Roma-Udinese 3-1: Dybala trascina i giallorossi al quinto posto
di Silvia ScottiROMA – È vero che le cose che sembrano facili sono state difficili. Complicate, per ottantuno minuti. Fino a quando, per nascondere le ombre, è bastata accendere la luce. E se intorno c’è il buio, nella Roma brilla sempre e solo Paulo Dybala. Anche quando gioca in un fazzoletto di campo, trotterella, è stanco. Ma è sempre lui a far vedere qualcosa di splendente. Sempre e solo lui è capace di mettere i compagni in grado di combinare qualcosa di buono. Mette il pallone sulla fronte di Mancini a inizio partita, al 20’, e la Roma va in vantaggio. Segna il gol del 2-1 a dieci minuti dalla fine, quando le cose sembrano mettersi non bene: il gol del pareggio dell’Udinese al 12’ del secondo tempo di Thauvin, titolare per caso al posto di Pereyra che ha un risentimento nel prepartita, aveva fatto temere il peggio a Mourinho. E lì la partita scivola via, non scontata come potrebbe sembrare dal risultato. Lo diventa con il terzo gol allo scadere di El Shaarawy, appena entrato.
ROMA – È vero che le cose che sembrano facili sono state difficili. Complicate, per ottantuno minuti. Fino a quando, per nascondere le ombre, è bastata accendere la luce. E se intorno c’è il buio, nella Roma brilla sempre e solo Paulo Dybala. Anche quando gioca in un fazzoletto di campo, trotterella, è stanco. Ma è sempre lui a far vedere qualcosa di splendente. Sempre e solo lui è capace di mettere i compagni in grado di combinare qualcosa di buono. Mette il pallone sulla fronte di Mancini a inizio partita, al 20’, e la Roma va in vantaggio. Segna il gol del 2-1 a dieci minuti dalla fine, quando le cose sembrano mettersi non bene: il gol del pareggio dell’Udinese al 12’ del secondo tempo di Thauvin, titolare per caso al posto di Pereyra che ha un risentimento nel prepartita, aveva fatto temere il peggio a Mourinho. E lì la partita scivola via, non scontata come potrebbe sembrare dal risultato. Lo diventa con il terzo gol allo scadere di El Shaarawy, appena entrato.
E dire che qualcosa di buono si è visto, o meglio intravisto. C'è il tentativo di dare qualità al possesso palla partendo dal basso, soprattutto a inizio partita quando Dybala si abbassa per dare qualità alla fase di possesso. Il piano di Mourinho è metterlo defilato per la grande densità in mezzo al campo che fa l’avversario. E più lontano dalla porta l’argentino non riesce a servire Lukaku, mai messo in condizione di essere efficace, come si era già capito nelle ultime partite: a parte il gol contro il Lecce segnato quasi sui nervi, la squadra fatica a sfruttare le capacità in profondità del centravanti. Si era visto soprattutto nel derby contro la Lazio, si è rivisto con l’Udinese. E a Mourinho resta il problema di come far crescere la fase offensiva per rendere pericoloso uno dei migliori attaccanti del campionato. Ma un pizzico di qualità nell’impostazione c’è stata e nel gol di Dybala, una giocata tutta di prima, palla a terra Bove-Azmoun-Lukaku-Dybala, ne è l’esempio. A quel punto sembra tutto facile. Anche se prima non lo era stato affatto.
Roma 3 20’ pt Mancini, 36’ st Dybala, 45’ st El Shaarawy
Udinese 1 12’ st Thauvin
Roma (3-5-2) Rui Patricio 6 – Mancini 6.5, Llorente 6.5, Ndicka 6 – Karsdorp 5.5 (32’ st Zalewski 6), Cristante 6, Paredes 5 (32’ st Bove 6.5), Pellegrini 6 (18’ st Azmoun 6), Spinazzola 5 (18’ st El Shaarawy 6.5)– Dybala 7 (38’ st Kristensen sv), Lukaku 6. All. Mourinho 6
Udinese (3-5-2) Silvestri 6 – Ferreira 6 (34’ st Kabasele 6), Bijol 6, Perez 5.5 – Ebosele 6.5, Samardzic 5.5 (23’ st Lovric 6), Walace 6, Payero 6, Zemura 5.5 (38’ st Kamara sv) – Thauvin 6.5 (34’ st Lucca 5.5), Success 5.5. All. Cioffi 5.5
Arbitro: Massimi 6
Note: ammoniti Ferreira, Samardzic, Success, Pellegrini. Spettatori 61.616