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Frosinone-Milan 2-3: Jovic toglie Pioli dai guai

Jovic e Leao dopo il gol del 3-2 al Frosinone (reuters)
I rossoneri consolidano il terzo posto. Nel primo tempo reti di Giroud e Soulé (rigore), nella ripresa padroni di casa avanti con Mazzitelli prima dei gol di Gabbia e del centravanti serbo, a segno al primo pallone toccato
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FROSINONE — È andata a finire come aveva profetizzato Pioli: segnare un gol più dell’avversario, aveva preannunciato a Milanello nell’analisi preventiva della partita, è l’obbligo al quale il Milan gli pare condannato in questa stagione. In effetti così è stato, anche se il 3-2 al Frosinone è un risultato particolarmente tortuoso, con la rimonta scritta dall’1-2 di Mazzitelli a metà ripresa, un diagonale beffardo per Maignan sul primo palo. Il ribaltone garantito dal difensore Gabbia (di testa in tuffo in mischia su torre di Giroud) e dal crotalo Jovic entrato apposta per quello (stavolta il centravanti serbo ha sfruttato un pasticcio di Valeri e Simone Romagnoli sul cross di Adli e ha girato in porta l’involontario assist) è stato il frutto di una spregiudicatezza forzata: il 4-2-4 con Bennacer e Adli in mediana, col doppio centravanti Giroud-Okafor e con le ali Pulisic e Leao, è diventato nel finale ancora più accentuato, perché con la staffetta Pulisic-Jovic il sistema si è modella…

FROSINONE — È andata a finire come aveva profetizzato Pioli: segnare un gol più dell’avversario, aveva preannunciato a Milanello nell’analisi preventiva della partita, è l’obbligo al quale il Milan gli pare condannato in questa stagione. In effetti così è stato, anche se il 3-2 al Frosinone è un risultato particolarmente tortuoso, con la rimonta scritta dall’1-2 di Mazzitelli a metà ripresa, un diagonale beffardo per Maignan sul primo palo. Il ribaltone garantito dal difensore Gabbia (di testa in tuffo in mischia su torre di Giroud) e dal crotalo Jovic entrato apposta per quello (stavolta il centravanti serbo ha sfruttato un pasticcio di Valeri e Simone Romagnoli sul cross di Adli e ha girato in porta l’involontario assist) è stato il frutto di una spregiudicatezza forzata: il 4-2-4 con Bennacer e Adli in mediana, col doppio centravanti Giroud-Okafor e con le ali Pulisic e Leao, è diventato nel finale ancora più accentuato, perché con la staffetta Pulisic-Jovic il sistema si è modellato sulla coppia di punta Jovic-Giroud e sugli esterni, totalmente d’attacco, Okafor-Leao. Il premio è il terzo posto sempre più solido, in attesa dell’esito di Inter-Juventus. Che fatica, però. “Vista la nostra vittoria di oggi – la confessione di Pioli a fine partita – nel derby d’Italia tiferò per un pareggio”.

«la cronaca della partita»

La sfida tattica tra Pioli e Di Francesco

La tesi di Pioli è che il Milan sia appunto condannato alla spregiudicatezza dalla fisionomia stessa di una rosa colma di giocatori offensivi, i centrocampisti soprattutto. Se però sul campo l’atteggiamento della sua squadra ha confermato il dogma, il Frosinone ha dimostrato l’opinabilità dell’assunto, attaccando a sua volta con buona vocazione al palleggio: nell’attuale Serie A è d’altronde difficile incontrare chi subisca la superiorità tecnica altrui, senza tentare contromosse analoghe. Nello specifico Di Francesco ha studiato un sistema elastico, fondato sulla chiusura di ogni possibile spazio alle discese di Hernandez, alle incursioni di Loftus-Cheek e agli strappi di Reijnders attraverso lo stretto 4-4-2 difensivo, ma non ha certo rinunciato alla parte costruttiva dell’azione. Lo hanno aiutato a plasmarla, nel 4-2-3-1 ad hoc, l’inventiva di Soulé, le conversioni di Seck, i passaggi precisi di Barrenechea, l’ordinata concretezza di Mazzitelli, le frustate di Harroui e le avanzate dei due terzini: Gelli a destra e Brescianini a sinistra, centrocampisti entrambi, simboleggiavano la volontà di non accontentarsi di bloccare il Milan.

Giroud indispensabile per il MIlan

La trama si è srotolata secondo le premesse. Leao è fuggito quasi sempre sulla sinistra e Giroud ha artigliato e smistato ogni pallone possibile. Sono stati loro due a mettere in crisi il Frosinone, che tuttavia ha fatto altrettanto col suddetto turbinio di posizioni. L’1-0 di Giroud (palla sottratta a centrocampo da Reijnders a Soulé con una spintarella furtiva, azione veloce, sciucchiaiata di Leao e schiacciata di testa del centravanti francese) è stato quasi subito pareggiato dal fortuito fallo di mano dello stesso attaccante portoghese su cross di Gelli: Soulé ha segnato il rigore concesso da Pairetto. Un’altra fuga di Leao a imbeccare Giroud, che gli ha restituito il cross (mancato in spaccata dal fuggiasco e da Pulisic) ha lasciato presagire altre emozioni nel secondo tempo. Le più forti le hanno appunto offerte i gol. Quello del capitano del Frosinone Mazzitelli, in corsa su imbeccata di Soulé, ha fatto fare brutta figura a Maignan. Su quelli di Gabbia in avanscoperta e di Jovic la figuraccia l’hanno fatta i difensori di Di Francesco, in particolare il neontrato Valeri e Simone Ronagnoli. Così il Milan ha potuto festeggiare, anche se la teoria offensivistica di Pioli, che nelle ultime 3 giornate di campionato ha incassato 6 gol, sembra richiedere adeguati contrappesi.

Il tabellino di Frosinone-Milan

Frosinone 2 (24' pt rig. Soulé, 20' st Mazzitelli)

Milan 3 (17' pt Giroud, 27' st Gabbia, 36' st Jovic)

Frosinone (4-4-2): Turati 6 – Gelli 6.5, Okoli 6, Romagnoli 5, Brescianini 6 (40’ st Reinier sv) – Seck 6 (32’ st Valeri 5), Mazzitelli 7 (40’ st Ibrahimovic sv), Barrenechea 6, Harroui 6 (32’ st Lirola 5,5) – Soulé 7, Kaio Jorge 6 (32’ st Cheddira 5.5). All. Di Francesco 6.5.

Milan (4-2-3-1): Maignan 5 – Calabria 6 (41’ st Florenzi sv), Kjaer 6, Gabbia 7, T. Hernandez 5.5 – Adli 6, Reijnders 5.5 (17’ st Bennacer 6.5) – Pulisic 6 (35’ st Jovic 7), Loftus-Cheek 5 (17’ st Okafor 6), Leao 6.5 – Giroud 7 (41’ st Musah sv). All. Pioli 7.

Arbitro: Pairetto 6.

Note: ammoniti Loftus-Cheek, Reijnders, Harroui e Florenzi. Spettatori 16.050, incasso 479.639 euro.

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