TORINO – Il 3-0 della Juventus al Sassuolo, quasi un richiamo dei bei tempi andati, non vale tanto per il risultato in sé quanto per le prospettive che offre: domenica a Lecce i bianconeri potrebbero scavalcare l’Inter e non sarebbe un atto meramente dimostrativo, bensì l’operazione di sorpasso di una squadra che sta cambiando marcia e musica e che soprattutto ha trovato lo squillo di un centravanti che segna. Vlahovic non aveva ancora fatto un gol di sinistro, eccetto il rigore all’Udinese alla prima giornata: è come se qui si fosse ricongiunto con sé stesso, e con le ragioni che avevano spinto la Juve a spendere una novantina di milioni per lui, dopo essere passato attraverso un labirinto di tiri di destro e colpi di testa, un campionario alternativo al suo repertorio classico che adesso sta finalmente tornando a sfoderare, dopo averlo riposto per un sacco di tempo chissà dove.
Vlahovic, doppietta col mancino
Stasera ha subito colpito con un sinistro dal limite (si chiuda un occhio sulle complicità di Ferrari, che ha sbagliato disimpegno e marcatura, e di Consigli, bucato da un tiro esattamente centrale) e poi raddoppiato su punizione, sempre con il suo piede sinistro, sempre con quelle doti che finalmente stanno trovando un senso pratico e riducono il gap con l’Inter almeno nel confronto centravanti con centravanti. Lautaro resta lontano, ma Dusan è alla quarta rete in quattro partite. E reti mancine, alla buon’ora. Per la cronaca, ma anche un po’ per la storia, Consigli – che contro i bianconeri ne ha di rado combinata una giusta - è arrivato al sessantunesimo gol subito dalla Juventus, un record assoluto.
La presenza di Yildiz
Vlahovic ha impreziosito quel bel primo tempo che la Juventus ha giocato con leggerezza, spigliatezza e di nuovo con allegria, manco fosse in Coppa Italia. La sensazione è che sia la presenza di Yildiz a migliorare la qualità e soprattutto la fluidità del gioco bianconero, perché il giovane turco arretra, dialoga, smista rapidamente, e sempre con acutezza, i palloni che gli arrivano, trova soluzioni imprevedibili e ha sempre la testa alta e l’occhio vigile: se diventerà più importante per le azioni che cuce che per i gol che segna, la Juve avrà per un pezzo il numero dieci che non ha da un po’.
Szczesny dice no al Sassuolo
Se c’è un difetto nella Juve di giornata è che i gol, arrivati così presto e così facilmente, l’hanno placata. Nella ripresa ha smesso di giocare, limitandosi a organizzare sporadici contropiede di ispirazione individuale mentre il Sassuolo, seguito allo Stadium da 44 tifosi, ha almeno provato a non mostrarsi frastornato come nel primo tempo, concedendo in questo modo la bella figura anche a Szczesny, bravissimo (anzi, quasi spettacolare) nel parare in controtempo una staffilata di Berardi (che però invece di tirare avrebbe dovuta darla al liberissimo Thorstvedt), di fatto l’unica incrinatura al senso unico della partita, infine ribadito dal 3-0 di Chiesa, pure in questo caso con la complicità di Consigli. Anche il girone d’andata era cominciato con un 3-0 e da oltre tre mesi la Juve non vinceva con più di un gol di scarto: e se si stesse interizzando?
Juventus-Sassuolo 3-0 (2-0)
Juventus (3-5-2): Szczesny; Rugani, Bremer, Danilo; Cambiaso (43' st Alex Sandro), Miretti (12' st Weah), Locatelli, Rabiot, Kostic (37' st Iling-Junior); Yildiz (12' st Chiesa), Vlahovic (37' st Milik) (23 Pinsoglio, 36 Perin, 41 Nicolussi, 47 Nonge, 50 Hasa). All. Allegri.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Pedersen, Erlic (1' st Tressoldi), Ferrari, Viti (29' st Missori); Thorstvedt (25' st Volpato), Boloca; Berardi (25' st Castillejo), Matheus Henrique, Laurienté (39' st Mulattieri); Pinamonti (25 Pegolo, 28 Cragno, 11 Bajrami, 15 Ceide, 19 Alvarez, 35 Lipani). All. Dionisi.
Arbitro: Piccinini di Forlì.
Reti: nel pt 15' e 37' Vlahovic; nel st 44' Chiesa.
Angoli: 5-2 per la Juventus.
Recupero: 1' e 3'.
Ammoniti: Erlic per gioco falloso, Ferrari per proteste.
Spettatori: 39.005 (incasso non comunicato).