Genoa-Inter 1-1: Dragusin risponde ad Arnautovic, ora la Juve può accorciare
di Franco VanniGENOVA – Agli interisti tocca ancora tifare Mourinho. Passano gli anni e cambiano le panchine, ma la storia si ripete. Per chiudere il girone d’andata da campione d’inverno, per quel che vale, i nerazzurri dovranno sperate che lo Special One vinca la caccia reciproca fra vecchie volpi con Allegri. Altrimenti la squadra di Inzaghi dovrà chiudere la pratica a San Siro col Verona sabato prossimo, nell’ultima gara del girone. A Marassi ha brillato meno che in altre notti, a voler essere generosi.
E il Genoa ha fatto il Genoa, pareggiando con la capolista, come aveva già fatto con Napoli e Juve. E con la Roma i ragazzi di Gilardino hanno stravinto. Così per l’Inter si ferma a quattro la striscia di vittorie e si chiude in agrodolce un 2023 che ha portato una Coppa Italia, una Supercoppa, una finale di Champions e il primato sterile – anche più del titolo di campione d’inverno – di avere fatto più punti di tutti in Serie A nell’anno solare. Ottantasette punti in 4…
GENOVA – Agli interisti tocca ancora tifare Mourinho. Passano gli anni e cambiano le panchine, ma la storia si ripete. Per chiudere il girone d’andata da campione d’inverno, per quel che vale, i nerazzurri dovranno sperate che lo Special One vinca la caccia reciproca fra vecchie volpi con Allegri. Altrimenti la squadra di Inzaghi dovrà chiudere la pratica a San Siro col Verona sabato prossimo, nell’ultima gara del girone. A Marassi ha brillato meno che in altre notti, a voler essere generosi.
E il Genoa ha fatto il Genoa, pareggiando con la capolista, come aveva già fatto con Napoli e Juve. E con la Roma i ragazzi di Gilardino hanno stravinto. Così per l’Inter si ferma a quattro la striscia di vittorie e si chiude in agrodolce un 2023 che ha portato una Coppa Italia, una Supercoppa, una finale di Champions e il primato sterile – anche più del titolo di campione d’inverno – di avere fatto più punti di tutti in Serie A nell’anno solare. Ottantasette punti in 41 partite, dieci più del Napoli, che però ha vinto lo scudetto. E’ quello che conta, ed è quello che chiedono tutti fra Nanchino e Milano al 2024: il presidente Zhang, l’ad Marotta, Inzaghi, la squadra, i tifosi.
Gioco fermato 8’ a causa dei fumogeni
Il primo tempo a Genova si è giocato in uno stadio che sembrava la Bombonera, con entrambe le curve dello stesso colore, i tamburi che non hanno mai smesso di picchiare e decine di fumogeni, tanto che l’arbitro ha fermato la partita per otto minuti. I giocatori non respiravano, il var non vedeva. Sudamerica. Non è un caso che il Boca sulla maglia abbia scritto Xeneises, traslitterazione in castigliano della parola genovesi, perché erano di queste parti i ragazzi che nel 1905 fondarono a Buenos Aires la squadra Azul y Oro, che come terza divisa tradizionale ha quella gialla, proprio come il Genoa in campo contro l’Inter.
Inter, Acerbi: “Lo scudetto? La Juve ha speso 200 milioni, noi facciamo mercato a parametro zero...”
L’errore di Sommer
Tutto si tiene. Gente di mare e di futbol, divisa dal mediterraneo e dall’Atlantico. In questo clima sono arrivati i due gol, uno per parte. Il primo di Arnautovic, in mischia, con i genoani che lamentavano una vistosa spinta di Bisseck su Strootman. Il secondo di Dragusin, di testa, complice una marcatura molle di Carlos Augusto e una mezza papera di Sommer. È la prima rete che l’Inter ha subito su calcio d’angolo in questa Serie A. Uno a uno.
Acerbi: "Dicono che l'Inter debba stravincere lo scudetto. Ma la Juventus ha speso 200 milioni"
I cambi di Gilardino
Nella ripresa, dopo un quarto d’ora di sostanziale noia, Gilardino prima si è fatto ammonire per protesta, poi ha dimostrato coi cambi di volere vincere la partita, mettendo in campo Retegui e Malinovskyi e Messias. Inzaghi ha sostituito Arnautovic con Sanchez, ha dato tregua a Darmian e ha richiamato Barella, nervosissimo. Ma ha lasciando in campo Thuram, vinto dalla saudade di Lautaro, infortunato ma in panchina coi compagni, assieme a Dimarco. E anche Mkhitaryan, insolitamente sotto tono. Unica emozione della ripresa, un colpo di testa di Acerbi parato da Martinez.
La Supercoppa in Arabia
Dopo l’ultima del girone di andata col Verona a San Siro, e la prima di quello di ritorno a Monza, l’Inter dovrà partire per la Supercoppa, quadrangolare nato male per troppe ragioni, quasi tutte riconducibili alle incomprensioni con i sauditi, che insieme a Inter e Napoli si aspettavano Juve e Milan e riceveranno invece Fiorentina e Lazio, contro cui i nerazzurri giocheranno il 19 gennaio in semifinale. Ma il pasticcio sui cambi di date e di sede, da Gedda a Riad, è nulla rispetto all’incidente diplomatico fra Arabia Saudita e Turchia, sempre in occasione della supercoppa, con Galatasaray e Fenerbahce che si sono rifiutate di scendere in campo dopo che gli arabi hanno detto no alla maglia in onore del modernizzatore Ataturk. Fare peggio è difficile.
Genoa-Inter 1-1 (1-1)
Genoa (3-5-2): Martínez; Dragusin, Bani, De Winter (1' st Vasquez); Sabelli, Strootman (15' st Malinovskyi), Badelj, Frendrup, Martín (32' st Messias); Gudmundsson, Ekuban (15' st Retegui). (16 Leali, 14 Vogliacco, 33 Matturro, 36 Hefti, 55 Haps, 2 Thorsby, 24 Jagiello, 25 Kutlu, 99 Galdames, 37 Puscas, 40 Fini). All.: Gilardino.
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck (44' st Pavard), Acerbi, Bastoni; Darmian (33' st Dumfries), Barella (33' st Frattesi), Calhanoglu, Mkhitaryan (44' st Klaassen), Carlos Augusto; Thuram, Arnautovic (25' st Sanchez). (12 Di Gennaro, 77 Audero, 5 Sensi, 6 De Vrij, 21 Asslani, 42 Agoume, 43 Motta,44 Stabile, 49 Sarr). All.: S.Inzaghi.
Arbitro: Doveri di Roma.
Reti: nel pt: 42' Arnautovic, 52' Dragusin.
Angoli: 8 a 2 per il Genoa.
Recupero: 10' e 7'.
Ammoniti: Gilardino e Barella per proteste. Gudmundsson, Dragusin e Mkhitaryan per gioco falloso.
Spettatori: 33249 di cui paganti 5472 e abbonati 27777.