✕

Genoa-Inter 1-1: Dragusin risponde ad Arnautovic, ora la Juve può accorciare

La squadra di Inzaghi frena al Ferraris. L’austriaco firma il vantaggio, nel recupero del primo tempo il difensore rumeno trova il pari. Partita sospesa 8’ per i fumogeni. I bianconeri possono tornare a -2
3 minuti di lettura

GENOVA – Agli interisti tocca ancora tifare Mourinho. Passano gli anni e cambiano le panchine, ma la storia si ripete. Per chiudere il girone d’andata da campione d’inverno, per quel che vale, i nerazzurri dovranno sperate che lo Special One vinca la caccia reciproca fra vecchie volpi con Allegri. Altrimenti la squadra di Inzaghi dovrà chiudere la pratica a San Siro col Verona sabato prossimo, nell’ultima gara del girone. A Marassi ha brillato meno che in altre notti, a voler essere generosi.

«La cronaca della partita»

E il Genoa ha fatto il Genoa, pareggiando con la capolista, come aveva già fatto con Napoli e Juve. E con la Roma i ragazzi di Gilardino hanno stravinto. Così per l’Inter si ferma a quattro la striscia di vittorie e si chiude in agrodolce un 2023 che ha portato una Coppa Italia, una Supercoppa, una finale di Champions e il primato sterile – anche più del titolo di campione d’inverno – di avere fatto più punti di tutti in Serie A nell’anno solare. Ottantasette punti in 4…

GENOVA – Agli interisti tocca ancora tifare Mourinho. Passano gli anni e cambiano le panchine, ma la storia si ripete. Per chiudere il girone d’andata da campione d’inverno, per quel che vale, i nerazzurri dovranno sperate che lo Special One vinca la caccia reciproca fra vecchie volpi con Allegri. Altrimenti la squadra di Inzaghi dovrà chiudere la pratica a San Siro col Verona sabato prossimo, nell’ultima gara del girone. A Marassi ha brillato meno che in altre notti, a voler essere generosi.

«La cronaca della partita»

E il Genoa ha fatto il Genoa, pareggiando con la capolista, come aveva già fatto con Napoli e Juve. E con la Roma i ragazzi di Gilardino hanno stravinto. Così per l’Inter si ferma a quattro la striscia di vittorie e si chiude in agrodolce un 2023 che ha portato una Coppa Italia, una Supercoppa, una finale di Champions e il primato sterile – anche più del titolo di campione d’inverno – di avere fatto più punti di tutti in Serie A nell’anno solare. Ottantasette punti in 41 partite, dieci più del Napoli, che però ha vinto lo scudetto. E’ quello che conta, ed è quello che chiedono tutti fra Nanchino e Milano al 2024: il presidente Zhang, l’ad Marotta, Inzaghi, la squadra, i tifosi.

Gioco fermato 8’ a causa dei fumogeni

Il primo tempo a Genova si è giocato in uno stadio che sembrava la Bombonera, con entrambe le curve dello stesso colore, i tamburi che non hanno mai smesso di picchiare e decine di fumogeni, tanto che l’arbitro ha fermato la partita per otto minuti. I giocatori non respiravano, il var non vedeva. Sudamerica. Non è un caso che il Boca sulla maglia abbia scritto Xeneises, traslitterazione in castigliano della parola genovesi, perché erano di queste parti i ragazzi che nel 1905 fondarono a Buenos Aires la squadra Azul y Oro, che come terza divisa tradizionale ha quella gialla, proprio come il Genoa in campo contro l’Inter.

L’errore di Sommer

Tutto si tiene. Gente di mare e di futbol, divisa dal mediterraneo e dall’Atlantico. In questo clima sono arrivati i due gol, uno per parte. Il primo di Arnautovic, in mischia, con i genoani che lamentavano una vistosa spinta di Bisseck su Strootman. Il secondo di Dragusin, di testa, complice una marcatura molle di Carlos Augusto e una mezza papera di Sommer. È la prima rete che l’Inter ha subito su calcio d’angolo in questa Serie A. Uno a uno.

Acerbi: "Dicono che l'Inter debba stravincere lo scudetto. Ma la Juventus ha speso 200 milioni"

I cambi di Gilardino

Nella ripresa, dopo un quarto d’ora di sostanziale noia, Gilardino prima si è fatto ammonire per protesta, poi ha dimostrato coi cambi di volere vincere la partita, mettendo in campo Retegui e Malinovskyi e Messias. Inzaghi ha sostituito Arnautovic con Sanchez, ha dato tregua a Darmian e ha richiamato Barella, nervosissimo. Ma ha lasciando in campo Thuram, vinto dalla saudade di Lautaro, infortunato ma in panchina coi compagni, assieme a Dimarco. E anche Mkhitaryan, insolitamente sotto tono. Unica emozione della ripresa, un colpo di testa di Acerbi parato da Martinez.

La Supercoppa in Arabia

Dopo l’ultima del girone di andata col Verona a San Siro, e la prima di quello di ritorno a Monza, l’Inter dovrà partire per la Supercoppa, quadrangolare nato male per troppe ragioni, quasi tutte riconducibili alle incomprensioni con i sauditi, che insieme a Inter e Napoli si aspettavano Juve e Milan e riceveranno invece Fiorentina e Lazio, contro cui i nerazzurri giocheranno il 19 gennaio in semifinale. Ma il pasticcio sui cambi di date e di sede, da Gedda a Riad, è nulla rispetto all’incidente diplomatico fra Arabia Saudita e Turchia, sempre in occasione della supercoppa, con Galatasaray e Fenerbahce che si sono rifiutate di scendere in campo dopo che gli arabi hanno detto no alla maglia in onore del modernizzatore Ataturk. Fare peggio è difficile.

Genoa-Inter 1-1 (1-1)

Genoa (3-5-2): Martínez; Dragusin, Bani, De Winter (1' st Vasquez); Sabelli, Strootman (15' st Malinovskyi), Badelj, Frendrup, Martín (32' st Messias); Gudmundsson, Ekuban (15' st Retegui). (16 Leali, 14 Vogliacco, 33 Matturro, 36 Hefti, 55 Haps, 2 Thorsby, 24 Jagiello, 25 Kutlu, 99 Galdames, 37 Puscas, 40 Fini). All.: Gilardino.
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck (44' st Pavard), Acerbi, Bastoni; Darmian (33' st Dumfries), Barella (33' st Frattesi), Calhanoglu, Mkhitaryan (44' st Klaassen), Carlos Augusto; Thuram, Arnautovic (25' st Sanchez). (12 Di Gennaro, 77 Audero, 5 Sensi, 6 De Vrij, 21 Asslani, 42 Agoume, 43 Motta,44 Stabile, 49 Sarr). All.: S.Inzaghi.
Arbitro: Doveri di Roma.
Reti: nel pt: 42' Arnautovic, 52' Dragusin.
Angoli: 8 a 2 per il Genoa.
Recupero: 10' e 7'.
Ammoniti: Gilardino e Barella per proteste. Gudmundsson, Dragusin e Mkhitaryan per gioco falloso.
Spettatori: 33249 di cui paganti 5472 e abbonati 27777.

Leggi i commenti