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Il Milan vuole l’Europa League. Pioli: “È l’unico modo per rimediare alla ferita della Champions”

Stefano Pioli

 
Il trofeo che la squadra rossonera non ha mai vinto in 52 edizioni, nemmeno quando si chiamava Coppa Uefa, è diventato l’obiettivo numero uno del club. Può valere 70 milioni, inclusi gli introiti della fase a gironi della Champions. Per Ibrahimovic è la prima sfida da dirigente
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NEWCASTLE - Il Milan punta esplicitamente alla conquista dell’Europa League. Zlatan Ibrahimovic non poteva augurarsi nulla di meglio per il suo ritorno: anche se ovviamente lui non c’entra niente con la vittoria in casa del Newcastle, ottenuta in sua assenza, come minimo l’annuncio del suo ingaggio da consulente-dirigente ha portato fortuna. Il rischio di uscire dalle coppe europee era concreto e poteva essere evitato appunto solo con la vittoria in Inghilterra, il che non è mai semplice.

Nel caso specifico non lo era, a maggior ragione, perché in questa stagione soltanto Dortmund e Liverpool erano riuscite a battere il Newcastle a St. James’s Park. Adesso l’intervento di Ibra appare subito legato alla valutazione degli innesti necessari a…

NEWCASTLE - Il Milan punta esplicitamente alla conquista dell’Europa League. Zlatan Ibrahimovic non poteva augurarsi nulla di meglio per il suo ritorno: anche se ovviamente lui non c’entra niente con la vittoria in casa del Newcastle, ottenuta in sua assenza, come minimo l’annuncio del suo ingaggio da consulente-dirigente ha portato fortuna. Il rischio di uscire dalle coppe europee era concreto e poteva essere evitato appunto solo con la vittoria in Inghilterra, il che non è mai semplice.

Nel caso specifico non lo era, a maggior ragione, perché in questa stagione soltanto Dortmund e Liverpool erano riuscite a battere il Newcastle a St. James’s Park. Adesso l’intervento di Ibra appare subito legato alla valutazione degli innesti necessari a gennaio, per rendere più competitiva la squadra anche in Europa League, cioè per pensare immediatamente al mercato invernale, dove la priorità è un difensore centrale, sostituto dell’infortunato Thiaw. Sarà l’occasione per valutare il ruolo e l’influenza dell’ex campione nelle scelte del club, che finora aveva affidato la campagna acquisti all’ad Furlani, al capo dell’area sportiva Moncada e al ds D’Ottavio.

Restare nelle coppe per spendere di più a gennaio

Gli acquisti per fare fronte all’emergenza in difesa saranno costosi e dipenderanno dal budget, tema già caro a Maldini e Massara, che prima di essere licenziati chiesero l’innalzamento della percentuale della spesa per il mercato rispetto agli introiti: senza un investimento superiore al 40% dei ricavi, argomentavano, sarebbe stato difficile competere con i club soprattutto inglesi, che destinano circa il 60-70% delle proprie risorse al miglioramento della squadra. In questo senso, ora, sarà certamente preziosa la partecipazione all’Europa League, che può valere a fine stagione, arrivando in finale e sommando i relativi incassi ai premi e ai ricavi derivati dall’iscrizione e alla partecipazione alla fase a gironi della Champions, una settantina di milioni di euro. La questione era già stata trattata a giugno: le cosiddette assumptions, gli obiettivi di inizio stagione, consistevano come nell’annata precedente nel passaggio dei play-off di Europa League, cioè davano per scontato che il Milan non avrebbe superato la fase a gironi della Champions.

Leao pronto a guidare il gruppo

Ma un conto è dire che alla Champions si poteva anche rinunciare e un altro è ritrovarsi tanto presto fuori dal torneo più importante, nel quale era appena stata raggiunta la semifinale. La precoce eliminazione, oltretutto, è stata figlia di qualche errore di approccio a un girone che pareva molto complicato e che invece, a conti fatti, era abbordabile. Il Milan è dunque chiamato a vincere i play-off di febbraio, entrando così negli ottavi di finale di Europa League.

Sul piano finanziario – priorità assoluta dell’azionista di controllo americano, Gerry Cardinale, anche per i ricavi che genera: il totale, partecipazione alla fase a gironi inclusa, può sfiorare i 70 milioni in caso di vittoria il 22 maggio 2024 della finale di Dublino. Ma questo non è l’obiettivo dichiarato. Dopo il 2-1 in casa del Newcastle, non c’è stato un calciatore del Milan che non abbia sottolineato, da Leao a Hernandez, come adesso il traguardo sia vincere la coppa europea minore: in 52 edizioni non ci è mai riuscito, nemmeno quando il trofeo si chiamava Coppa Uefa.

Rafael Leao

 

Tecnicamente lo può fare e Pioli lo ha ricordato con molta convinzione. D’altronde la squadra ha reagito a Newcastle a un primo tempo in cui la sconfitta pareva la logica conclusione di una trama già scritta. L’allenatore ha detto che esiste un solo modo per rimediare all’eliminazione dalla Champions, che certamente brucia a giocatori e società: vincere appunto l’Europa League. E Leao, che nel secondo tempo si è confermato decisivo dopo un primo da cancellare, ha parlato dei suoi compagni come “dei miei ragazzi, la mia squadra”: parole da leader, fondamentale per concretizzare il sogno.

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