MILANO – Pioli e il ritorno di Ibrahimovic: il tema è ineludibile e l’allenatore del Milan lo affronta senza sbilanciarsi. L’ex campione, decisivo per la risalita della squadra verso lo scudetto, arriverà? “Non lo so. Io posso solo dire che qui a Milanello lavoro con tantissime persone, che parlo spesso con Moncada e Furlani e che il club è strutturato per supportarci. Se poi il club e Zlatan decideranno di creare altre situazioni, tutti sapete quanta stima io ho di lui. Per me non ci sarebbero problemi. Ma dal punto di vista della struttura io sono un allenatore fortunato, non potrei chiedere di meglio. La società mi mette sempre nelle condizioni ideali per fare il mio lavoro”. L’altro tema del momento è la ribellione di Sinner all’assurdo calendario del tennis e anche qui Pioli, alle prese con i ripetuti infortuni causati anche dalle troppe partite ravvicinate, non dribbla l’argomento, sul quale il suo collega della Lazio Sarri è stato particolarmente duro. Gli allenatori, sottolinea il tecnico del Milan, non vengono coinvolti in questo genere di decisioni: “Noi allenatori non veniamo coinvolti nelle decisioni, nemmeno dalla nostra associazione”. Nel caso, una scelta alla Sinner anche nel calcio non sarebbe sbagliata: “Se fossimo interpellati, saremmo della stessa idea. Gli impegni dei calciatori sono difficili, i rischi di infortunio aumentano e si rischia di mettere i campo uno spettacolo non all’altezza. Noi torniamo spesso tardi delle trasferte, quando non dobbiamo fermarci sul posto la notte, così i rischi di infortuni aumentano”.
Critiche accettate
Il Milan è reduce da giorni di critiche, anche da parte dei tifosi, per le tre partite consecutive senza vittoria (e con due sconfitte) contro Juventus, Psg e Napoli: “Normale. Quando una squadra va in doppio vantaggio e gioca un primo tempo come il nostro a Napoli, è logico aspettarsi che vinca. Ma questo ormai è il passato. Non abbiamo vinto nessuno dei tre scontri diretti, le aspettative verso di noi sono giustamente alte”. L’occasione del ritorno alla vittoria, con l’Udinese a San Siro, suggerisce a Pioli l’accantonamento della teoria del turnover, malgrado le tre partite in otto giorni, con Psg e Lecce da qui all’11 novembre: “Si parte con la migliore formazione possibile, per vincere. Poi ci sara tempo per preparare la Champions e il Lecce. Non è un dramma ora essere a tre punti dal primo posto. Ma è il caso di ricominciare a vincere subito”.
Pioli sprona Hernandez ed esclude divisioni
Theo Hernandez non è all’altezza della propria fama, ultimamente. Pioli accetta il rilievo, ma lo trasferisce all’intera squadra: “Se ognuno di noi riesce a dare anche solo l’1% in più, facendo la somma generale possiamo raggiungere un livello molto alto. Può diventare un fattore decisivo”. La cena di gruppo, voluta dal capitano Calabria e alla quale anche l’allenatore e il suo staff hanno partecipato, è sembrata una risposta ai dubbi sulla compattezza dello spogliatoio, generati dalle critiche tattiche di Calabria stesso e di Giroud e dall’aperta contestazione di Leao dopo la sostituzione di Napoli. Pioli si premura di rassicurare i milanisti: “Il mio modo di lavorare è di avere un confronto diretto co i calciatori, anche con le discussioni. Di una cosa sono assolutamente sicuro: non ho mai avuto, nemmeno nell’anno dello scudetto, un gruppo così unito, coeso, disponibile, e che si sia formato con tutte queste caratteristiche in così breve tempo. Proprio perché ho questa fortuna, ora la dobbiamo sfruttare: dobbiamo concentrarci sul miglioramento delle nostre prestazioni. Io sono molto soddisfatto di una certa identità che già abbiamo, ma ci sono per nostra fortuna ancora tanti margini di miglioramento”.
L’emergenza in difesa e il mercato di gennaio
Gli infortuni non sono risolti: “Arriviamo da due settimane particolarmente difficili, che mi hanno impedito più rotazioni. Miglioreremo, ma con l’Udinese qualche problema soprattutto nel settore difensivo c’è. Kalulu e Pellegrino li abbiamo persi per un periodo lungo, credo che a gennaio possa arrivare dal mercato un difensore”. La formazione non è fatta: i dubbi sembrano riguardare l’esterno destro del tridente d’attacco e il regista: “Romero pensavo che potesse incidere di più. Krunic-Adli sono in ballottaggio. Musa? Può fare l’esterno alto, ma in corso d’opera, sperando che non ce ne sia bisogno, anche il terzino destro”. Loftus-Cheek è disponibile per la panchina, Pulisic no per ragioni precauzionali: “Ma per il Psg tornerà, come Chukwueze. E ci sono buone probabilità anche per Kjaer. L’Udinese farà una partita d’attesa, con tanti difensori. Dobbiamo essere superiori nel gioco, ma con lucidità, pazienza, senza frenesia. E dobbiamo impedire le loro ripartenze”.