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Lazio-Inter 0-2: Lautaro e Thuram mandano in fuga in nerazzurri

(afp)
La capolista passa all’Olimpico e aumenta a 4 punti il vantaggio sulla Juve immediata inseguitrice
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ROMA – D'accordo l'atmosfera natalizia e il rinnovato gemellaggio tra le tifoserie, ma questa formidabile Inter di certi pacchi dono non ha proprio bisogno. Invece le è stato recapitato da Marusic al 40' di un primo tempo molto sofferto per la squadra dell'ex Simone Inzaghi. Impossibile per un serpente a sonagli sempre in agguato come Lautaro non sfruttare l'assist al contrario del montenegrino della Lazio. Settimana da incubo per lui: prima il gol di Griezmann a Madrid, in Champions, nato da un suo contrasto pigro, domenica sera il passaggio indietro di sinistro – lui è destro, ma Sarri da quella parte non si fida del mancino Pellegrini - facilmente intercettato dal capocannoniere della Serie A: 15 gol in campionato, 29 nel 2023. Inutile il tentativo disperato di Gila sulla linea, superato dal tocco morbido dell'argentino, implacabile come la sua Inter. Che in Italia sembra davvero invincibile, visto che anche quando viene messa in difficoltà, come stavolta, poi trova le risorse per …

ROMA – D'accordo l'atmosfera natalizia e il rinnovato gemellaggio tra le tifoserie, ma questa formidabile Inter di certi pacchi dono non ha proprio bisogno. Invece le è stato recapitato da Marusic al 40' di un primo tempo molto sofferto per la squadra dell'ex Simone Inzaghi. Impossibile per un serpente a sonagli sempre in agguato come Lautaro non sfruttare l'assist al contrario del montenegrino della Lazio. Settimana da incubo per lui: prima il gol di Griezmann a Madrid, in Champions, nato da un suo contrasto pigro, domenica sera il passaggio indietro di sinistro – lui è destro, ma Sarri da quella parte non si fida del mancino Pellegrini - facilmente intercettato dal capocannoniere della Serie A: 15 gol in campionato, 29 nel 2023. Inutile il tentativo disperato di Gila sulla linea, superato dal tocco morbido dell'argentino, implacabile come la sua Inter. Che in Italia sembra davvero invincibile, visto che anche quando viene messa in difficoltà, come stavolta, poi trova le risorse per portarsi a casa la partita.

«La cronaca della gara»

Lautaro e Thuram re dei gol

Nel secondo tempo, stessa storia: due palle-gol sprecate dalla Lazio, respinta sbagliata di Marusic – ma nell'occasione è complice l'intera difesa – su contropiede micidiale concretizzato da Thuram. Settima rete per il francese: lui e Lautaro sono la coppia più bella e forte del campionato, con 22 gol in due. Dominano la Serie A, davvero. Così il pragmatismo di Inzaghi ha piegato il Sarrismo in crisi: settima sconfitta per la Lazio di nuovo fischiata dall'Olimpico – il tecnico va considerato in discussione - e undicesima in classifica, tredicesima vittoria per l'Inter in volo e a +4 dalla Juve: è presto, ma questo successo profuma già di scudetto. “La capolista se ne va”, cantano i tifosi nerazzurri che sperano sia la fuga decisiva.

Le mosse di Sarri

Eppure la prestazione coraggiosa della Lazio – inizialmente in panchina Luis Alberto perché fuori forma, a pochi giorni dal diverbio con Immobile e Zaccagni a Madrid - è stata la risposta a chi sospetta che i giocatori di Sarri non seguano più il loro allenatore: linea difensiva a centrocampo, pressing alto e, almeno fino al gol di Thuram, giuste distanze tra i reparti. Sarrismo puro, insomma, compreso il possesso palla ma finalizzato a cercare i movimenti in verticale di Immobile. Tutto bello, anche il ritmo, solo che i biancocelesti al solito non capitalizzano la mole di gioco costruita e l'errore di Marusic consente all'Inter di chiudere in vantaggio un primo tempo vissuto in apnea. Molto semplice il piano gara del cinico Inzaghi, che conosce bene Sarri e la Lazio: il lancione di difensori e centrocampisti dalla propria metà campo per servire gli attaccanti alle spalle della terza linea altissima – appunto – dei biancocelesti.

Lazzari espulso per proteste

In realtà le azioni più interessanti le aveva create la Lazio, spinta dall'uomo-ovunque Guendouzi, in particolare con un cross di Zaccagni per Immobile: a lato il colpo di testa. Nell'area di Provedel aveva rischiato il velocissimo ma troppo irruente Gila: controllo con il braccio largo considerato involontario. Nella ripresa sprecano palle-gol agevoli prima Rovella – bravo in copertura, qualità da migliorare - e poi Kamada: l'orrenda classifica della Lazio nasce (anche) da questo, le amnesie difensive (nel finale espulso Lazzari) e soprattutto l'inquietante mal di gol. Il contrario dell'Inter, che dietro non sbaglia mai e davanti colpisce appena può.

Il tabellino di Lazio-Inter

Lazio 0
Inter 2 (40’ pt Lautaro, 21’ st Thuram)

Lazio (4-3-3) Provedel - Lazzari, Casale, Gila, Marusic - Guendouzi, Rovella (29’ st Cataldi), Kamada (20’ st Luis Alberto) - Felipe Anderson (35’ st Castellanos), Immobile, Zaccagni (29’ st Pedro). All. Sarri

Inter (3-5-2) Sommer – Bisseck, Acerbi, Bastoni – Darmian, Barella (25’ st Frattesi), Çalhanoglu (44’ st Asllani), Mkhitaryan, Dimarco (25’ st Carlos Augusto)- Lautaro (44’ st Klaassen), Thuram (33’ st Arnautovic). All. Inzaghi.

Arbitro: Maresca.

Note espulso Lazzari. Ammoniti Thuram, Barella e Casale. Spettatori: 55 mila.

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