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Salernitana-Roma 1-2: Dybala e Pellegrini riavvicinano i giallorossi alla Champions

Dybala festeggiato dopo il rigore che ha sbloccato il risultato (ansa)
All’Arechi succede tutto nel secondo tempo. Segnano l’argentino (rigore) e il centrocampista, accorcia Kastanos ma la squadra di De Rossi resiste e conquista tre punti molto importanti
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SALERNO – La costruzione di un amore è una strada in salita. Quella che De Rossi deve percorrere per far riemergere la Roma dalle macerie in cui si era ridotta, passa anche per la sofferenza, nel mescolare il sangue col sudore. Per tornare al 5° posto — asterischi di classifica permettendo — serve una serata in cui finisci a mascherarti da neopromossa anche contro l’ultima in classifica. In cui per sbloccare la partita contro la difesa più fragile del campionato ti serve l’harakiri di un centrocampista avversario che dimentica il braccio larghissimo al centro della propria area e sulla traiettoria di un colpo di testa di Cristante.

«La cronaca della gara»

Poi quel rigore. L’opportunità che ti dà il destino per dimenticarti di aver fatto zero. Zero tiri nello specchio, zero corner calciati. Ma anche zero idee, zero voglia, zero capacità di prevenire situazioni pericolose, al netto di un noiosissimo possesso palla che pare pensato apposta per armare la strategia attendista dei tuoi riva…

SALERNO – La costruzione di un amore è una strada in salita. Quella che De Rossi deve percorrere per far riemergere la Roma dalle macerie in cui si era ridotta, passa anche per la sofferenza, nel mescolare il sangue col sudore. Per tornare al 5° posto — asterischi di classifica permettendo — serve una serata in cui finisci a mascherarti da neopromossa anche contro l’ultima in classifica. In cui per sbloccare la partita contro la difesa più fragile del campionato ti serve l’harakiri di un centrocampista avversario che dimentica il braccio larghissimo al centro della propria area e sulla traiettoria di un colpo di testa di Cristante.

«La cronaca della gara»

Poi quel rigore. L’opportunità che ti dà il destino per dimenticarti di aver fatto zero. Zero tiri nello specchio, zero corner calciati. Ma anche zero idee, zero voglia, zero capacità di prevenire situazioni pericolose, al netto di un noiosissimo possesso palla che pare pensato apposta per armare la strategia attendista dei tuoi rivali. Come se i difetti della gestione Mourinho e quelli nella prima con De Rossi si fossero fusi nella peggiore rappresentazione della stagione, proiettando in campo la peggior versione di ogni giocatore: Lukaku sembra il palo dei mesi bui al Chelsea, Bove un mediano della Primavera. Alla fine però De Rossi può persino scherzarci. «Alla panchina ho detto: lo segna il rigore? Mi hanno risposto: certo che lo segna: è Dybala. E io: vediamo…».

Quando Dybala segna davvero e manda la Roma in vantaggio con il sesto rigore del campionato capitolino, il ranocchio argentino visto per un lunghissimo primo tempo, fatto di più errori che tocchi di palla, è diventato un principe capace di costruire di tacco l’azione rifinita da Karsdorp e finalizzata da Pellegrini. Che Mourinho non faceva giocare più e da quando il guru portoghese ha svuotato la scrivania ha segnato 2 volte in 2 partite. La rabbia sfogata a pugni chiusi, l’opposto diametrale dei festeggiamenti studiati col social media manager, sembra raccontare il peso di quelle panchine e di quelle sconfitte viste senza poter far nulla per evitarle. Come a dire: sicuri che fosse la scelta giusta?

Poi certo, succede che i difetti che ti avevano fatto precipitare all’8° posto sono ancora tutti lì, a partire da quella paura inspiegabile e ingombrante di prendere gol. Che poi si sa, più hai paura di qualcosa e più succede che fai inconsapevolmente di tutto perché quella paura si materializzi. E infatti segna Kastanos e tutto torna in bilico. Fino alla liberazione finale.

Poi certo, Salerno ribolle: perché Candreva cade in area nel recupero, lasciandosi andare, ma vallo a spiegare a una città per cui ogni punto perso ha il rumore del martello del giudice di Cassazione. Inzaghi è ora più lontano dall’Empoli che lo precede e i miglioramenti non producono gioie. Oggi avrà il difensore ex Bayern Boateng: ieri era a pranzo a casa del ds Sabatini a Roma. Ma chissà se basterà.

Salernitana 1 25’ st Kastanos
Roma 2 6’ st rig. Dybala, 21’ st Pellegrini
Salernitana (3-4-2-1) Ochoa 6 – Pierozzi 6 (34’ st Zanoli 6.5), Gyomber 6 (29’ st Lovato 5.5), Daniliuc 5 – Sambia 5.5 (17’ st Martegani 5.5), Maggiore 4, Basic 6 (17’ st Kastanos 7), Bradaric 6.5 – Tchaouna 5.5, Candreva 7 – Simy 4.5 (29’ st Ikwuemesi 5). All. F. Inzaghi 6.
Roma (4-3-3) Rui Patricio 5 – Karsdorp 6.5, Mancini 6.5, Llorente 4.5, Kristensen 6 – Bove 5, Cristante 6, Pellegrini 7 (43’ st Huijsen sv) – Dybala 7 (26’ st Aouar 6), Lukaku 5, El Shaarawy 5 (33’ st Zalewski 5.5). All. De Rossi 6.5.
Arbitro: Di Bello 6.
Note: ammoniti Pierozzi, Pellegrini, Dybala, Candreva, Rui Patricio. Spettatori 18.038.

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