Milan, Pioli: “Tonali? Se prima gli volevo bene 10, ora gliene voglio 100”
di Enrico CurròMILANO – Durante la sosta è esploso il caso scommesse e Pioli, da allenatore del Milan ed ex allenatore di Tonali, che avrebbe puntato anche su partite dei rossoneri (però sulla vittoria, è la linea dell’attuale centrocampista del Newcastle), non elude la questione: “Siamo rimasti sorpresi e scioccati, anche se non ci sono ancora notizie così ufficiali. Il nostro pensiero va a Sandro, che è stato un nostro giocatore. Non lo giudicherò per quello che eventualmente ha fatto, ma per quello che farà: per come uscirà da questa storia e per come potrà diventare un esempio. Se gli volevo bene 10, ora gliene voglio 100. Lui sa che in qualsiasi momento, per qualsiasi cosa, io ci sono e sarò pronto ad aiutarlo”.
Juve, Psg e Napoli: un ciclo da brividi
Il ciclo delle tre partite che chiudono il mese di ottobre del Milan è decisamente il più impegnativo possibile: Juventus in casa, Psg e Napoli in trasferta. Servirà a chiarire se è davvero concreta la differenza di rendimento tra campionato (tutte vittorie tranne il doloroso derby, dal quale la squadra di Pioli si è risollevata, fino a tornare prima in classifica) e Champions (due 0-0): “Dopo la sosta ci siamo ritrovati tutti. Abbiamo festeggiato il mio compleanno emozionandoci. L’emozione è una chiave dei nostri successi: emozione e orgoglio di stare in un club che mi ha sostenuto soprattutto nei momenti difficili e dei tifosi senza eguali. Con la Juventus è una partita da scudetto, anche se è troppo presto per ogni valutazione, visto che le squadre in concorrenza sono quattro. Ribadisco che è un vantaggio potere preparare una partita alla settimana e non credo che Allegri si sia risentito per questa mia considerazione”.
Fiducia in Mirante
Iniziare questo trittico senza due pilastri come gli squalificati Maignan ed Hernandez non è la cosa migliore, anche perché la teoria della totale intercambiabilità dei giocatori, caposaldo della campagna acquisti estiva, è incrinata da un guaio come l'infortunio del secondo portiere Sportiello e dalla constatazione che per il ruolo di terzino sinistro, lacuna del mercato, non esiste un sostituto naturale del titolare. L’allenatore mostra tuttavia piena fiducia nei due veterani ai quali farà ricorso: il quarantenne Mirante, che ha nel suo curriculum milanista solo l'ingresso all'ultimo minuto dell'ultima giornata dello scorso campionato contro il Verona, e l'eclettico Florenzi, dirottato a sinistra. I giovani Nava e Bartesaghi andranno in panchina, pronti all'uso: “Mirante è molto stimato dai compagni, è esperto e pronto a dare il massimo. Conosce il possesso palla e come costruire dal basso. E comunque ho giocatori forti, la rosa mi lascia tranquillo”.
Adli ancora regista
Il turnover è stato fin qui applicato da Pioli in maniera quasi scientifica: l'obiettivo duplice era di fare riposare i titolari, lungo una stagione dal calendario intasato, e di garantire alle loro controfigure un ruolo diverso da quello delle classiche riserve e più vicino, semmai, a quello dei titolari aggiunti, in grado di scendere in campo senza ruggine nel caso di emergenza per le partite importanti. L'infortunio muscolare di Chukwueze (“l’alternativa più logica, quando Pulisic dovrà rifiatare, è Luka Romero, sono molto soddisfatto di lui”) impedirà di proseguire completamente su questa linea: “Noi pensiamo solo alla partita con la Juve. Vedremo, sulla base di questa, come affrontare le prossime”. Leao e Giroud sono deputati quasi obbligatoriamente al gol, lo dicono le statistiche: “Se segna qualcun altro, va bene lo stesso”. Krunic è recuperato, con Kalulu, ma Adli resta il candidato numero uno al ruolo di regista contro la Juventus e intanto si è esibito sui social in un coro della Curva Sud: “Lui suona bene e canta, ma ora deve deliziarci in campo. Mi piace quando i giocatori si identificano con la squadra, Yacine ha presente e futuro ed è voluto restare in questo nostro percorso. Ha ancora margini di crescita in una posizione per lui nuova. Da regista sa dare verticalizzazione, deve stare più attento nella gestione del pallone, ma sono soddisfatto del suo atteggiamento”.
Tattica anti Juve
L’ipotesi di una Juventus con la coppia di attaccanti centrali Milik-Vlahovic non coglie Pioli impreparato: “Cambierebbe qualcosa per loro e anche per noi, perché il calcio è un gioco di contrapposizioni. Ci terrebbero la difesa un po’ più stretta. La Juventus è diversa rispetto all’anno scorso, non è detto che sia attendista, nell’amichevole americana di quest’estate non lo è stata. Comunque noi siamo preparati sia a una Juve che ci aggredisce nella nostra metà campo sia a una Juve che ci aspetta di più”. La variabile è Chiesa. “Federico, che è stato lanciato da Paulo Sousa, l’ho allenato alla Fiorentina per quasi due anni, ha strappi eccezionali. Abbiamo studiato gli avversari con e senza di lui”.