Milan-Sassuolo 1-0: Pulisic fa respirare Pioli, rossoneri terzi da soli
di Enrico CurròPulisic esulta dopo il gol
MILANO – L’esorcismo su Berardi, di solito implacabile quando vede rossonero, e sul Sassuolo, reduce da tre vittorie negli ultimi tre duelli a San Siro prima di questo, si è concretizzato senza gloria. Il 2023 del Milan si è chiuso con la prevista vittoria, che gli ha permesso di accorciare le distanze dall’Inter (9 punti il divario) e di fare vivere a Pioli un Capodanno tranquillo. Con l’azionista di maggioranza Cardinale lontano e il dirigente ombra Ibrahimovic al sole di Miami, l’ad Furlani ha dettato la linea: “Siamo compatti attorno all’allenatore. Dobbiamo dargli una rosa completa”. Pare una promessa per il mercato di gennaio, al di là dello sbandierato ritorno anticipato di Gabbia dal prestito al Villarreal.
Pulisic decisivo
La firma sull’1-0 è stata di Pulisic a inizio ripresa: il suo settimo gol stagionale conferma che, del ciclo a stelle e strisce di Cardinale, per ora è lui la sola stellina. Il diminutivo ha una duplice ragione: il fatto che il ricco …
MILANO – L’esorcismo su Berardi, di solito implacabile quando vede rossonero, e sul Sassuolo, reduce da tre vittorie negli ultimi tre duelli a San Siro prima di questo, si è concretizzato senza gloria. Il 2023 del Milan si è chiuso con la prevista vittoria, che gli ha permesso di accorciare le distanze dall’Inter (9 punti il divario) e di fare vivere a Pioli un Capodanno tranquillo. Con l’azionista di maggioranza Cardinale lontano e il dirigente ombra Ibrahimovic al sole di Miami, l’ad Furlani ha dettato la linea: “Siamo compatti attorno all’allenatore. Dobbiamo dargli una rosa completa”. Pare una promessa per il mercato di gennaio, al di là dello sbandierato ritorno anticipato di Gabbia dal prestito al Villarreal.
Pulisic decisivo
La firma sull’1-0 è stata di Pulisic a inizio ripresa: il suo settimo gol stagionale conferma che, del ciclo a stelle e strisce di Cardinale, per ora è lui la sola stellina. Il diminutivo ha una duplice ragione: il fatto che il ricco mercato estivo da 125 milioni di euro lasciasse presagire ben altro, rispetto all’attuale terzo posto e all’eliminazione dalla Champions nella fase a gironi, e che il Sassuolo, nella sua versione più blanda tra le tante esibite a San Siro, abbia fornito un consistente aiuto. La sua straordinaria epopea ha raggiunto l’undicesimo campionato consecutivo in serie A ed è assurta ad archetipo del calcio di provincia ai tempi del calcio business. Ma anche se non consiste nel solo Berardi, il simbolo naturale del club che le undici stagioni suddette le ha vissute tutte, sta denunciando il fisiologico logorio. Ogni volta di Berardi in un grande stadio con la maglia del Sassuolo sembra sempre l’ultima. Adesso, però, di più: sulla soglia dei 30 anni, se il numero 10 non sale più su un treno ad alta velocità rischia di vederselo sfuggire definitivamente. A gennaio o in estate?. Questo è il dilemma, mentre la sua richiesta di lasciare il campo alla mezz’ora del secondo tempo, per infortunio, somiglia al presagio dell’uscita di scena. Il treno di Pioli, invece, è rimasto sul binario. Sotto gli occhi dell’eroe Van Basten, non è che il criticato nocchiero sia stato particolarmente sorretto da Leao e Theo Hernandez, i pilastri dichiarati. L’azione decisiva l’ha costruita Bennacer, con un taglio che l’improvvida correzione in scivolata di Tressoldi ha trasformato nel migliore assist possibile per Pulisic. Bennacer sta ritrovando se stesso dopo il lungo infortunio, ma ora l’Algeria lo vorrà a gennaio per la Coppa d’Africa, come la Nigeria vorrà Chukwueze.
16 stranieri su 22 in campo
Il primo tempo - malgrado gli alti lai dei club, indignati per l’abolizione del decreto crescita, ma rigorosamente in silenzio sul sottaciuto vantaggio di non dovere fornire garanzie finanziarie per le operazioni su estero - non era stato certo il manifesto dei soldi ben spesi per gli stranieri: ce n’erano 16 su 22, con buona pace del ct Spalletti, eppure lo 0-0 si era rivelato uno spettacolo squallido, ravvivato dalle accelerazioni dello svagato Leao, che nel finale sarebbe stato fischiato al momento della sostituzione con Chukwueze. Il trapestio del terzetto di centrocampo di Pioli (Bennacer-Reijnders-Loftus Cheek) era stato poco incisivo, come il parsimonioso contropiede di Dionisi (solo un classico sinistro in accentramento di Berardi, smorzato da Maignan). La ripresa ha aggiustato le cose. Pioli, il 2 gennaio in Coppa Italia col Cagliari, è chiamato subito a un’altra vittoria.
Milan-Sassuolo 1-0
Milan (4-3-3): Maignan 6 – Calabria 6, Kjaer 6 (37’ st Simic sv), T.Hernandez 6, Florenzi 6 – Bennacer 6.5 (18’ st Adli 5.5), Reijnders 5.5, Loftus-Cheek 5 (29’ st Zeroli sv) – Pulisic 6.5, Giroud 5 (18’ st Jovic 5), Leao 5 (37’ st Chukwueze sv). All. Pioli 6.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6 – Toljan 6, Erlic 6 (1’ st Tressoldi 5), G.Ferrari 5,5, Pedersen 6 – Thorstvedt 5.5 (44’ st Ceide sv), M.Henrique 6 – Berardi 6 (25’ st Castillejo 5.5), Bajrami 5 (20’ st Volpato 5), Laurienté 5 (44’ st Mulattieri sv) – Pinamonti 5. All. Dionisi 5.
Rete: 14’ st Pulisic
Arbitro: Marinelli 6.
Note: Ammoniti Castillejo. Spettatori 70.385, incasso 1984.564 euro.