Milan-Roma 3-1: decidono Adli, Giroud e Theo Hernandez. Per i giallorossi è notte fonda
di Enrico CurròMILANO — Nella rassicurante voragine dei 9 punti che dividono ora il Milan dal confine della zona Champions è rimasta inghiottita, chissà se definitivamente, la macchina trita-Pioli. E pazienza se poi c’è un’altra piccola voragine della stessa larghezza che lo separa dal primo posto dell’Inter, con la Juventus aggrappata al bordo. Adesso sembra un po’ più semplice il tragitto verso l’Europa League di febbraio: merito del 3-1 - gol del tenace Adli, ovvero la metafora della riserva che non si arrende mai, dell’affidabile Giroud e dell’inarrestabile Theo Hernandez restituito al ruolo di terzino d’assalto - inflitto alla Roma di Mourinho, lui sì finito nel limbo di una classifica mediocre (è nono) e dentro l’inevitabile processo mediatico.
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Mourinho squalificato a San Siro
La retorica si è presa abbondante spazio, nella gelida serata a San Siro ancora strapieno. Gerry Cardinale, l’azionista di maggioranza …
MILANO — Nella rassicurante voragine dei 9 punti che dividono ora il Milan dal confine della zona Champions è rimasta inghiottita, chissà se definitivamente, la macchina trita-Pioli. E pazienza se poi c’è un’altra piccola voragine della stessa larghezza che lo separa dal primo posto dell’Inter, con la Juventus aggrappata al bordo. Adesso sembra un po’ più semplice il tragitto verso l’Europa League di febbraio: merito del 3-1 - gol del tenace Adli, ovvero la metafora della riserva che non si arrende mai, dell’affidabile Giroud e dell’inarrestabile Theo Hernandez restituito al ruolo di terzino d’assalto - inflitto alla Roma di Mourinho, lui sì finito nel limbo di una classifica mediocre (è nono) e dentro l’inevitabile processo mediatico.
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Mourinho squalificato a San Siro
La retorica si è presa abbondante spazio, nella gelida serata a San Siro ancora strapieno. Gerry Cardinale, l’azionista di maggioranza americano del Milan, ha visto la partita accanto al dirigente ombra Ibrahimovic e insieme a lui, prima del fischio d’inizio, ha arringato la squadra con un discorso motivazionale il cui contenuto è più o meno riassumibile così: anche se di solito sono lontano, vi seguo, e ho la massima fiducia in voi e in Pioli. Non è dato sapere se i Friedkin, gli americani della Roma, cullino lo stesso sentimento per Mourinho. Il quale, squalificato e fischiato dai milanisti in qualità di ex demiurgo del Triplete interista, ha assistito intabarrato in tribuna autorità alla disfatta, non priva di logica tecnica e tattica. Né col ritmo mai davvero incalzante, né con le elucubrazioni - il lancio del giovane portiere Svilar al posto dell’incerto Rui Patricio degli ultimi tempi, il pressing a uomo di Cristante su Reijnders e di Bove su Adli – è stato infatti possibile rimediare al vero difetto romanista: la solitudine del macchinoso Lukaku, per l’assenza dell’imprescindibile Dybala.
Milan, terza vittoria di fila in campionato
Invece Leao ed Hernandez, gli artisti di Pioli, si sono mostrati nella loro versione più altruistica, avvalorando il principio del collettivo. Lo ha sublimato l’azione del vantaggio, firmato dalla riserva per definizione: Adli (42 panchine e sole 7 volte titolare in una stagione e mezza), autore di un doppio slalom alle soglie dell’area prima del sinistro in controtempo. Altrettanto fragile è parsa la fase difensiva della Roma sulle accelerazioni di Pulisic. Così, al netto di una parata da stilista di Maignan su Celik, è diventato ovvio il raddoppio: Kjaer, liberissimo, ha potuto porgere di testa a Giroud il più facile degli assist.
Milan sempre in controllo
Eppure è bastata una piccola variazione sul copione, con l’ingresso di Pellegrini, per riaccendere un po’ la Roma: sgambettato in area dall’incauto Calabria, il capitano partito in panchina ha causato il rigore segnato da Paredes. Il Milan ha iniziato a spaventarsi, come altre volte gli era già capitato, il filtro di Adli ha funzionato meno e qualche mischia ha illuso Mourinho. Ma i veterani di Pioli, Hernandez, Giroud e Maignan, hanno tenuto saldo il timone: il 3-1 di Hernandez, nel suo calligrafico nitore (scambio rapido, tacco smarcante di Giroud e schiaffo di sinistro alla faccia interna della traversa, prima della parata di Maignan su Pellegrini e del palo di Musah in percussione), vale più di qualsiasi retorica.
Il tabellino di Milan-Roma
Milan 3 (11’ pt Adli, 11’ st Giroud, 39’ st T. Hernandez)
Roma 1 (24’ st rig. Paredes)
Milan (4-2-3-1) Maignan – Calabria, Kjaer, Gabbia, T. Hernandez (44’ st Jimenez) – Adli (44’ st Zeroli), Reijnders – Pulisic (35’ st Musah), Loftus-Cheek, Leao (35’ st Okafor) -Giroud. All. Pioli.
Roma (3-5-2) Svilar - Kristensen, Mancini (1’ st Pellegrini), Llorente (33’ st Huijsen) – Celik (33’ st Zalewski), Cristante, Paredes, Bove, Spinazzola - El Shaarawy (16’ st Belotti), Lukaku. All. Foti (Mourinho squalificato).
Arbitro: Guida.
Note: ammoniti Mancini, Cristante, Kjaer, Huijsen e Gabbia. Spettatori 74.198, incasso 3.086.838 euro.