Verona-Juventus 2-2: i bianconeri ritrovano il gol ma non la vittoria. Allegri: “Dobbiamo resettare tutto”
dal nostro inviato Emanuele GambaVERONA – La risposta della Juventus all’Inter è il pigolio spaurito di una squadra sbiellata dal contraccolpo provocato da una crisi d’identità (ma anche crisi e basta) cui non era preparata: si è creduta da scudetto senza esserlo e adesso non riesce ad accettare il ritorno a una dimensione più modesta. “Ci si mette tanto a costruire, ma per distruggere può bastare un attimo” sibilava con preoccupata delusione Allegri a capo di questo 2-2 che al Verona sta strettissimo e non premia l’anima infuocata con cui l’Hellas ha affrontato questa partita. Anzi, con cui sta affrontando lo smantellamento subito a gennaio (14 giocatori ceduti) per colpa dei problemi, economici e giudiziari, della società. Ma i gialloblù eccome se sono stati una squadra, un gruppo, una cosa sola.
Allegri: “Dobbiamo resettare tutto”
La Juve è invece perduta in un limbo di indeterminatezza: non sa più chi è. “Dobbiamo resettare tutto e ritrovare l’atteggiamento dei primi cinque mesi. Non è che non diamo tutto, a…
VERONA – La risposta della Juventus all’Inter è il pigolio spaurito di una squadra sbiellata dal contraccolpo provocato da una crisi d’identità (ma anche crisi e basta) cui non era preparata: si è creduta da scudetto senza esserlo e adesso non riesce ad accettare il ritorno a una dimensione più modesta. “Ci si mette tanto a costruire, ma per distruggere può bastare un attimo” sibilava con preoccupata delusione Allegri a capo di questo 2-2 che al Verona sta strettissimo e non premia l’anima infuocata con cui l’Hellas ha affrontato questa partita. Anzi, con cui sta affrontando lo smantellamento subito a gennaio (14 giocatori ceduti) per colpa dei problemi, economici e giudiziari, della società. Ma i gialloblù eccome se sono stati una squadra, un gruppo, una cosa sola.
Allegri: “Dobbiamo resettare tutto”
La Juve è invece perduta in un limbo di indeterminatezza: non sa più chi è. “Dobbiamo resettare tutto e ritrovare l’atteggiamento dei primi cinque mesi. Non è che non diamo tutto, anzi, è che non lo diamo con la sufficiente cattiveria”, dice Max. È come se la Juve avesse perso la cognizione di sé e si fosse smarrita tra l’illusione alimentata fino a 20 giorni fa e la delusione provata quando ha ricominciato a guardare in faccia la realtà, o quando la realtà ha ricominciato a guardare in faccia la Juve, negandole quei piccoli privilegi di casualità che le avevano consentito di mantenere un passo che non le poteva competere, che non può competere a una squadra basata sulla friabilità degli episodi.
Juve sballottata dal Verona
A Verona è stata a lungo sballottata dai ritmi forsennati dell’Hellas, dagli slanci di passione di una formazione messa assieme in due settimane mescolando lingue, culture, stili: è incredibile come in pochi giorni Baroni abbia saputo plasmare un’anima condivisa per giocare un calcio febbrile, trascinandosi a vicenda col suo pubblico trascinante. Ha segnato un gol meraviglioso con Folorunsho, un sinistro in acrobazia dal limite dell’area, s’è fatta riprendere da un rigore sciocco (mani di Tchatchoua), è tornato davanti con un’azione tamburellante rifinita da Noslin che ha squassato centrocampo e difesa bianconeri (“Siamo stati troppo mosci e gentili”, sarà la sintesi di Rabiot), s’è fatto riprendere regalando a Rabiot il 2-2 ma non ha smesso di attaccare mai, né quando era in vantaggio né quando era ormai stremato e sembrava che la Juve, con la forza naturale del divario di classe, potesse in qualche modo sfangarla. È stata una lezione, morale prima che calcistica. “Tempo non ce n’era e bisognava bruciarlo, in due settimane dovevamo fare il lavoro di un’estate intera. Ci voleva coraggio. Adesso abbiamo una squadra che spende, che si dona, che gioca con gioia. Giocheremo sempre per vincere anche a rischio di perdere”, ha gioito Baroni. La competenza del ds Sogliano ha comunque portato molti ottimi elementi, la squadra è appassionata ma anche capace, così diversa dalla confusa Juve e dalla sua mentalità diversa. “Non ho messo Milik con Vlahovic perché gli equilibri sono importanti, avevo la sensazione che potessero farci altri gol” ha chiuso Allegri, calando un velo sulla più confusa delle partite, sui moduli cambiati, sulle posizioni mescolate (Cambiaso ha fatto ala, mezzala e seconda punta, mai il terzino). L’idea è quella di un disorientamento generale. Ha ragione Allegri: “Dobbiamo resettare tutto”.
Il tabellino
Verona-Juventus 2-2
Reti: 11’ pt Folorunsho, 28’ pt Vlahovic (rig.), 7’ st Noslin, 10’ st Rabiot
Verona (4-2-3-1)
Montipò 6.5 – Tchatchoua 5 (40’ st Coppola sv), Magnani 7, Dawidowicz 6.5, Cabal 5.5 – Duda 6.5, Dani Silva 6.5 (41’ st Henry sv) – Suslov 7, Folorunsho 7.5 (29’ st Belahyane sv), Lazovic 6 (29’ st Vinagre sv) – Noslin 7 (20’ st Swiderski 6). All. Baroni 7.
Juventus (3-5-2)
Szczesny 6.5 – Gatti 5 (12’ st Alex Sandro 6), Rugani 6, Danilo 5.5 – Cambiaso 6 (37’ st Weah sv), McKennie 5.5, Locatelli 5.5, Rabiot 6, Kostic 5.5
(12’ st Chiesa 6) – Vlahovic 6 (37’ st Milik sv), Yildiz 5.5 (21’ st Alcaraz 6). All. Allegri 5.
Arbitro: Di Bello 5.
Note: nessun ammonito. Spettatori 25 mila circa.