Pioli come Mourinho e Bagnoli, a Milano nessuno vuole essere un pirla
ROMA - Cosa vuol dire “pirla”? L’espressione è ormai internazionale, eppure è difficile ascoltarla fuori da Milano. E il calcio non fa differenza.
Pioli come Mourinho: “Non siamo pirla”
L’ultimo utilizzatore, un po’ a sorpresa, è stato Stefano Pioli. Ancora accaldato per la vittoria mozzafiato contro il Psg di Mbappé, l’allenatore nato a Parma ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe in cui, nelle ultime settimane, dovevano essersene raccolti assai, tra le critiche di qualche tifoso che iniziava a far circolare l’hashtag PioliOut e i tentativi di regalargli un supporto più mentale che tecnico con il ritorno imminente di Ibrahimovic. Quel successo, così, gli ha fatto pescare in un immaginario antico e molto milanese la frase c…
ROMA - Cosa vuol dire “pirla”? L’espressione è ormai internazionale, eppure è difficile ascoltarla fuori da Milano. E il calcio non fa differenza.
Pioli come Mourinho: “Non siamo pirla”
L’ultimo utilizzatore, un po’ a sorpresa, è stato Stefano Pioli. Ancora accaldato per la vittoria mozzafiato contro il Psg di Mbappé, l’allenatore nato a Parma ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe in cui, nelle ultime settimane, dovevano essersene raccolti assai, tra le critiche di qualche tifoso che iniziava a far circolare l’hashtag PioliOut e i tentativi di regalargli un supporto più mentale che tecnico con il ritorno imminente di Ibrahimovic. Quel successo, così, gli ha fatto pescare in un immaginario antico e molto milanese la frase che resterà attaccata a questo risultato: “Tutto ciò che ci gira intorno non è mai equilibrato. O siamo fenomeni, o siamo dei pirla. Ma noi non siamo né l’uno né l’altro”. Chissà, forse a un collega portoghese oggi a Roma saranno fischiate le orecchie.
Quando José si presentò così
Un’espressione che, occhio e croce, piace particolarmente agli allenatori di Inter e Milan. Anche se fino a qualche ora fa era del tutto o quasi appannaggio dei nerazzurri. Basta nominarla per pensare al giorno della presentazione di José Mourinho, giugno del 2008. Un giornalista inglese gli fece una domanda su Lampard, lui colse la palla al balzo per sciorinare la risposta che si era preparato a casa, forse col suo maestro d’italiano: “Io non sono un pirla”. Il detonatore di risate scroscianti, ma soprattutto dell’amore che lo lega tutt’ora al pubblico interista. In realtà era quasi una citazione, anche se forse non furono molti a coglierla, quel giorno di oltre 15 anni fa.
L’origine della frase
Il pirla, parola che letteralmente alluderebbe al pene, nell’immaginario milanese è una persona facile da imbrogliare: lo sprovveduto, l’ingenuotto, se non un vero e proprio stupido. Che ne sapeva Mourinho, portoghese di Setubal, paese appena fuori Lisbona, della parola pirla? Magari, chissà, qualcuno si sarà ricordato di quando, qualche anno prima, l’aveva usata un milanese doc. Bisogna però tornare al 1992, quando sulla panchina dell’Inter – sempre l’Inter – sedeva Osvaldo Bagnoli. Centravanti era Darko Pancev, acquistato l’estate per sostituire Klinsmann con la convinzione di aver portato in nerazzurro un bomber. Sarà un disastro e Bagnoli, al culmine dell’esasperazione, uscì così dall’imbarazzo delle esclusioni: “Dite che con Pancev bisogna avere pazienza perché è macedone? Sarà...ma io sono della Bovisa e non sono mica un pirla”. Qualcuno a Mourinho deve averla riportata proprio così. E Pioli, che non ha mai negato come in quegli anni fosse acceso tifoso interista, forse la ricordava ancora.