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Mourinho: “Non sono Harry Potter, qualcuno deve dare di più. Dybala non è sostituibile, senza di lui è un’altra Roma”

José Mourinho, 60 anni

 
Lungo sfogo del tecnico giallorosso alla vigilia della sfida contro il Milan: “L’assenza dall’allenamento di giovedì? Io esempio perfetto di professionalità”. L’argentino verso il forfait
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ROMA – Domande, poche. Parole, tantissime. Un lungo sfogo quello di José Mourinho alla vigilia della sfida di San Siro con il Milan. Per spiegare ancora una volta - e più compiutamente rispetto agli arbitri e i rigori - i motivi di una sconfitta al derby che ancora brucia. “Tutti conoscono le nostre difficoltà. Magari qualcuno non vuole ammetterle, ma ci sono. E sono evidenti”. Infortuni, mancanza di qualità e errori individuali: “Ieri è stata una riunione dura, specialmente per qualche calciatore. C'è gente che obbligatoriamente dal punto di vista individuale e isolato deve dare di più". Responsabilizzazione. Il discorso di Mourinho è chiaro e rivolto ai calciatori, apostrofati come mercenari da uno striscione fuori Trigoria: “Se un giocatore sbaglia individualmente la direzione è sempre quella di dare la colpa all'allenatore, ma nel mio rapporto diretto con loro non risparmio nulla”. Come a dire. Sbagli tu, perdiamo noi. Ma la colpa non è sempre mia.

ROMA – Domande, poche. Parole, tantissime. Un lungo sfogo quello di José Mourinho alla vigilia della sfida di San Siro con il Milan. Per spiegare ancora una volta - e più compiutamente rispetto agli arbitri e i rigori - i motivi di una sconfitta al derby che ancora brucia. “Tutti conoscono le nostre difficoltà. Magari qualcuno non vuole ammetterle, ma ci sono. E sono evidenti”. Infortuni, mancanza di qualità e errori individuali: “Ieri è stata una riunione dura, specialmente per qualche calciatore. C'è gente che obbligatoriamente dal punto di vista individuale e isolato deve dare di più". Responsabilizzazione. Il discorso di Mourinho è chiaro e rivolto ai calciatori, apostrofati come mercenari da uno striscione fuori Trigoria: “Se un giocatore sbaglia individualmente la direzione è sempre quella di dare la colpa all'allenatore, ma nel mio rapporto diretto con loro non risparmio nulla”. Come a dire. Sbagli tu, perdiamo noi. Ma la colpa non è sempre mia.

Mou: “Serve un altro atteggiamento”

“Quello che dico è che è l'orgoglio di essere romanista e lavorare per i romanisti è presente qui dentro – prosegue Mourinho - ma è là dentro al campo che devi mettere questo atteggiamento extra negli occhi dei tifosi, che va contro tutti. Capisco perfettamente che la gente non è contenta per qualche situazione che per me è fuori dal contesto, ma non è uno sport individuale, è uno sport collettivo. Di chi è questa responsabilità, mia come allenatore che non sono capace? Mia? Individuale dei giocatori? È la nostra situazione che non ci permette di dire 'tu non giochi più, gioca un altro', poi domani vado con 15 giocatori”.

Paulo Dybala, 30 anni

 (agf)

Contro il Milan senza Dybala

Al Mezza non ci sarà Dybala. "Trovare soluzioni per giocare senza Dybala non è esattamente lo stesso che per Guardiola trovare soluzioni quando non gioca Haaland, perché ha Alvarez. Pochettino se non ha Sterling ha Mudryik, Klopp se non ha Luis Diaz può contare su Jota o su Darwin Nunez. Non è lo stesso. Ripeto: non sto incolpando nessuno, incolpo solo chi non capisce. La Roma vive una situazione dal punto di vista del settlement agreement che impone grandi limitazioni e questo si vede nel campo, durante la stagione nelle difficoltà quando ci sono problemi. Non c'è modo di nasconderlo", ha sottolineato il tecnico portoghese. "La Roma ha fatto uno sforzo economico per avere Smalling e non ce l'ha e non può averne un altro. La Roma ha fatto uno sforzo economico per avere Renato Sanches, ma non c'è e non possiamo averne due, perché i paletti del fair play finanziario non ti permettono di avere un altro come lui. Dybala è un giocatore veramente speciale che negli ultimi anni ha giocato in una squadra che aveva giocatori speciali come lui. Qui è un giocatore che non è sostituibile. Se qualcuno non vuole capire che senza Dybala la Roma è una squadra diversa non posso dire altro".

Responsabilità divise

Tanti “io” nella conferenza stampa. Sulle parziali responsabilità nelle sconfitte, sul sentirsi a posto con la coscienza se la preparazione della partita è stata giusta. Non a svincolarsi dalle responsabilità, ma almeno a dividerle con chi poi va in campo. Perché il portoghese è Special One, non Miracle One: “C'è un allenatore che la gente pensa sia José Harry Mourinho Potter che alza le aspettative. Stiamo lottando per qualcosa di difficile e nessuno ci dirà che non possiamo farlo”.

L’assenza all’allenamento

Uno sfogo iniziato con un monologo sulla sua assenza da Trigoria giovedi, subito dopo il derby: “Sono qui da due anni e cinque mesi e da allora sono l'unica persona qui che non ha perso un unico minuto di una sessione di un allenamento. L'unica. Per me non ci sono malattie, malumori, per due anni e mezzo non ho sbagliato niente. Se c'è l'esempio perfetto della professionalità sono io. Un mese fa avevo bisogno di un giorno per una situazione che non devo spiegare e mi è stato concesso dalla proprietà. Mi sembra assurdo che debba giustificarmi”.

La ricetta per ripartire

Il derby lascia strascichi. Soprattutto a Roma. Il portoghese lo sa e nonostante quattro sconfitte su sei partite, riesce a dare una sua lettura positiva. Un salvacondotto per non perdere l’amore popolare: “Il derby che abbiamo vinto è stato pesante, è stato un’umiliazione. I derby persi sono stati sempre persi per dettaglio, per errori personali o arbitrali. Ma siamo sempre usciti con la testa pulita nel senso di dare tutto anche nelle difficoltà”. Come si riparte? Mou ha la sua ricetta. Quella del pragmatismo: “Facile. Abbiamo perso, abbiamo fatto tante cose bene in accordo con i nostri limiti e altre cose non bene. Abbiamo analizzato tutto ieri, abbiamo parlato, sempre alla ricerca di migliorie per la nostra situazione. Io riparto come lo faccio da 23 anni: partita giocata, partita analizzata, partita finita e prossima partita. Non c'è un'altra storia”.

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