Ranieri, quel no al ritorno di Cannavaro e la storia con la Juve finita male
di Emanuele GambaClaudio Ranieri
(ansa)TORINO – Tre le milletrecentosettantasei panchine in carriera, Claudio Ranieri ne ha fatte anche 93 su quella della Juventus, un’epoca fa, tra il 2007 e il 2009: era la Juve che veniva dalla B e tentava di ricostruirsi dopo Calciopoli, a portarlo a Torino furono due giovani dirigenti cui toccò gestire quella fase complicatissima, Jean-Claude Blanc e Alessio Secco, che con Ranieri ebbero un’ottima intuizione dalla quale vennero brillantemente ripagati, con un terzo e un secondo posto in campionato (la Juve, ribadiamo, era neo promossa e nelle due stagioni successive non andò oltre la settima posizione) e, tra le altre cose, una memorabile vittoria al Bernabeu, con il pubblico madridista in piedi ad applaudire Del Piero.
Esonerato a …
TORINO – Tre le milletrecentosettantasei panchine in carriera, Claudio Ranieri ne ha fatte anche 93 su quella della Juventus, un’epoca fa, tra il 2007 e il 2009: era la Juve che veniva dalla B e tentava di ricostruirsi dopo Calciopoli, a portarlo a Torino furono due giovani dirigenti cui toccò gestire quella fase complicatissima, Jean-Claude Blanc e Alessio Secco, che con Ranieri ebbero un’ottima intuizione dalla quale vennero brillantemente ripagati, con un terzo e un secondo posto in campionato (la Juve, ribadiamo, era neo promossa e nelle due stagioni successive non andò oltre la settima posizione) e, tra le altre cose, una memorabile vittoria al Bernabeu, con il pubblico madridista in piedi ad applaudire Del Piero.
Esonerato a due giornate dalla fine
Eppure il rapporto tra la Juventus e Ranieri finì male, con un esonero a due giornate dalla fine e molte tribolazioni soprattutto nella seconda stagione, quando l’allenatore finì di fatto vittima delle tensioni tra le correnti interne del club, una delle quali, più legata alla vecchia guardia, non gli fu certo alleata. Le tensioni si acuirono settimana dopo settimana fino a quel licenziamento al trentaseiesimo turno e la promozione del debuttante Ciro Ferrara, che già lavorava in società, occupandosi del settore giovanile. Ferrara vinse le ultime due partite di campionato e strappò la conferma anche per il successivo, senonché, dopo 21 giornate deludenti e una Champions disastrosa, venne silurato a sua volta e rimpiazzato da Zaccheroni. Ma quella è un’altra storia.
Ranieri con Del Piero
Ranieri, la scudetto sfiorato alla Roma e poi il Leicester
La storia juventina di Ranieri è invece andata in archivio tra molti non detti e, a posteriori, diversi rimpianti, visto che il tecnico di Testaccio andò poi a un passo da un clamoroso scudetto con la Roma prima di entrare nella leggenda compiendo con il Leicester una delle imprese più sensazionali della storia del calcio. Ma dietro le quinte del suo divorzio dalla Juve c’è un episodio rimasto sotto traccia: magari è proprio quello che in questi giorni Ranieri ha promesso di rivelare una volta che avrà smesso di allenare.
Il no al ritorno di Cannavaro
La storia riguarda Fabio Cannavaro, che nel 2006 non aveva seguito la Juventus in serie B (scelta che fecero invece altri campioni del mondo come Del Piero, Buffon e Camoranesi, oltre a Chiellini, Trézéguet e Nedved) preferendo la gloria e i soldi del Real Madrid. Dopo tre anni in Spagna, Blanc e Secco contattarono il capitano azzurro, il cui contratto era in scadenza, e gli offrirono di tornare in bianconero, nonostante l’opposizione dei tifosi per il quale il difensore se n’era andato da traditore, da disertore. Quel che non si sa è che anche Ranieri si dichiarò contrario al ritorno di Cannavaro. Quando Blanc e Secco organizzarono la riunione per comunicargli che c’era in piedi quella trattativa, lui spiegò che non avrebbe mai avallato l’operazione, ritenendo che l’apertura a Cannavaro sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti di chi aveva accettato di seguire la Juventus in serie B, che certi equilibri di spogliatoio avrebbero rischiato di incrinarsi e che l’umore dei tifosi non poteva essere trascurato. Blanc e Secco non cambiarono però idea e già a fine maggio annunciarono l’ingaggio dell’azzurro, invece graditissimo a Ferrara. La rottura con Ranieri non si ricompose, né il tecnico fece nulla per ricomporla: preferì rimanere fedele ai suoi principi.
Per la cronaca, il Cannavaro bis andò malissimo. I tifosi non lo perdonarono mai, le sue prestazioni furono scadenti, in linea con quelle della squadra, il suo contratto non venne rinnovato e andò a chiudere la carriera a Dubai. Blanc e Secco vennero scalzati da Andrea Agnelli e Marotta. Ferrara rinunciò alla carriera da allenatore dopo altre esperienze negative tra la Sampdoria e la Cina. Ranieri si guadagnò un posto nell’eternità.