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Vlahovic, gol e sentimento: l’idea scudetto della Juve passa dal suo attaccante

Vlahovic, gol e sentimento: l’idea scudetto della Juve passa dal suo attaccante
(afp)

Gol con il contagocce (Inter e Frosinone) ma molto importanti e accompagnati da forti emozioni. Dalla vena realizzativa del serbo dipendono molte delle aspirazioni dei bianconeri

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TORINO – La carriera di Vlahovic è un esercizio di equilibrismo tra serenità e tormento, esaltazione e critiche. Anche il gol da tre punti segnato contro il Frosinone, un colpo di testa perfetto per tempo, stacco ed esecuzione, ha trasformato la colpa dell'occasione fallita qualche minuto prima nel merito di aver ridato vigore alla corsa scudetto della Juventus. Una condizione inevitabile, un vortice di emozioni contrastanti che dipingono un futuro radioso un giorno e appesantiscono le sue spalle quello successivo: "Per un attaccante non è facile quando non segna o non lo fa con continuità". In una frase il riassunto dell'ultimo periodo vissuto dall'attaccante serbo.

L'astinenza e l'esultanza

Per capire le emozioni vissute da Vlahovic dopo il gol segnato, è necessario osservare piuttosto che ascoltare. Se le parole sono sempre misurate, le reazioni e le esultanze sono quanto di più vero si possa intercettare sullo stato d'animo del centravanti. Dopo aver alimentato le polemiche con l'Inter ("Parlate parlate" il concetto espresso dal serbo), la gioia per la rete segnata allo Stirpe è stata semplice e naturale, una corsa gioiosa verso lo spicchio dei tifosi bianconeri, il sorriso sulle labbra: "Andiamo!". Vlahovic ha ripreso a segnare in un periodo difficile, in cui ha raccolto un solo gol, quello appunto segnato contro l'Inter, in tre mesi: un bottino decisamente magro per un centravanti costato quasi 90 milioni e da cui ci si aspetta ogni partita il gol che vale il prezzo del biglietto. Dopo averlo coccolato e supportato a lungo, Allegri per la trasferta di Frosinone gli ha preferito Milik, schierato dal primo minuto insieme a Yildiz: "Sicuramente non è stato facile per me accettare la scelta del mister però lui è il mister, le scelte si rispettano e io ho rispettato la sua. Penso di aver fatto bene e potevo fare meglio nella prima occasione che ho avuto, però risolverò tutto questo in allenamento".

Il rigore sbagliato

Per raccontare Vlahovic non si può separare l'aspetto tecnico da quello mentale: "Credo che avesse bisogno di rasserenarsi - ha spiegato Allegri -. Dusan è intelligente, sa benissimo che deve crescere soprattutto nell’equilibrio mentale, di fronte all’idea che se fa buone partite ma non segna non sia più bravo". A complicare il periodo che, nelle speranze della Juventus, si è chiuso con il gol allo Stirpe, ci hanno pensato gli errori dal dischetto, tre volte negli ultimi quattro tentativi, che hanno minato la solidità mentale, le certezze che consentono di reggere la pressione. Anche se promette di tornare a calciarli, l'ultimo rigore conquistato dai bianconeri, contro il Genoa, è stato tirato dal suo grande amico Chiesa: "L'ho lasciato a Fede, siamo amici, abbiamo parlato un po' anche il giorno della partita e gli ho detto: se ci sarà rigore, te lo lascio, non perché non fossi tranquillo, ma perché anche lui ha bisogno. Ma tornerò a calciare i rigori sicuro. Il rapporto con Chiesa? Gli voglio bene, siamo amici, anzi, sono più felice se lui fa gol a volte, che io". Pensiero condiviso dall'azzurro, che ha commentato il post sui social della Juventus al gol di Vlahovic con una pioggia di cuori ed emoji che esprimevano tutto l'affetto per il compagno.

Un attaccante completo

Quello segnato con il Frosinone è il secondo gol di testa della stagione di Vlahovic. Delle sei reti segnate fino a ora in campionato, tre sono arrivate di destro, il suo piede "debole", e una di sinistro su rigore a Udine, alla prima giornata: un paradosso che conferma le doti tecniche sempre più affinate del centravanti, che fino a un paio di anni fa non aveva questa dimestichezza con il piede destro essendo un mancino puro. Con il lavoro e la pazienza si è costruito un bagaglio tecnico sempre più completo, a cui manca soltanto la continuità in zona gol per permettergli di spiccare il volo. Perché sarà anche utile al gioco della squadra, come spesso sostiene Allegri, ma l'investimento fatto dalla Juventus, e l'appetibilità sul mercato di un attaccante, si basa principalmente sui gol realizzati: senza i 27 segnati alla Fiorentina, difficilmente i bianconeri avrebbero investito 90 milioni. Quando riuscirà a gestire meglio la pressione e le aspettative, Vlahovic spiccherà il volo. Una questione mentale più che tecnica: azzerare i passaggi a vuoto, non ascoltare le critiche, non adagiarsi troppo sui complimenti. Continuando a segnare gol decisivi per sé e per la Juventus.

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