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Frosinone-Roma 0-3: con Huijsen, Azmoun e Paredes i giallorossi salgono ancora

La Roma fa festa a Frosinone (ansa)
La squadra di De Rossi soffre nella prima mezz’ora, poi però viene a capo con buona disinvoltura dei ciociari. Per il nuovo tecnico e la quarta vittoria in cinque gare
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FROSINONE – Ci sono occasioni in cui devi saper aspettare, per gustarti il piacere. Più o meno quello che ha fatto la Roma a Frosinone: ma il 3-0 è una sintesi che cancella la prima faticosissima mezz’ora vissuta da Daniele De Rossi. Sembrava il prologo a alla prima serataccia del nuovo corso. E invece il giovane allenatore può festeggiare la quarta vittoria nelle sue prime cinque giornate di campionato alla guida della Roma.

«La cronaca della gara»

Il peccato iniziale di tracotanza ha rischiato di pagarlo caro, De Rossi. Ma gli dei del calcio hanno deciso di concedergli la redenzione nonostante la scelta di partire con 4 attaccanti – Baldanzi, Azmoun, El Shaarawy e Lukaku – in un 4-2-3-1 che aveva poco senso e che pareva disegnato per consentire al Frosinone di dominare la partita con Mazzitelli a prendersi il centrocampo e Soulé a ricamare sulla trequarti. I due tentativi dell’argentino – uno sul fondo, uno disinnescato da Svilar – parevano le prove generali del vantaggio ciociaro. …

FROSINONE – Ci sono occasioni in cui devi saper aspettare, per gustarti il piacere. Più o meno quello che ha fatto la Roma a Frosinone: ma il 3-0 è una sintesi che cancella la prima faticosissima mezz’ora vissuta da Daniele De Rossi. Sembrava il prologo a alla prima serataccia del nuovo corso. E invece il giovane allenatore può festeggiare la quarta vittoria nelle sue prime cinque giornate di campionato alla guida della Roma.

«La cronaca della gara»

Il peccato iniziale di tracotanza ha rischiato di pagarlo caro, De Rossi. Ma gli dei del calcio hanno deciso di concedergli la redenzione nonostante la scelta di partire con 4 attaccanti – Baldanzi, Azmoun, El Shaarawy e Lukaku – in un 4-2-3-1 che aveva poco senso e che pareva disegnato per consentire al Frosinone di dominare la partita con Mazzitelli a prendersi il centrocampo e Soulé a ricamare sulla trequarti. I due tentativi dell’argentino – uno sul fondo, uno disinnescato da Svilar – parevano le prove generali del vantaggio ciociaro. E la palla imperdibile capiterebbe pure, ma Kaio Jorge, uno dei tanti giocatori di proprietà della Juve in campo, riusciva a sbagliare tre volte da due passi e con la porta spalancata l’evoluzione favorevole di un corner.

Chi conosce il calcio pensa: gli errori si pagano. Non sbaglia, perché il 18enne Huijsen, juventino pure lui, alza la testa, solca il campo in verticale e dal limite dell’area disegna un destro all’angolino degno di un ispiratissimo numero 10, più che di un difensore centrale. Roma avanti tra le polemiche perché il ragazzo – fischiatissimo per aver preferito i giallorossi al Frosinone, ha risposto zittendo il pubblico e facendo infuriare tutti, da Di Francesco (trattenuto a fatica) agli avversari in campo. Paga Massimo Neri, preparatore dei ciociari, espulso dall’arbitro Giua.

Il regalo ricevuto suggerisce a De Rossi di cambiare: fuori un imbarazzante Lukaku, dentro Pellegrini (e fuori anche Huijsen, a forte rischio provocazioni). Cambia tutto. La Roma torna a giocare, Cristante alza di dieci metri la propria posizione: abbastanza per sparare da fuori un destro che Turati respinge al centro dell’area: un assist che Azmoun non può sbagliare. Gol, linguaccia e poi scuse al pubblico che da quel gesto poteva sentirsi offeso. È il colpo che affonda l’umore del Frosinone, a quel punto rassegnato al colpo di grazia. Lo offre un tocco di braccio di Okoli su tiro innocuo di Baldanzi. A Giua serve il Var per concedere un rigore scolastico che Paredes realizza chiudendo la partita. Che da quando Huijsen l’aveva messa in discesa, non è mai davvero ricominciata.

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