Inter-Roma 1-0: Thuram abbatte il muro di Mourinho, i nerazzurri si riprendono la vetta. Lukaku coperto di fischi
di Franco VanniMILANO – Lukaku ha fatto l’ennesimo dispetto ai tifosi nerazzurri. Avevano portato i fischietti, pronti ad assordarlo a ogni tocco di palla, ma lui glieli ha fatti usare pochissimo. Tolto il calcio d’inizio da parodia di Mel Brooks di un film sui gladiatori, con San Siro che lo spernacchia e Romelu a mento alto, il belga ha fatto poco, costringendo decine di migliaia di interisti a soffiare nel beccuccio solo quando la palla orbitava dalle sue parti, per dare un senso alla spesa di due euro, compresa la fanzine con scritto “annientiamolo psicologicamente”. Difficile dire se sull’ipoattivismo del belga abbiano influito i fischi, o se sia ascrivibile alla tradizionale mancanza di smalto di Big Rom nelle gare che contano.
In un simbolico cambio della guardia, attivissimo è stato invece Thuram che, dopo infiniti tentativi, a nemmeno dieci minuti dal novantesimo ha tagliato fuori Mancini e ha segnato sotto gli occhi di papà Lilian, commosso in tribuna sotto un cappe…
MILANO – Lukaku ha fatto l’ennesimo dispetto ai tifosi nerazzurri. Avevano portato i fischietti, pronti ad assordarlo a ogni tocco di palla, ma lui glieli ha fatti usare pochissimo. Tolto il calcio d’inizio da parodia di Mel Brooks di un film sui gladiatori, con San Siro che lo spernacchia e Romelu a mento alto, il belga ha fatto poco, costringendo decine di migliaia di interisti a soffiare nel beccuccio solo quando la palla orbitava dalle sue parti, per dare un senso alla spesa di due euro, compresa la fanzine con scritto “annientiamolo psicologicamente”. Difficile dire se sull’ipoattivismo del belga abbiano influito i fischi, o se sia ascrivibile alla tradizionale mancanza di smalto di Big Rom nelle gare che contano.
In un simbolico cambio della guardia, attivissimo è stato invece Thuram che, dopo infiniti tentativi, a nemmeno dieci minuti dal novantesimo ha tagliato fuori Mancini e ha segnato sotto gli occhi di papà Lilian, commosso in tribuna sotto un cappello a tesa larga. E così l’Inter, al termine di una partita in cui ha fatto 19 tiri contro tre, si è presa tutto: la gioia del nuovo senza il rimpianto del vecchio, il gioco e il risultato, la vetta della classifica e l’ovazione dello stadio, in un momento di perfezione estatica che supera i sogni della vigilia.
“Tutti sanno cosa ho fatto per portare Lukaku a Milano e cosa avrei fatto per riaverlo. Non l’ho incontrato, ma l’avrei salutato senza problemi. Insieme abbiamo fatto un grande percorso. Ho sempre scelto per il bene dell’Inter”, ha detto Inzaghi dell’ex centravanti, con tacito riferimento alla titolarità di Dzeko nella scorsa stagione. E dell’attuale compagno d’area di capitan Lautaro ha detto: “Dopo una settimana di allenamenti abbiamo capito che Thuram si sarebbe tolto grandi soddisfazioni. Sta facendo benissimo, è giusto lodarlo, come i suoi compagni”. Pagina voltata, definitivamente.
Sulla cerimonia di passaggio, dalla memoria del belga al francese in carne e ossa, aleggiava la figura di Mourinho, assente in panchina ma presentissimo, di nuovo squalificato contro la sua ex squadra e relegato in tribuna stampa al secondo anello. Lo Special One, che a Milano si chiamerà per sempre così, per una buona mezz’ora si è goduto da lassù lo spettacolo che aveva preparato: la linea di difesa a cinque protetta da tre centrocampisti, i raddoppi, i recuperi, i falli quando servono, la grinta, la palla sempre agli altri “così non hanno niente da pressare”. Per una volta San Siro non gli ha rivolto cori d’affetto, riservandoli tutti a Inzaghi, sempre più nel cuore della tifoseria. Saranno le 13 vittorie in Champions, più di quattro volte rispetto a quante ne ha fatte Conte. Sarà il primo posto in campionato, perché quest’anno è quello che conta, con la seconda stella in ballo.
Se l’Inter vola, la Roma non esce da San Siro con le ossa rotte. Nonostante le assenze – l’ultima è quella di Spinazzola - per 80 minuti è parsa una cassaforte di cui nemmeno i nerazzurri, primo attacco della Serie A, riuscivano a trovare la combinazione. Ci ha provato da fuori Calhanoglu in avvio, ma ha preso la traversa (un’altra l’ha colpita Carlos Augusto nel finale). Ci sono arrivati vicini in tandem Dimarco e Thuram, prova generale di quel che è poi stato. I giallorossi hanno incassato la prima rete su azione nelle ultime sei gare. Ora l’Inter, dopo il lusso di una settimana senza giocare, a Bergamo dovrà confermarsi solitaria in vetta. Per la Roma, la prossima tappa per tentare la scalata ai posti Champions sarà in casa col Lecce.