Sassuolo-Roma 1-2: Dybala e Kristensen la ribaltano nella ripresa. E Mourinho parla solo in portoghese
dal nostro inviato Franco VanniREGGIO EMILIA - Alla fine ha avuto ragione lui. Berardi è stato ammonito da diffidato, Marcenaro ha espulso un giocatore del Sassuolo e ha fischiato un rigore per la Roma, e i giallorossi sono usciti vincitori da una partita che si era messa male, centrando la sesta vittoria nelle ultime otto partite. Difficile dire se gli strali di Mourinho alla vigilia contro il numero 10 del Sassuolo, e contro l’arbitro che non aveva apprezzato come quarto uomo, abbiano portato i risultati sperati. Lui dal canto suo ha proseguito nello show della vigilia, parlando solo in portoghese ai microfoni di Dazn per ’evitare fraintendimenti’ dopo le polemiche del giorno precedente.
Di certo, grazie ai cambi e all’ingenuità del Sassuolo, la Roma ha portato a casa non solo la pelle ma anche i tre punti in una gara difficile, aperta dal gol di Henrique al 25’ del primo tempo. Nella ripresa, il vate di Setubal l’ha raddrizzata mettendo il turbo alla sua squadra, che da equilibrata si è …
REGGIO EMILIA - Alla fine ha avuto ragione lui. Berardi è stato ammonito da diffidato, Marcenaro ha espulso un giocatore del Sassuolo e ha fischiato un rigore per la Roma, e i giallorossi sono usciti vincitori da una partita che si era messa male, centrando la sesta vittoria nelle ultime otto partite. Difficile dire se gli strali di Mourinho alla vigilia contro il numero 10 del Sassuolo, e contro l’arbitro che non aveva apprezzato come quarto uomo, abbiano portato i risultati sperati. Lui dal canto suo ha proseguito nello show della vigilia, parlando solo in portoghese ai microfoni di Dazn per ’evitare fraintendimenti’ dopo le polemiche del giorno precedente.
Di certo, grazie ai cambi e all’ingenuità del Sassuolo, la Roma ha portato a casa non solo la pelle ma anche i tre punti in una gara difficile, aperta dal gol di Henrique al 25’ del primo tempo. Nella ripresa, il vate di Setubal l’ha raddrizzata mettendo il turbo alla sua squadra, che da equilibrata si è fatta ultra offensiva, e ha sfruttato il rosso a Boloca, poco furbo nello stendere Paredes. Altrettanto avventato è stato Erlic, che ha toccato in area Kristensen, mandando Dybala al dischetto. Anche il due a uno per la Roma è arrivato grazie al danese, che da fuori ha fatto un tiro brutto quanto efficace, deviato in rete da Tressoldi.
Se prima della partita a parlare e far parlare di sé è stato solo l’allenatore della Roma, nei novanta minuti alcune buone cose le ha fatte anche Dionisi: palla a terra, sangue freddo, il bel gol di Henrique arrivato grazie a un taglio sul secondo pallo alla Callejon dei bei tempi, sigillo di un gioco corale che funziona. A servirlo è stato Berardi, il trequartista meno amato dallo Special One, che lo aveva appena preso in giro per una caduta di troppo: “Eccolo, comincia”, ha detto al quarto uomo, suo interlocutore abituale nelle partite. E proprio come quarto uomo aveva conosciuto Marcenaro, che alla prima direzione di una gara della Roma non ha ammonito Mancini, come il Vate di Setubal aveva profetizzato, né ha mostrato segni della instabilità emotiva che il Dottor Mourinho gli aveva preventivamente diagnosticato. Ora, in base all’articolo 23 della giustizia sportiva, per quelle dichiarazioni rischia una multa fino a 50mila euro e una (improbabile) squalifica per due giornate.
Durante il primo tempo, mentre Dionisi si sbracciava per disegnare diagonali e ordinare passaggi, Mourinho è stato saggiamente in panchina. In sua difesa è arrivato il direttore sportivo Tiago Pinto, che ha dichiarato: “Mouringo non ha detto niente di vietato. Altri allenatori dicono di peggio. Marcenaro come quarto uomo ci aveva sempre cacciato fuori persone dalla panchina”. E dalla panchina, a primo tempo in corso, proprio Mourinho ha fatto alzare e scaldare cinque giocatori. Due li ha messi in campo dopo l’intervallo: Azmoun al posto di Bove, sacrificato alla necessità di avere in campo un attaccante in più, e Kristensen per Karsdorp, poco ispirato in fascia.
Nella ripresa la Roma ha continuato a fare quel che aveva fatto prima della pausa: procurarsi un corner dietro l’altro. Consigli, dopo avere fatto una gran parata all’incrocio su un tiro di Dybala, si è ripetuto su Lukaku, lanciato a rete come piace a lui. E quando la partita sembrava in equilibrio, Boloca ha pensato bene di intervenire in ritardo, con piede a martello, sopra la caviglia di Paredes. Marcenaro ha prima mostrato il cartellino giallo, poi dopo avere rivisto l’episodio al Var ha tirato fuori il rosso. In vantaggio, Mourinho ha aumentato il potenziale offensivo, inserendo Pellegrini ed El Shaarawi, subito steso in malo modo da Berardi, ammonito da diffidato. E ha lanciato anche Krisensen, uoimo partita anche oltre i propri meriti. Inutile, dopo i due gol giallorossi, l’assedio finale del Sassuolo. E così la Roma, in attesa di Napoli-Inter, si trova quarta. Significa Champions. È quello per cui Mourinho è stato chiamato a Trigoria.
Sassuolo 1 Henrique 25’ pt,
Roma 2 Dybala 31’ st Rig, Kristensen 36’ st
Sassuolo (4-2-3-1) Consigli 7 – Toljan 5.5, Tressoldi 5, Erlic 5, Vina 5.5 (45’ st Pedersen Sv) – Boloca 4.5, Enrique 7 – Berardi 6.5 (44’ st Castillejo Sv), Thorstvedt 6, Laurienté 5 (20’ st Racic 6) – Pinamonti 5.5 (36’ st Defrel Sv). All. Dionisi 6
Roma (3-5-2) Patricio 6 – Mancini 6 (22’ st Pellegrini 6), Llorente 6, Ndicka 5.5 – Karsdorp 6 (1’ st Kristensen 7), Bove 6 (1’ st Azmoun 6), Paredes 6, Cristante 6, Spinazzola 5.5 (22’ st El Shaarawi 6) – Dybala 7 (42’ st Celik Sv), Lukaku 6. All. Mourinho 6.5
Arbitro Marcenaro 6
Note: Ammoniti Thorstvedt, Berardi, Kristensen, Henrique, Erlic. Espulso Boloca. Spettatori 19.113