✕

Inter-Lecce 2-0: Bisseck e Barella riportano i nerazzurri a +4 sulla Juve

Bisseck festeggiato da Bastoni dopo il gol

 (reuters)
Con un gol per tempo i nerazzurri superano i salentini e rispondono ai bianconeri. Nel primo tempo a segno il difensore tedesco, nella ripresa chiude i conti il centrocampista su assist di tacco di Arnautovic
2 minuti di lettura

MILANO - Con tutta l’imperturbabilità delle grandi squadre, l’Inter continua a veleggiare in testa al campionato, avendo evitato di incagliarsi nelle assenze per infortunio di Lautaro, Dimarco e Dumfries e ovviamente anche nel Lecce, tipico scoglio sommerso: spesso, quando spunta, è troppo tardi per dribblarlo. Il 2-0 - firmato sul finire del primo tempo da un colpo di testa del difensore di rincalzo Bisseck, protetto dalla revoca di un rigore al video e consolidato nel quarto d’ora finale da Barella, smarcato da un geniale colpo di tacco dell’altra riserva Arnautovic - è particolarmente significativo, date le premesse: il gioco di parole dice che è un’Intercambiabile, frutto di un calciomercato acrobatico tra le spese vietate al presidente Steven Zhang, che ormai dall’estate scorsa non si vede in Italia.

«La cronaca della partita»

Juve rispedita a +4

In attesa di verificare il seguito delle indiscrezioni sulla trattativa per la vendita del club al fondo sovrano del Qatar, che fanno i…

MILANO - Con tutta l’imperturbabilità delle grandi squadre, l’Inter continua a veleggiare in testa al campionato, avendo evitato di incagliarsi nelle assenze per infortunio di Lautaro, Dimarco e Dumfries e ovviamente anche nel Lecce, tipico scoglio sommerso: spesso, quando spunta, è troppo tardi per dribblarlo. Il 2-0 - firmato sul finire del primo tempo da un colpo di testa del difensore di rincalzo Bisseck, protetto dalla revoca di un rigore al video e consolidato nel quarto d’ora finale da Barella, smarcato da un geniale colpo di tacco dell’altra riserva Arnautovic - è particolarmente significativo, date le premesse: il gioco di parole dice che è un’Intercambiabile, frutto di un calciomercato acrobatico tra le spese vietate al presidente Steven Zhang, che ormai dall’estate scorsa non si vede in Italia.

«La cronaca della partita»

Juve rispedita a +4

In attesa di verificare il seguito delle indiscrezioni sulla trattativa per la vendita del club al fondo sovrano del Qatar, che fanno il paio con quelle sul Milan al fondo sovrano saudita, per ora il derby della seconda stella non è arabo ma cino-americano e pende dalla parte nerazzurra: il solco è di 11 punti e i 4 di vantaggio sulla Juventus seconda lasciano pensare che da qui alla fine del girone d’andata, contro Genoa e Verona, difficilmente l’Inter potrà perdere il titolo di campione d’inverno, mica troppo platonico. Pare meritata l’iscrizione al ricco Mondiale per club del 2025, che è assai utile per il bilancio e prescinde da qualsiasi Superlega, cui peraltro la società si è appena dichiarata contraria attraverso inequivocabile comunicato.

Il tacco di Arnautovic

Simone Inzaghi, che a Genova sarà squalificato per via della nuova ammonizione per proteste, ha confermato la nota vocazione al pragmatismo, ovviando senza traumi alla mancanza di Lautaro e Dimarco, due tra i meno sostituibili di una rosa piuttosto decisamente equilibrata. Li hanno rimpiazzati Arnautovic e Carlos Augusto, senza che la squadra smarrisse bilanciamento tattico e compattezza. La catarsi dell’attaccante austriaco è stata un po’ laboriosa: ha cominciato maluccio, divorandosi a un passo da Falcone l’assist di Barella, ma è via via migliorato nelle sponde, fino a restituire al compagno il favore con gli interessi: smarcarlo di tacco in area per lo slalom del raddoppio non era da tutti. Carlos Augusto è invece passato attraverso un episodio altrettanto catartico: il rigore concesso a inizio ripresa da Marcenaro per un tocco che il Var ha derubricato da mano a schiena, inducendo il giovane arbitro alla revisione al video.

Barella esulta dopo il gol del 2 a 0

 (ansa)

La prima volta di Bisseck

Il simbolo del mercato virtuoso è tuttavia il giocatore che ha di fatto deciso la partita: il ventitreenne tedesco Yann Bisseck, pescato in Danimarca nell’Aaarhus per 7 milioni, è diventato titolare per le suddette assenze in difesa, cui va aggiunta quella di Cuadrado appena operato al tendine d’Achille, e perché Pavard è da poco guarito dal suo infortunio. Ancora flebile in marcatura, Bisseck si è fatto valere da acrobata: in soli 3’ minuti ha colpito la traversa e ha battuto Falcone, portiere assai reattivo, sulla punizione perfetta di Çalhanoglu. Il Lecce di D’Aversa, squalificato in tribuna e rimpiazzato da Tarozzi, si è travestito con successo da scoglio sommerso, tenendo a lungo sulle spine l’Inter, allarmando Sommer con un paio di tiri e innervosendosi solo nel finale, come da espulsione per proteste del pungente Banda. Ma non è contro la capolista che si prendono i punti per la salvezza, comunque alla portata.

Inter-Lecce 2-0 (1-0)

Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella (44' st Klaassen), Calhanoglu (30' st Asllani), Mkhitaryan (44' st Frattesi), Carlos Augusto (39' st Pavard); Thuram (39' st Sanchez), Arnautovic. (12 Di Gennaro, 77 Audero, 5 Sensi, 6 De Vrij, 42 Agoume, 43 Motta, 44 Stabile, 49 Sarr). All.: S. Inzaghi.
Lecce (4-3-3): Falcone; Gendrey (41' st Sansone), Baschirotto, Pongracic, Gallo; Oudin (41' st Venuti), Ramadani, Gonzalez (1' st Kaba); Strefezza (19' st Rafia), Piccoli (28' st Krstovic), Banda. (21 Brancolini, 40 Samooja, 13 Dorgu, 18 Berisha, 19 Listkowski, 23 Faticanti, 26 Smajlovic, 29 Blin, 59 Touba). All.: Tarozzi (D'Aversa squalificato).
Arbitro: Marcenaro di Genova.
Reti: nel pt 43' Bisseck; nel st 33' Barella.
Angoli: 16-2 per l'Inter.
Recupero: 2' e 4'.
Ammoniti: Gonzalez, Calhanoglu, Piccoli, Pongracic per gioco falloso, Inzaghi per comportamento non regolamentare.
Espulso: Banda per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 72.723

Leggi i commenti