Juventus, il gruppo e l’equilibrio prima di tutto: ecco perché Allegri ha detto no a Henderson e Phillips. Koopmeiners il sogno per l'estate
di Emanuele GambaTORINO – Chiesa e Rabiot rientreranno domenica prossima a San Siro, ma contro l’Inter mancherà lo squalificato Milik. Kean, che comunque è infortunato, in settimana passerà all’Atletico, tant’è che oggi sosterrà le visite mediche a Madrid. Allegri, insomma, non naviga nell’abbondanza, ma per lui nella rosa juventina non ci sono carenze: gli stanno benissimo i 21 che ha (più De Sciglio e Djalò, ancora impegnati in una lunga convalescenza) e anzi non ne vorrebbe (non ne ha voluto, per la precisione) uno di più, perché considera gli equilibri interni più importanti del rischio di trovarsi con la coperta corta. Gli hanno detto, i suoi dirigenti: “Un centrocampista prendiamolo comunque, metti che a febbraio si faccia male qualcuno”. Ma lui ha risposto: nessun problema, in qualche modo faremmo, undici da mettere li troverò sempre.
TORINO – Chiesa e Rabiot rientreranno domenica prossima a San Siro, ma contro l’Inter mancherà lo squalificato Milik. Kean, che comunque è infortunato, in settimana passerà all’Atletico, tant’è che oggi sosterrà le visite mediche a Madrid. Allegri, insomma, non naviga nell’abbondanza, ma per lui nella rosa juventina non ci sono carenze: gli stanno benissimo i 21 che ha (più De Sciglio e Djalò, ancora impegnati in una lunga convalescenza) e anzi non ne vorrebbe (non ne ha voluto, per la precisione) uno di più, perché considera gli equilibri interni più importanti del rischio di trovarsi con la coperta corta. Gli hanno detto, i suoi dirigenti: “Un centrocampista prendiamolo comunque, metti che a febbraio si faccia male qualcuno”. Ma lui ha risposto: nessun problema, in qualche modo faremmo, undici da mettere li troverò sempre.
Il no a Henderson e Phillips per preservare l’unità del gruppo
In questo gennaio, la Juventus avrebbe potuto prendere, a costi contenuti, centrocampisti di livello internazionale come Henderson o Phillips, ma alla fine ha deciso di lasciar stare. Senza coppe europee e con una sola partita la settimana da giocare, allungare la rosa avrebbe avuto come conseguenza allungare anche dei musi, turbando la serenità di un gruppo che si è magicamente compattato in nome di un obiettivo comune e che proprio sulla coesione sta fondando questi risultati superiori alle aspettative, e forse anche alle potenzialità. L’unità è un valore aggiunto, non è invece detto che un calciatore in prestito lo sarebbe stato.
Con Nicolussi Caviglia, Allegri si sente coperto
Le squalifiche di Pogba e Fagioli sono state un chiaro impoverimento tecnico, ma Allegri ha ragionato in questa maniera: se fosse possibile prendere una mezzala subito pronta, in grado di garantire 4-5 gol e soprattutto di rappresentare anche un investimento per il futuro (il profilo è quello di Koopmeiners, o in subordine di Ederson), allora prendiamola. Ma se si tratta di ingaggiare un centrocampista che viene da fuori, che non parla la lingua, che avrebbe bisogno di tempo per integrarsi, che toglierebbe spazio ai nostri ragazzi e che a giugno tornerebbe alla base, allora è meglio stare come stiamo. Oltretutto, a riempire almeno in parte il “buco” a centrocampo ha provveduto Nicolussi Caviglia, che avrebbe dovuto essere di passaggio ma che invece ha convinto Allegri ed è stato considerato pienamente all’altezza per completare il gruppo, nello specifico come vice Locatelli. Come mezze ali, possono essere impiegati anche Cambiaso, Iling-Junior e Yildiz. In caso di estrema necessità, persino Danilo può fare il centrocampista. E si può sempre pescare nell’under 23: a Nonge sono già stati concessi tre spezzoni.
Le risorse risparmiate per l’estate: obiettivo Koopmeiners
Su queste basi, dirigenza e allenatore hanno quindi deciso di non muoversi sul mercato, anche perché in questo momento mancano le risorse finanziarie per un acquisto di peso. Diverso sarà in estate, quando è proprio su una mezzala di rilievo che la Juve intende investire pesantemente: Koopmeiners è il primo nome della lista.
L’affermazione di Yildiz ha spinto Kean verso Madrid
Il discorso sul centrocampo è in qualche modo stato esteso all’attacco. L’affermazione di Yildiz ha reso Kean un sovrappiù, per cui la Juve ha preferito cederlo (e lui ha preferito andarsene, cercando lo spazio per puntare a Euro 2024) piuttosto che tenersi in casa un elemento a rischio di malumore. Allegri considera quattro attaccanti più che sufficienti, anche se a San Siro saranno solamente tre e uno dei tre, Chiesa, ha una salute sempre indecifrabile.
Djalò acquisto in prospettiva
È così assai probabile che il gennaio juventino si limiti all’uscita di Kean e all’entrata di Djalò, che però va di fatto considerato il primo acquisto della stagione 2024/2025: l’arrivo del portoghese ex Lille è stato anticipato di sei mesi per superare la concorrenza dell’Inter, che lo avrebbe assunto da svincolato a luglio, e nei piani tecnici prenderà il posto in rosa di Alex Sandro, il cui contratto in scadenza non verrà rinnovato. Djalò è reduce dalla rottura del legamento crociato e non mette piede in campo dal 4 marzo dell’anno scorso, perciò difficilmente il suo contributo in questa stagione può essere incisivo.
Rimane uno spiraglio per Bernardeschi
L’unica operazione cui è stata lasciata una porta socchiusa riguarda Bernardeschi, che conosce benissimo la Juve, non avrebbe problemi di integrazione e potrebbe essere impiegato come ala, come mezzala e come esterno a tutta fascia: è esattamente il tipo di giocatore che Allegri gradirebbe e che il gruppo accetterebbe.