Napoli-Verona 2-1: una magia di Kvaratskhelia fa sorridere gli azzurri
di Marco AzziNAPOLI – Vittoria (2-1) in rimonta e piena di sofferenza per il Napoli, che è riuscito a battere il Verona al Maradona grazie alle reti nel finale dell’ex Ngonge (decisiva la deviazione di Dawidowicz) e di Kvaratskhelia. Solo di orgoglio la reazione degli azzurri, colpiti e quasi affondati da un colpo di testa di Coppola intorno alla mezzora della ripresa. Ma i cambi di Mazzarri hanno funzionato e alla fine i tre punti sono arrivati, nonostante la strenua resistenza della squadra di Baroni.
Mazzarri torna al 4-3-3
Il Napoli è arrivato all'inizio del mese di febbraio ancora senza certezze e per mischiare un po' le carte in attacco Mazzarri si è aggrappato all'ennesimo cambio di modulo, ripresentandosi al Maradona con il 4-3-3 e chiedendo ai suoi giocatori di affrontare fin dall'inizio la partita con un atteggiamento più offensivo. Lavori in corso pure nel Verona di Baroni, rivoluzionato per esigenze economiche sul mercato e costretto dunque a cercare in corsa…
NAPOLI – Vittoria (2-1) in rimonta e piena di sofferenza per il Napoli, che è riuscito a battere il Verona al Maradona grazie alle reti nel finale dell’ex Ngonge (decisiva la deviazione di Dawidowicz) e di Kvaratskhelia. Solo di orgoglio la reazione degli azzurri, colpiti e quasi affondati da un colpo di testa di Coppola intorno alla mezzora della ripresa. Ma i cambi di Mazzarri hanno funzionato e alla fine i tre punti sono arrivati, nonostante la strenua resistenza della squadra di Baroni.
Mazzarri torna al 4-3-3
Il Napoli è arrivato all'inizio del mese di febbraio ancora senza certezze e per mischiare un po' le carte in attacco Mazzarri si è aggrappato all'ennesimo cambio di modulo, ripresentandosi al Maradona con il 4-3-3 e chiedendo ai suoi giocatori di affrontare fin dall'inizio la partita con un atteggiamento più offensivo. Lavori in corso pure nel Verona di Baroni, rivoluzionato per esigenze economiche sul mercato e costretto dunque a cercare in corsa nuovi equilibri, per tenere in vita le sue chance di competere per la salvezza.
Rigore negato, Montipò mura Kvara
Ma il timore di una lunga fase di studio è stato subito fugato dalla partenza sprint del rientrante Kvaratskhelia, smanioso di riprendersi la ribalta dopo la squalifica scontata contro la Lazio e imprendibile nel primo quarto d'ora per i difensori avversari. A fermarlo ci ha pensato però con un errore grave l'arbitro Piccinini, che non ha visto un chiaro fallo in area di Cabal sul georgiano e ha assegnato agli azzurri solo un calcio d'angolo al posto del rigore, con il Var (Di Bello) inspiegabilmente silente. Il numero 77 non s'è perso d'animo e ha provato allora a sbloccare il risultato con due conclusioni ravvicinate (10' e 13') e pericolose, su cui Montipò è stato bravissimo a impedire al pallone di finire in fondo alla rete.
Gioco poco fluido
L'ottimo avvio di Kvaratskhelia non è così bastato al Napoli per sbloccare in fretta il risultato e il Verona ha avuto il tempo per sistemarsi meglio in campo, con una difesa molto robusta e tanta densità anche a metà campo. Gli spazi per gli azzurri si sono di conseguenza ridotti e non ha pagato la scelta di Mazzarri di puntare su un centrocampo troppo muscolare, con il rientrante Anguissa e Cajuste ai lati di Lobotka. Sono arrivati infatti con il contagocce i rifornimenti per Simeone e nel resto del primo tempo non ci sono state altre occasioni da gol, al netto di qualche mischia e di un paio di cross bene indirizzati, su cui però è stato ancora bravo Montipò in uscita alta. Ma il bunker degli ospiti ha retto e poco prima dell'intervallo ha avuto una buona oppurtunità di rimessa pure Lazovic: tiro di poco a lato.
Dentro Ngonge e Lindstrom
Copione identico in avvio di ripresa, con Lazovic che ha trovato questa volta sulla sua strada Gollini (3'). L'episodio ha spinto Mazzarri a cambiare qualcosa e con Mazzocchi al posto dello spento Mario Rui il Napoli ha ricominciato a spingere. Ma ancora Montipò (10') ha negato un gol quasi fatto a Simeone, con un gran riflesso sul tiro ravvicinato dell'argentino. Poi ci ha provato di nuovo Kvaratskhelia, con un bel diagonale (14') di poco sul fondo. Gli azzurri non sono però riusciti a sfondare nemmeno con il 4-3-3 e nell'ultima mezzora s'è reso così necessario un altro ribaltone tattico: passaggio al 4-2-3-1 con gli ingressi di Lindstrom e Ngonge.
La perla di Kvara
Non si è invece scomposto dall'altra parte il Verona, che dopo vari tentativi è riuscito a far valere la sua superiorità sui palloni alti con uno stacco di Coppola (27'), che ha gelato di testa Gollini e il Maradona.
Il Napoli si è trovato sul ciglio del burrone e ha reagito almeno con la forza della disperazione, sul primo accenno di contestazione delle curve. Ancora Montipò si è però esaltato sulle due conclusioni ravvicinate di Mazzocchi e Lindstrom. Ma il misterioso danese si è preso la rivincita sul successivo assalto: dribbling secco (34') e assist per Ngonge, per il comodo gol dell'ex. Era il lampo di cui avevano bisogno per sbloccarsi gli azzurri, subito vicini al bis con Anguissa e soprattutto Simeone: fermato di nuovo da Montipò. Mazzarri si è giocato allora il tutto per tutto con Raspadori ed è stato premiato in extremis (42') da una prodezza di Kvaratskhelia: tiro a giro questa volta imparabile.
Napoli-Verona 2-1 (0-0)
Napoli (4-3-3): Gollini, Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui (7' st Mazzocchi), Anguissa, Lobotka (39' st Dendoncker), Cajuste (17' st Ngonge), Politano (17' st Lindstrom), Simeone (39' st Raspadori), Kvaratskhelia. (14 Contini, 16 Idasiak, 3 Natan, 55 Ostigard, 8 Traoré). All: Mazzarri
Verona (4-2-3-1): Montipò, Tchatchaoua, Dawidowicz, Coppola (39' st Magnani), Cabal, Duda (39' st Tavsan), Serdar, Suslov (32' st Vinagre), Folorunsho, Lazovic (36' st Dani Silva), Noslin (15' st Swiderski). (16 Chiesa, 34 Perilli, 18 Centonze, 6 Belahyane, 37 Charlys, 9 Henry, 13 Cruz, 99 Bonazzoli). All. Baroni.
Arbitro: Piccinini di Forlì
Reti: nel st 27' Coppola, 32' autogol Dawidowicz, 43' Kvaratskhelia
Recupero: 1' e 5'
Angoli: 9-2 per il Napoli
Note: ammoniti Coppola, Mario Rui, Suslov, Lindstrom, Lobotka per gioco scorretto.
Spettatori: 45mila.