare un sostituto, nonostante già a inizio stagione fosse chiaro che il ruolo del francese sarebbe stato marginale, almeno nelle prime fasi. Un'opzione che è diventata una necessità dopo la questione scommesse, che terrà Fagioli lontano dai campi a lungo: se il francese era il guastatore designato, una carta da giocare a partita in corso in attesa del completo recupero fisico, il centrocampista azzurro era una certezza nelle gerarchie dell'allenatore. Lo dimostrano le sei presenze collezionate fino a oggi, alternandosi con il compagno di settore giovanile, Miretti: il suo minutaggio era in crescendo dopo un'estate passata a recuperare da un brutto infortunio alla spalla e Allegri confidava nelle sue doti tecniche per il ruolo di regista in alternativa a Locatelli. Piano naufragato al cospetto dei problemi emersi negli ultimi giorni.

Le soluzioni nel breve periodo

Con il mercato distante due mesi e mezzo, sarà necessario trovare nell'immediato delle soluzioni alternative, per altro già presenti in casa. Già nel derby McKennie è ritornato nel suo ruolo originario, quello di mezzala, con Weah a presidiare la fascia al fianco del connazionale. Questa è la soluzione immediata, la carta da giocare subito per trovare alternative a Miretti, Locatelli e Rabiot, le uniche mezzali presenti in rosa: l'alternativa a questi nomi è quello di Nicolussi Caviglia, che però a oggi, tra infortuni e gerarchie tecniche da rispettare, non ha collezionato neanche un minuto in campo. A differenza di Yildiz, la "pazza idea" di Allegri per sostituire Pogba e le sue doti di incursore: il classe 2005 ha tecnica, fisico e intelligenza per poter arretrare il baricentro e provare a giocare sulla mediana, con libertà di inserimento. Spesso proprio dalle difficoltà nascono le grandi intuizioni in grado di cambiare la carriera di un calciatore: tuttavia il tempo non è dalla sua parte visto che serviranno delle prove, dei tentativi per capire l'impatto del turco in un ruolo non suo.

Il mercato tra Hojbjerg, Thuram e Samardzic

A gennaio la Juventus si farà trovare pronta sul mercato dei centrocampisti. Anzi, già oggi Giuntoli e Manna hanno le idee chiare, almeno quanto lo è la situazione dei conti: spendere ma senza esagerare. L'aumento di capitale ha rimesso a posto i conti ma l'iniezione di liquidità non potrà trasformarsi in un intervento sul mercato: per allungare la mediana di Allegri serviranno idee, soprattutto a buon prezzo. Il primo nome è quello del danese Hojbjerg, centrocampista di quantità ormai ai margini del Tottenham: uno dei giocatori apprezzati da Conte sta chiedendo la cessione continuamente, trovando anche la porta aperta da parte degli Spurs. Il problema è la richiesta da 30 milioni che si scontra con la richiesta della Juventus di poter avere il calciatore in prestito con diritto di riscatto. Piace molto, e non da oggi, il francese del Nizza, Kephren Thuram, figlio dell'ex bianconero Lilian e fratello dell'interista Marcus: anche qui il problema è il prezzo, visto che i francesi lo valutano 50 milioni e non hanno necessità di venderlo, anzi. L'obiettivo della squadra di Farioli è centrare la qualificazione in Champions e trattenere il centrocampista nato a Reggio Emilia nel 2001 sarebbe fondamentale. Il suo contratto è in scadenza nel 2025 e il prossimo mercato sarà decisivo per il suo futuro: lo spettro delle sterline della Premier, però, rende complicato l'affare. Infine il nome più semplice, al momento, è quello di Samardzic, promesso sposo dell'Inter, con cui aveva anche sostenuto le visite mediche, prima del clamoroso scontro con il club: l'Udinese non ha preclusioni con la formula del prestito con obbligo di riscatto, fissato in una ventina di milioni.

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