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Napoli-Milan: Garcia-Pioli da brividi, due panchine in bilico

Rudi Garcia, 59 anni

 (reuters)
Al Maradona stasera alle 20.45. De Laurentiis affianca Rudi, Cardinale pensa a Ibra come tutor: è già una partita decisiva
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In poco più di sei mesi Napoli-Milan, da duello per scudetto e Champions, si è trasformato nell’esame d’autunno per i due allenatori: chi perde s’inguaia e non è detto che il pareggio rinsaldi la panchina. A inizio stagione sembrava inverosimile. Pioli era il nuovo plenipotenziario di Milanello, Garcia l’apprezzato successore di re Mida Spalletti. Adesso i tifosi si spaccano, le società non nascondono che l’idillio sia scolorito in tiepida convivenza.

La spada di Damocle di Ibra e De Laurentiis

La parola tutela suscita sdegno, ma non esiste sinonimo migliore per l’ipotesi che Pioli, in caso di ko al Maradona, riceva il sostegno quotidiano di Ibrahimovic come consulente personale di Cardinale: l’azionista di controllo non ha ancora convinto l’ex campione, ma conta di riuscirci. Quanto a Garcia, la presenza fissa di De Laurentiis a Castel Volturno è davvero la spada di Damocle. Antonio Conte rimane un’idea complicata, però le congetture per la prossima stagione si sprecano su entrambi…

In poco più di sei mesi Napoli-Milan, da duello per scudetto e Champions, si è trasformato nell’esame d’autunno per i due allenatori: chi perde s’inguaia e non è detto che il pareggio rinsaldi la panchina. A inizio stagione sembrava inverosimile. Pioli era il nuovo plenipotenziario di Milanello, Garcia l’apprezzato successore di re Mida Spalletti. Adesso i tifosi si spaccano, le società non nascondono che l’idillio sia scolorito in tiepida convivenza.

La spada di Damocle di Ibra e De Laurentiis

La parola tutela suscita sdegno, ma non esiste sinonimo migliore per l’ipotesi che Pioli, in caso di ko al Maradona, riceva il sostegno quotidiano di Ibrahimovic come consulente personale di Cardinale: l’azionista di controllo non ha ancora convinto l’ex campione, ma conta di riuscirci. Quanto a Garcia, la presenza fissa di De Laurentiis a Castel Volturno è davvero la spada di Damocle. Antonio Conte rimane un’idea complicata, però le congetture per la prossima stagione si sprecano su entrambi i fronti: Italiano per il Napoli, Gallardo o Tudor per il Milan.

Milan, il problema del gol

Certo, contano i fatti e quelli più recenti non confortano Pioli, scivolato con Juve e Psg. A Parigi gli è toccato districarsi tra le critiche tattiche di Calabria e i dirigenti al seguito si sono astenuti da qualunque arringa difensiva, che pure avrebbe poggiato su una serie di argomentazioni: il secondo posto in campionato, la reazione alla batosta del derby, le possibilità intatte di avanzare agli ottavi in Champions, dove gli 0-0 con Newcastle e Dortmund sono stati mendaci e perdere al Parco dei Principi rientra nella casistica. Invece Pioli si è dovuto difendere da solo e sono rimaste sul piatto della bilancia le magagne: il gol che non arriva, Leao sprecato e defilato, Hernandez immalinconito, il centrocampo sbilanciato, la difesa esposta al contropiede, gli infortuni (Loftus-Cheek con un’infiammazione all’inguine, Jovic recuperato dopo lo stop nel riscaldamento). Furlani ha poi rimediato a Milanello, premiando l’allenatore per le 200 panchine rossonere e blindandolo davanti alla squadra: "A maggio speriamo di festeggiare”. Che l’esito dipenda dal mercato ricco (125 milioni spesi) quanto lacunoso (nessuna valida controfigura del veterano Giroud, del convalescente regista Bennacer e di Hernandez) è un’evidenza che non consola l’allenatore. Il quale ha trovato a Milanello il professor Luke Bornn, guru degli algoritmi, già alla Roma di Pallotta e stretto collaboratore di Cardinale, a cui suggerì l’acquisto del Tolosa. Non pare però probabile che eventuali ritocchi tattici (persiste il dilemma della difesa a 3) vadano ascritti agli analisti di Harvard.

Stefano Pioli, 58 anni

 

Stefano Pioli, 58 anni

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Napoli, i guai in difesa

Invece Rudi Garcia, la cui panchina non ha smesso di traballare nemmeno dopo le vittorie a Verona e Berlino, a Castel Volturno incrocia De Laurentiis, sceso in campo per tranquillizzarlo e per gestire le turbolenze dello spogliatoio. La strana coppia per ora va. Hanno smesso di essere la regola le intemperanze al momento delle sostituzioni, ma non sono stati ritrovati gli equilibri tattici, l’autostima e l’autorevolezza. La difesa barcolla (appena 4 clean sheet) e la mancanza di rotazioni spacca a metà il gruppo: sono ai margini Elmas, Simeone, Lindstrom, Zanoli e Demme e c’è voluto l’infortunio di Juan Jesus per scoprire che il brasiliano Natan — acquistato per sostituire Kim — ha qualità. Lo svedese Cajuste, osservato speciale, dovrà prendere di nuovo il posto di Anguissa, recuperato per la panchina. Garcia non ama i rischi e dovrebbe confermare la squadra di Berlino, con Raspadori vice Osimhen e l’unico ballottaggio Mario Rui-Olivera.

Garcia-Pioli, precedenti (e ruggini) nel derby romano

Ci sarà il tutto esaurito. Aleggia il ricordo dello scontro verbale del 2015, quando Garcia vinse con la Roma il derby contro la Lazio di Pioli e gli diede del “rosicone” in risposta all’etichetta di “bugiardo”. Otto anni dopo, le rispettive preoccupazioni sono altre e il francese si è sfilato dalla polemica. "Storie vecchie, stimo il mio collega. Penso alla crescita del Napoli e le somme non si tirano in 90’”. Il tecnico rossonero ha invece mostrato i muscoli. “Siamo forti, lotteremo per il titolo”. Ma per chi perde al Maradona sono guai.

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