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Roma-Verona 2-1: Lukaku e Pellegrini subito in gol, ma poi è sofferenza. De Rossi vince la prima

Lukaku e Pellegrini fanno festa

 (afp)
I giallorossi sembrano avere vita facile nel primo tempo, ma i veneti nella ripresa tornano sotto: Djuric sbaglia un rigore, Folorunsho la riapre
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ROMA – La Roma soffre ma batte 2-1 il Verona. Il racconto tecnico del pomeriggio vissuto all’Olimpico potrebbe fermarsi qui. Perché la vera partita è stata sugli spalti con l’esordio di De Rossi sulla panchina giallorossa e il saluto a José Mourinho. In un clima surreale di silenzio. Come se ai sessantamila dell’Olimpico non importasse nulla di ciò che accadeva in campo. Ma solo verbalizzare il proprio stato d’animo. Affetto e rabbia. Fischi e cori. Supporto e contestazione. Un ventaglio di emozioni andate in scena prima, durante e dopo la partita.

«La cronaca della gara»

Attorno a tutto questo c’è stata anche Roma-Verona. Perché nonostante il clima, la nuova Roma di De Rossi qualcosa ha raccontato. A partire dalla scelta del modulo. Il nuovo allenatore giallorosso sceglie la difesa a 4, impossibile da attuare secondo il suo predecessore. Con soli due centrali di ruolo a disposizione, De Rossi imposta la squadra con un 4-3-2-1. Centrocampo in linea con Bove e Pellegrini, scudieri del …

ROMA – La Roma soffre ma batte 2-1 il Verona. Il racconto tecnico del pomeriggio vissuto all’Olimpico potrebbe fermarsi qui. Perché la vera partita è stata sugli spalti con l’esordio di De Rossi sulla panchina giallorossa e il saluto a José Mourinho. In un clima surreale di silenzio. Come se ai sessantamila dell’Olimpico non importasse nulla di ciò che accadeva in campo. Ma solo verbalizzare il proprio stato d’animo. Affetto e rabbia. Fischi e cori. Supporto e contestazione. Un ventaglio di emozioni andate in scena prima, durante e dopo la partita.

«La cronaca della gara»

Attorno a tutto questo c’è stata anche Roma-Verona. Perché nonostante il clima, la nuova Roma di De Rossi qualcosa ha raccontato. A partire dalla scelta del modulo. Il nuovo allenatore giallorosso sceglie la difesa a 4, impossibile da attuare secondo il suo predecessore. Con soli due centrali di ruolo a disposizione, De Rossi imposta la squadra con un 4-3-2-1. Centrocampo in linea con Bove e Pellegrini, scudieri del regista Paredes. Davanti il tridente con Dybala ed El Shaarawy (due assist) dietro Lukaku. La risposta è una squadra maggiormente equilibrata e propositiva. Almeno nel primo tempo. In venticinque minuti la Roma prova a chiudere la pratica con i gol di Pellegrini e Lukaku. E grazie all’applicazione di tutti i calciatori. “Con un nuovo allenatore, all’inizio, tutti i calciatori vanno a duemila all’ora”. De Rossi lo sa e non si crogiola.

Anche perché, nonostante l’addio di Mourinho, le criticità della squadra sono rimaste. Dagli infortuni (Spinazzola out dopo 28’) agli scricchiolii difensivi mostrati nel secondo tempo. Quaranticinque minuti di sofferenza sulla falsa riga dell'ultima Roma di Mourinho. Fisicamente in difficoltà e impaurita anche dal Verona terzultimo in classifica. I ragazzi di Baroni percepiscono tutto questo e spingono. Senza riuscire a concretizzare lo sforzo. Prima a Folorunsho viene annullato un gol per un fallo su Karsdorp. Poi Djuric sbaglia il rigore del 2-1 (anche grazie alla furbata di Zalewski sulla zolla del dischetto). La Roma smette di attaccare e bada solo a difendersi. Poi la fiammata alla mezz’ora, ancora di Folorunsho, che con un tiro da 30 metri riapre la partita. La Roma arretra, soffra ma non cede. Per la felicità di un Olimpico festante solo al fischio finale. E dello stesso De Rossi. All’esordio serviva vincere. In ogni modo. Per muovere la classifica e scrollarsi un po’ di dosso l’ombra ingombrante di José Mourinho. L’ultima atto va in scena sotto la Curva Sud. Con i calciatori quasi a rapporto dai tifosi. Qualche fischio e il coro “tifiamo solo maglia” che chiude il surreale pomeriggio dell’Olimpico.

Roma-Verona 2-1 (2-0).

Roma (4-3-2-1): Rui Patricio; Karsdorp, Huijsen, Llorente, Spinazzola (28' pt Kristensen); Bove, Paredes, Pellegrini; Dybala (13' st Zalewski), El Shaarawy (36' st Belotti); Lukaku.All.: De Rossi.

Verona (4-2-3-1): Montipò; Tchatchoua, Magnani, Dawidowicz, Cabal; Serdar, Folorunsho; Saponara (32' st Cruz), Suslov, Mboula (1' st Bonazzoli); Djuric (32' st Henry). All.: Baroni.

Arbitro: Sacchi di Macerata.

Reti: nel pt 20' Lukaku, 25' Pellegrini; nel st 30' Folorunsho.

Angoli: 2 a 1 per il Verona.

Recupero: 3' e 5'.

Ammoniti: Paredes e Dawidowicz per gioco falloso, Llorente e Folorunsho per proteste.

Spettatori: 61.857.


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