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Salernitana-Milan 2-2: Jovic al 90’ salva i rossoneri

(reuters)
La squadra di Pioli va avanti con Tomori, i campani ribaltano con Fazio e Candreva. Poi in extremis il serbo conferma il momento di forma
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SALERNO - L’importanza di chiamarsi Candreva (un assist cesellato e un gol con tanto di beffa per un portiere di lusso come Maignan) è emersa in una partita di fine anno, con la quale l’ultima in classifica ha iniziato a riaggiustare il proprio campionato e la terza ha rischiato di pagare la propria supponenza, agguantando solo in extremis il 2-2 con l’audace colpo del solito Jovic, che Pioli tiene un po’ troppo seduto a scaldare la panchina: oggi l’allenatore in altalena rischia di essere incalzato dal Bologna, se la squadra di Motta batterà l’Atalanta. Di sicuro il doppio autoelogio per il costoso mercato estivo da 125 miioni di euro, confezionato dall’azionista di maggioranza milanista Cardinale nel messaggio natalizio ai tifosi e dell’ad Furlani prima del calcio d’inizio, è parso particolarmente affrettato: qualche ritocco invernale è necessario, tanto più che è arrivato il ventiduesimo infortunio muscolare e il fatto che la vittima sia stata ancora un difensore (Tomori) postula a…

SALERNO - L’importanza di chiamarsi Candreva (un assist cesellato e un gol con tanto di beffa per un portiere di lusso come Maignan) è emersa in una partita di fine anno, con la quale l’ultima in classifica ha iniziato a riaggiustare il proprio campionato e la terza ha rischiato di pagare la propria supponenza, agguantando solo in extremis il 2-2 con l’audace colpo del solito Jovic, che Pioli tiene un po’ troppo seduto a scaldare la panchina: oggi l’allenatore in altalena rischia di essere incalzato dal Bologna, se la squadra di Motta batterà l’Atalanta. Di sicuro il doppio autoelogio per il costoso mercato estivo da 125 miioni di euro, confezionato dall’azionista di maggioranza milanista Cardinale nel messaggio natalizio ai tifosi e dell’ad Furlani prima del calcio d’inizio, è parso particolarmente affrettato: qualche ritocco invernale è necessario, tanto più che è arrivato il ventiduesimo infortunio muscolare e il fatto che la vittima sia stata ancora un difensore (Tomori) postula almeno un paio di interventi su un reparto decimato.

«La cronaca della gara»

Il consuntivo prenatalizio è semplice. Tra il ritorno di Ibrahimovic al Milan e quello di Sabatini alla Salernitana, tra il revival di Pioli a Salerno e quello di Pippo Inzaghi contro il suo passato più brillante, alla fine ha appunto brillato soprattutto Antonio Candreva, 37 anni il prossimo febbraio, uno tra i piedi migliori della serie A: finito in provincia per il crepuscolo della carriera, in realtà ha dimostrato ancora di non meritare il tramonto. Il suo segreto, data l’anagrafe, non può più essere la corsa o il dinamismo, ma resta la tecnica, che gli permette di essere decisivo da fermo. Stavolta lo ha fatto in due mosse. La prima è stata il perfetto cross su corner per lo stacco col quale un altro veterano, il suo coetaneo argentino Fazio, ha pareggiato l’illusorio vantaggio del difensore Tomori, travestito da centravanti sull’unico vero lampo di Leao. Poi, nel secondo tempo, Antonio il ricamatore ha fatto fare brutta figura con un tiro da lontano a Maignan, cioè al migliore degli avversari fino a quel momento (tre parate notevoli, cui avrebbe poi aggiunto la quarta sullo stesso Candreva).

Pioli ha varato il 4-2-4 delle situazioni di emergenza, ripescando opportunamente Jovic, autore del pari su sponda di Giroud, dopo essersi avvicinato al gol, sventato da Costil. Tuttavia la Salernitana ha dissipato parecchio in contropiede, il che non autorizza certo il Milan all’euforia. Era abbastanza arduo pensare che Ibra alla sua prima trasferta da dirigente ombra - e a maggior ragione sull’altro fronte Sabatini, l’addetto agli aggiustamenti della campagna acquisti, che verrà presentato oggi – potessero rivelarsi taumaturghi. L’ex campione svedese, la cui maschera di semplice consulente di Cardinale è ormai caduta, si è presentato a Salerno nel pomeriggio e da quel momento non ha smesso di stare accanto agli ex compagni, dopo il prologo della vigilia a Milanello.

L’effetto si vedrà, ma per ora il suo pupillo Leao non ne ha colto i suggerimenti: la sua graduale uscita dalla partita è stata sconcertante. “Non si vince solo coi soldi”, aveva detto Cardinale. Glielo ha confermato Filippo Inzaghi, inguaiando con pragmatismo il suo vecchio club, che non vince in trasferta dal 7 ottobre a Genova (vittoria discussa anche quella): la statistica non è casuale.

Salernitana 42’ pt Fazio, 18’ st Candreva
Milan 17’ pt Tomori, 45’ st Jovic

Salernitana (4-3-2-1): Costil 6.5 - Mazzocchi 6.5 (33’ st Bronn sv), Fazio 7, Pirola 5.5 (17’ st Gyomber 6), Bradaric 6 – Legowski 6, Kastanos 6 (33’ st Martegani sv), Coulibaly 6.5 – Candreva 7, Tchaouna 6.5 (33’ st Cabral) – Dia 5.5 (3’ st Ikwuemesi 6). All. F.Inzaghi 7.
Milan (4-2-3-1): Maignan 6.5 - Calabria 5.5, Kjaer 5.5 (1’ st Simic 6), Tomori 6.5 (20’ st Florenzi 6), T.Hernandez 5.5 – Reijnders 5.5, Bennacer 5,5 (25’ st Jovic 7) - Pulisic 5 (25’ st Chukwueze), Loftus-Cheek 5, Leao 5 - Giroud 6. All. Pioli 5.5.
Arbitro: Doveri 6.
Note: Espulso Fiorillo dalla panchina al 46’ st. Ammoniti F.Inzaghi, Leao, Mazzocchi, Kastanos, Gyomber. Spettatori 23.467.

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