Milan, due assi in serbo: Jovic per la rincorsa scudetto, Djokovic mental coach mancato
di Enrico CurròMILANO - A Frosinone il match ball è stato la volée di destro dell'implacabile Luka Jovic, goleador serbo la cui carriera sembra il grafico della discontinuità, ma attraversa ora la fase della risalita. Tre mesi fa, però, il Milan ha accarezzato l'idea di avere tra i colpi a disposizione di Pioli anche lo smash del più illustre connazionale di Jovic nello sport: Novak Djokovic, il numero uno del tennis mondiale. Gerry Cardinale, l'azionista di maggioranza del club, avrebbe infatti meditato per qualche settimana di cooptarlo tra i suoi consulenti, affidandogli magari nei ritagli di tempo tra un grande torneo e l'altro il ruolo di mental coach di lusso, un motivatore per la squadra allora in difficoltà. Filtra da ambienti finanziari milanesi l'indiscrezione che l'attuale leader del circuito Atp, tifoso milanista dichiarato come del resto il suo rivale-amico Jannik Sinner, fosse stato individuato appunto come potenziale collaboratore di illustre, per quanto necessariamente sporadico.
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MILANO - A Frosinone il match ball è stato la volée di destro dell'implacabile Luka Jovic, goleador serbo la cui carriera sembra il grafico della discontinuità, ma attraversa ora la fase della risalita. Tre mesi fa, però, il Milan ha accarezzato l'idea di avere tra i colpi a disposizione di Pioli anche lo smash del più illustre connazionale di Jovic nello sport: Novak Djokovic, il numero uno del tennis mondiale. Gerry Cardinale, l'azionista di maggioranza del club, avrebbe infatti meditato per qualche settimana di cooptarlo tra i suoi consulenti, affidandogli magari nei ritagli di tempo tra un grande torneo e l'altro il ruolo di mental coach di lusso, un motivatore per la squadra allora in difficoltà. Filtra da ambienti finanziari milanesi l'indiscrezione che l'attuale leader del circuito Atp, tifoso milanista dichiarato come del resto il suo rivale-amico Jannik Sinner, fosse stato individuato appunto come potenziale collaboratore di illustre, per quanto necessariamente sporadico.
Djokovic come Al Pacino
I discorsi motivazionali, nello sport professionistico nordamericano, sono un classico, del quale la cinematografia offre numerosi esempi, dall'Al Pacino di "Ogni maledetta domenica" in giù. È innegabile il carisma di Djokovic, che Cardinale stesso non di rado ha descritto come suo amico personale. Non sarebbe stata dunque una sorpresa se il manager statunitense dell'entertainment, convinto assertore della proficua commistione tra le discipline sportive di vertice, lo avesse persuaso a entrare tra i suoi partner, come il celebre cestista della Nba LeBron James e l'ex wrestler Dwayne Johnson, poi attore altrettanto famoso, noto anche come protagonista della saga di Fast & Furious. Del resto Djokovic non ha mai mancato di professare pubblicamente la propria passione per il Milan, né di frequentare appena possibile lo stadio di San Siro e di salutare i giocatori della sua squadra del cuore: è diventato virale il video del suo incontro con Leao durante le Atp finals di Torino nello scorso novembre. Il fittissimo calendario del tennis avrebbe tuttavia reso impraticabile la proposta a Djokovic, che sarebbe perciò rimasta al momento una suggestione, da rispolverare eventualmente in futuro.
Ibra ispiratore di Jovic
Il consulente calcistico più stretto di Cardinale è nel frattempo diventato Ibrahimovic, al cui ritorno a Milanello non è probabilmente estraneo il boom di Jovic, che ha sempre dichiarato di ritenere l'ex campione svedese un suo idolo e modello: a proposito di motivatori, non se ne poteva trovare uno migliore per l'attaccante arrivato dalla Fiorentina. Col Frosinone ha segnato il suo 4° gol decisivo sui 5 firmati in questo campionato. È anche il 4° messo assieme partendo dalla panchina, in altrettanti spezzoni di gara equivalenti a 90' esatti, minuti di recupero inclusi: uno ogni 22 minuti e mezzo, media eccezionale, che ha indotto Pioli a profetizzargli un non lontano futuro da titolare.
Ipotesi doppia punta con Giroud
Per ora è un titolare aggiunto e l'allenatore, spiegando che non sempre può essere schierato accanto a Giroud come nel finale della terza consecutiva partita vinta in trasferta, ha di fatto ipotizzato l'utilizzo meno saltuario della formula col doppio centravanti. Se la filosofia del suo Milan è quella appena dichiarata di segnare un gol in più dell'avversario, della media gol di Jovic c'è in effetti bisogno. La squadra adesso è di nuovo vicina alla zona scudetto, grazie alla quinta vittoria sulle 6 partite di campionato.