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Ngonge, il calcio sottosopra del giocatore che segna solo gol da museo

Ngonge esulta dopo il gol all'Udinese

 (ansa)
La rovesciata dell’attaccante belga del Verona a Udine è da applausi: “Non ci ho pensato, è stato solo istinto”
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Due anni fa Cyril Ngonge segnò con la mossa dello scorpione, una specie di rovesciata di tacco: giocava in Olanda, nel Groningen, e quell’acrobazia venne premiata come il gol più bello dell’anno, con ogni probabilità la stessa sorte che toccherà alla sensazionale sforbiciata che ha permesso al Verona di pareggiare 3-3 a Udine, al suo allenatore Baroni di salvare la panchina e al mondo tifoso che guarda alla Serie A con distacco di ricredersi almeno un po’, visto che la domenica delle partite in provincia è stata spettacolare o perlomeno insolita, pure grazie al fallo da rigore che s’è procurato all’ultimo secondo il portiere del Lecce, Falcone, contro il Bologna.

Come la meraviglia di Garnacho

Magari si sono divertiti un po’ meno i tifosi dell’Udinese, tuttavia molti di loro hanno applaudito (e come si faceva a non farlo?) la meraviglia di Ngonge, una delle rovesciate più belle che si ricordino, non meno spettacolare di…

Due anni fa Cyril Ngonge segnò con la mossa dello scorpione, una specie di rovesciata di tacco: giocava in Olanda, nel Groningen, e quell’acrobazia venne premiata come il gol più bello dell’anno, con ogni probabilità la stessa sorte che toccherà alla sensazionale sforbiciata che ha permesso al Verona di pareggiare 3-3 a Udine, al suo allenatore Baroni di salvare la panchina e al mondo tifoso che guarda alla Serie A con distacco di ricredersi almeno un po’, visto che la domenica delle partite in provincia è stata spettacolare o perlomeno insolita, pure grazie al fallo da rigore che s’è procurato all’ultimo secondo il portiere del Lecce, Falcone, contro il Bologna.

Come la meraviglia di Garnacho

Magari si sono divertiti un po’ meno i tifosi dell’Udinese, tuttavia molti di loro hanno applaudito (e come si faceva a non farlo?) la meraviglia di Ngonge, una delle rovesciate più belle che si ricordino, non meno spettacolare di quella di Ronaldo contro la Juve nel 2018 o quella recentissima di Garnacho e soprattutto non meno incredibile, perché quasi impossibile: sul cross da sinistra di Suslov, Ngonge era circondato da quattro bianconeri (Kabasele, Perez, Payero e Zemura), tutti con gli occhi puntati su di lui e tutti increduli quando il fantasista s’è librato in quella gabbia di difensori, in cui c’era spazio appena per lui e il pallone. A velocità normale quasi non si capisce come sia stato possibile, vista l’immediatezza di quella giocata impensabile. “Infatti”, dirà lui, “di pensare non ho avuto tempo, è stato solo istinto. Ho visto la palla e l’ho fatto. Ma in allenamento non mi riescono mai questi gol. Lo dedico alla mia famiglia e alla squadra”.

La rovesciata di Garnacho in Everton-Manchester United

 

L’affare di Sogliano

Ngonge ha 23 anni, è belga, ex nazionale U19 (era compagno e amico di Evenepoel, poi campione del mondo di ciclismo), figlio d’arte: suo padre Felix-Michel, congolese, è stato professionista anche in Turchia e Premier. Cyril è invece incostante: cresciuto nel Bruges, al Groningen sembrava in rampa di lancio, ma per due volte, a fine 2022, è stato sospeso dal club per ragioni disciplinari, la stampa olandese insinuò che si fosse presentato in ritardo, e ubriaco, agli allenamenti. A gennaio il Groningen se n’è liberato, Sean Sogliano, ds del Verona, ha fiutato l’affare e con mezzo milione s’è preso il giocatore che ha salvato l’Hellas con 5 gol, due nello spareggio con lo Spezia. Adesso vale 7 milioni (in estate lo volevano Fiorentina, Bologna e Sassuolo), ma vale soprattutto un momento magicamente irripetibile.

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