Inter-Salernitana 4-0: Thuram, Lautaro, Dumfries e Arnautovic lanciano i nerazzurri a + 10 sulla Juve
di Enrico CurròMILANO – L’Inter nerazzurra ha indossato la straniante maglia arancione, ma il colore delle sue partite è comunque sgargiante a prescindere. La spietata schiacciasassi, insensibile alle mute doglianze commerciali per un campionato quasi ucciso nella culla, ha aggiunto l’ottava vittoria su otto alla collana del 2024: in teoria, con 14 partite e 42 punti a disposizione, può ancora superare il record della Juventus (Conte, quota 102, 10 anni fa). Dopo il 4-0 alla friabile Salernitana, la classifica è al momento la più veritiera possibile, perché la capolista, sempre in attesa del recupero a fine mese con l’Atalanta dell’appuntamento rinviato causa Supercoppa araba, conta provvisoriamente lo stesso numero di gare giocate della Juventus, seconda a meno 10, e del Milan, terzo a meno 11. La seconda stella è un obiettivo così plausibile che l’eventuale inciampo equivarrebbe a una delusione oggi inimmaginabile.
A scanso di equivoci, Simone Inzaghi si è dunque pres…
MILANO – L’Inter nerazzurra ha indossato la straniante maglia arancione, ma il colore delle sue partite è comunque sgargiante a prescindere. La spietata schiacciasassi, insensibile alle mute doglianze commerciali per un campionato quasi ucciso nella culla, ha aggiunto l’ottava vittoria su otto alla collana del 2024: in teoria, con 14 partite e 42 punti a disposizione, può ancora superare il record della Juventus (Conte, quota 102, 10 anni fa). Dopo il 4-0 alla friabile Salernitana, la classifica è al momento la più veritiera possibile, perché la capolista, sempre in attesa del recupero a fine mese con l’Atalanta dell’appuntamento rinviato causa Supercoppa araba, conta provvisoriamente lo stesso numero di gare giocate della Juventus, seconda a meno 10, e del Milan, terzo a meno 11. La seconda stella è un obiettivo così plausibile che l’eventuale inciampo equivarrebbe a una delusione oggi inimmaginabile.
A scanso di equivoci, Simone Inzaghi si è dunque presentato a questo appuntamento del venerdì a San Siro senza pensare a quello di martedì prossimo in Champions con l’Atletico Madrid dell’ex Simeone, che pure vale mezza stagione, per l’importanza dello scenario e per i ricavi indotti. Ha sfoggiato la coppia d’attacco d’ordinanza – Lautaro-Thuram, già 35 gol stagionali in due - e ne è stato ripagato con gli interessi. Dopo la traversa iniziale di Barella (di controbalzo) e il successivo palo di Thuram (sulla respinta di Ochoa a una testata di De Vrij su corner), in poco più di minuto, tra il 17’ e il 19’, il tandem aveva già sistemato tutto: fuga di Carlos Alberto e piatto del francese, appoggio sempre dell’esterno brasiliano per la conversione e il diagonale tagliente dell’argentino. Dumfries ha poi reso definitivamente impossibile prima dell’intervallo la molto ipotetica rimonta avversaria, spingendo in porta il pallone non trattenuto da Ochoa, sull’autogol rischiato da Pasalidis.
Il tempo residuo è diventato allenamento per la Champions: dopo un’ora Lautaro, Thuram e Mkhitaryan si sono potuti riposare in panchina, seguiti più tardi da Çalhanoglu e Bastoni. Tra i neontrati, il debuttante Buchanan ha infiammato con i suoi funambolismi una folla accesa, in assenza di cori e striscioni per il divieto di polizia, dalle torce dei telefonini, alimentati nel finale dal gol di Arnautovic su spunto di Dumfries. Invece del derby familiare tra i due fratelli Inzaghi spezzato proprio in prossimità dell’evento dall’esonero di Pippo, Inter-Salernitana va in archivio come l’impari duello tra la prima e l’ultima in classifica, divise prima dell’inizio da 47 punti e alla fine da 50. Nulla ha potuto fare il neoassunto Liverani per colmare la distanza, innanzitutto tecnica (Manolas ancora a corto di allenamento è rimasto fuori, Boateng si è arreso sullo 0-2 a un infortunio muscolare), mentre il suo più sereno collega ha sfruttato questo anticipo di campionato per l’annunciato e contenuto turnover, ridotto all’innesto sulle fasce di due lussuose alternative come Dumfries e Carlos Augusto per dare respiro a Darmian e Dimarco.
Al contorno, ma non troppo, appartengono le dichiarazioni dell’ad Marotta sul rinnovo dei contratti di Barella e Lautaro: “Non abbiamo ansia per i rinnovi. L’assalto del Psg a Lautaro? Noi siamo l’Inter: non vedo differenze. Zielinski e Taremi? Vedremo in modo trasparente se si potranno annunciare”. L’unico contropiede, sul fronte stadio, lo ha fatto Webuild (ex Impregilo), dichiarandosi pronta alla ristrutturazione di San Siro. Inter e Milan, che sull’argomento non si parlano da mesi, per ora traccheggiano, portando avanti i progetti Rozzano e San Donato.