Verona-Napoli 1-3: Politano e Kvaratskhelia rilanciano i campioni d’Italia
dal nostro inviato Marco AzziKhvicha Kvaratskhelia segna la rete della sua doppietta
(ansa)VERONA - Per un'ora si è rivisto il vero Napoli ed è stato sufficiente per battere al Bentegodi (3-1) il Verona, che solo nell'ultima parte della gara è riuscito a reagire almeno con orgoglio e ha trovato almeno il modo per uscire dal campo a testa alta con il gol di Lazovic. Ma in precedenza gli azzurri avevano già chiuso i conti con la doppietta di Kvaratskhelia e la rete iniziale di Politano. Boccata d'ossigeno per Rudi Garcia, che dovrà comunque interrogarsi sul calo psicofisico dei campioni d'Italia nel finale. Per Baroni il rimpianto di aver rigenerato troppo tardi la sua squadra con i cambi.
«La cronaca della gara»
Era un test soprattutto sullo stato di salute del Napoli, privo degli infortunati Osimhen e Anguissa e alle prese con il rebus di Garcia, salvato da De Laurentiis dopo due settimane in cui la panchina azzurra aveva più volte traballato. Sulla strada dei campioni d'Italia le tensioni del Verona, a sua volta in grande difficoltà (appena 2 punti nelle ultime 6 giornate) …
VERONA - Per un'ora si è rivisto il vero Napoli ed è stato sufficiente per battere al Bentegodi (3-1) il Verona, che solo nell'ultima parte della gara è riuscito a reagire almeno con orgoglio e ha trovato almeno il modo per uscire dal campo a testa alta con il gol di Lazovic. Ma in precedenza gli azzurri avevano già chiuso i conti con la doppietta di Kvaratskhelia e la rete iniziale di Politano. Boccata d'ossigeno per Rudi Garcia, che dovrà comunque interrogarsi sul calo psicofisico dei campioni d'Italia nel finale. Per Baroni il rimpianto di aver rigenerato troppo tardi la sua squadra con i cambi.
«La cronaca della gara»
Era un test soprattutto sullo stato di salute del Napoli, privo degli infortunati Osimhen e Anguissa e alle prese con il rebus di Garcia, salvato da De Laurentiis dopo due settimane in cui la panchina azzurra aveva più volte traballato. Sulla strada dei campioni d'Italia le tensioni del Verona, a sua volta in grande difficoltà (appena 2 punti nelle ultime 6 giornate) e chiamato al riscatto dai ventimila tifosi accorsi al Bentegodi. Numerosi sulle tribune anche i sostenitori ospiti, protagonisti in negativo prima della partita di scontri con le forze dell'ordine, costrette a evitare guai peggiori con decine di fermi e Daspo. In campo invece la sfida è stata accesa soprattutto nei minuti iniziali, in cui la squadra di Baroni è andata coraggiosamente all'assalto e ha subito impegnato in un paio di occasioni Meret, bravo a neutralizzare i colpi di testa ravvicinati di Dawidowicz e Serdar.
La carica agonistica dei veneti si è però esaurita troppo in fretta e un po' alla volta è venuta fuori la maggiore qualità dei campioni d'Italia, che hanno guadagnato metri e si sono scrollati di dosso le preoccupazioni con cui avevano dovuto fare i conti durante la burrascosa vigilia. Garcia si è tenuto alla larga dai guai e ha confermato il solito 4-3-3, limitandosi a sostituire gli illustri assenti con Cajuste a centrocampo e Raspadori in attacco, preferito a Simeone. Il Napoli ha potuto quindi innestare il pilota automatico e ha cominciato il suo assedio alla porta avversaria, con le conclusioni di Raspadori (al tiro per due volte su punizione) e Politano che sono state respinte con prontezza da Montipò. Ma a furia di insistere gli azzurri hanno trovato il vantaggio poco prima della mezzora, grazie all'assist del vivacissimo Raspadori e al sinistro al volo di Politano (27'), che ha sorpreso sul primo palo il portiere del Verona. Gol meritato e raddoppio sfiorato a distanza di una manciata di secondi, con Cajuste che ha perso però il duello ravvicinato con Montipò, vanificando un altro assist al bacio di Raspadori. Niente colpo di grazia dunque per i veneti, che hanno provato a scuotersi con una conclusione alta di Serdar. L'episodio non ha tuttavia cambiato l'inerzia della sfida e nel finale del primo tempo è arrivato pure il raddoppio di Kvaratskhelia (43'): dribbling su Magnani e sinistro radente a fil di palo. Poi il georgiano ha esultato sotto la curva avversaria e ne è nata una rissa, con le ammonizioni di Faraoni e Mario Rui.
Il Verona è tornato negli spogliatoi alle corde e Baroni ha provato a scuoterlo con tre cambi, ma Meret è stato bravo a neutralizzare di piede il primo assalto del nuovo entrato Bonazzoli. Non ha invece perdonato dall'altra parte Kvaratskhelia, lanciato in campo aperto da Politano e bravissimo a firmare il tris dopo un assolo personale (10'). Il Napoli ha avuto però il torto di rilassarsi e uno svarione in tandem di Rrahmani e Di Lorenzo ha permesso al quarto d'ora a Lazovic di ridurre lo svantaggio e riaccendere il Bentegodi. La partita ha continuato dunque a offrire emozioni ed entrambe le squadre negli spazi hanno creato altri pericoli: Raspadori, Cajuste e Simeone da una parte, Djuric, Bonazzoli (super Meret) e ancora Lazovic dall'altra. Garcia ha dato spazio ai giovani Zanoli, Gaetano e Zerbin dando per chiusa lo stesso in anticipo la sfida. E alla fine con qualche sofferenza di troppo ha avuto ragione lui.