Juventus-Napoli 1-0: Gatti ancora decisivo, i bianconeri scavalcano l’Inter in vetta
di Emanuele GambaIl gol partita di Gatti
(ansa)TORINO – Le partite della Juventus sono una replica, hanno un copione che seguono alla lettera e allora complimenti allo sceneggiatore: gli altri tengono la palla, i bianconeri li lasciano fare (65-35 di possesso anche questa volta), s’acquattano sereni a protezione delle loro terre, traggono il massimo dalle rare sortite dei loro gregari (Cambiaso e Gatti, ancora) e naturalmente vincono, naturalmente lo fanno di misura e naturalmente si capisce fin da subito, se non addirittura da prima, come andranno le cose, visto che il Napoli è cascato nella trappola come tutti gli altri, ha speso tempo a friggere aria e alla fine s’è scoperto sconfitto senza neanche rendersene conto. Eppure sembra tutto così scontato, così lapalissiano. Eppure, senza cambiare una virgola di sé e del suo micidiale copione, Allegri continua a mortificare un avversario dopo l’altro.
Gatti, gol da centravanti
La Juve, di suo, sa sfruttare le variazioni sul tema che per sua natura crea, che…
TORINO – Le partite della Juventus sono una replica, hanno un copione che seguono alla lettera e allora complimenti allo sceneggiatore: gli altri tengono la palla, i bianconeri li lasciano fare (65-35 di possesso anche questa volta), s’acquattano sereni a protezione delle loro terre, traggono il massimo dalle rare sortite dei loro gregari (Cambiaso e Gatti, ancora) e naturalmente vincono, naturalmente lo fanno di misura e naturalmente si capisce fin da subito, se non addirittura da prima, come andranno le cose, visto che il Napoli è cascato nella trappola come tutti gli altri, ha speso tempo a friggere aria e alla fine s’è scoperto sconfitto senza neanche rendersene conto. Eppure sembra tutto così scontato, così lapalissiano. Eppure, senza cambiare una virgola di sé e del suo micidiale copione, Allegri continua a mortificare un avversario dopo l’altro.
Gatti, gol da centravanti
La Juve, di suo, sa sfruttare le variazioni sul tema che per sua natura crea, che non sono mirabolanti invenzioni di fantasisti o ubriacanti azioni di gioco, ma magari un cross di sinistro dell’esterno destro, Cambiaso, e i gol da centravanti dello stopper più grezzo, Gatti (di testa, sovrastando Rrahmani). Se tutto ciò funziona, perché cercare altro? La rete gattesca è stato il secondo e ultimo tiro in porta bianconero nonché, per la sostanza anche se non per la statistica, la settima arrivata da palla ferma, visto che l’azione è nata da una rimessa laterale: sono le occasioni che la Juve sa cogliere, mica gliene si può fare una colpa, specie se il confronto è con il gioco velleitario del Napoli, con l’inutile circolazione di palla di un calcio di preliminari che non viene mai al dunque
Kvaratskhelia si divora il vantaggio
La partita avrebbe potuto prendere un’altra piega se i futuri ex campioni d’Italia non avessero gettato alle ortiche l’occasione grande che la Juventus aveva regalato loro, facendosi trovare completamente scoperta (quante altre volte può accaderel in un campionato, a una formazione così serrata?) su un lancio dalla propria trequarti di Zielinski che ha pescato i due napoletani più forti contro un solo avversario, Gatti: Osimhen ha fatto la cosa giusta smarcando Kvaratskhelia davanti a Szczesny, ma il georgiano ha controllato bene e tirato malissimo, non centrando neanche la porta. Era il 28’ e già si era capito tutto, perché l’ora successiva è stata una tiritera di attacchi frustrati a una difesa impossibile, inframezzati solamente dalla variazione del gol e da un paio di cose emozionanti che poi s’è scoperto che erano in fuorigioco, ovvero una paratona di Szczesny su Di Lorenzo e un erroraccio in rinvio del polacco che aveva portato a un gol di Osimhen: erano scritture fuori dal copione e tali sono rimaste.
Gatti abbracciato da Allegri dopo il gol
Vlahovic in ombra
La Juve ha avuto il solito niente da Vlahovic, che s’è pure mangiato un gol del primo tempo, ma forse il serbo ha la funzione dello specchio per le allodole: attira attenzioni che vengono invece negate agli incursori improvvisati, anche se ieri gli impulsi al gioco juventino li ha dati Chiesa, col suo accendersi all’improvviso tra un buio e l’altro, mentre il Napoli continuava a tritare gioco tra i venti e i trenta metri, come fanno tutti: tolto lo scialo di Kvara, che poi s’è perso nei impianti, soltanto Politano è arrivato vicino alla porta con un sinistro a giro nel primo tempo. Osimhen non ha avuto una palla degna, giocare in verticale è stato impossibile e mai i bianconeri hanno concesso l’uno contro uno ai dribblatori altrui: attaccare la Juve è frustrante, demoralizza, ma più che altro è inutile. Se però gli avversari, che oramai il copione lo conoscono, non sanno trovare alternative, perché deve farlo Allegri ora che la Juve è così gratificata dall’essere esattamente come sembra, come è?
Juventus-Napoli 1-0 (0-0)
Juventus (3-5-2): Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo; Cambiaso (47' st Rugani), McKennie (47' st Iling-Junior), Locatelli, Rabiot, Kostic (38' st Alex Sandro); Chiesa (38' st Kean), Vlahovic (25' st Milik). (23 Pinsoglio, 36 Perin, 13 Huijsen, 15 Yildiz, 20 Miretti, 41 Nicolussi, 7 Nonge) All. Allegri.
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Natan (27' st Zanoli); Anguissa, Lobotka (41' st Cajuste), Zielinski (19' st Elmas); Politano (27' st Raspadori), Osimhen, Kvaratskhelia (41' st Simeone). (14 Contini, 95 Gollini, 4 Demme, 23 Zerbin, 29 Lindstrom, 55 Ostigard, 70 Gaetano). All. Mazzarri.
Arbitro: Orsato di Schio
Reti: nel st 6' Gatti.
Angoli: 6-3 per il Napoli.
Recupero: 1' e 5'.
Ammoniti: Kvaratskhelia, Bremer, Juan Jesus, Osimhen, Locatelli per gioco scorretto.
Spettatori: 41.400.