Monza-Milan 4-2: i rossoneri falliscono l’assalto al secondo posto
dal nostro inviato Enrico CurròMONZA – La corona non è ferrea. Pioli se l’era sistemata bene in testa, grazie all’eccellente serie di risultati del 2024, ma gli è scivolata via proprio a Monza, dove l’Inter aveva stravinto 5-1 un mese fa: oltre al mancato sorpasso della Juventus ancora seconda, a fare male all’allenatore del Milan in altalena è il paragone con Simone Inzaghi, salito a più 11 con una partita da recuperare. L’andamento di questa serata storta accentua il disagio: dallo 0-2 al 2-2, malgrado la ripresa giocata quasi tutta in 10 contro 11 per l’espulsione di Jovic (manata in faccia a Izzo) e tracollo in extremis. I 4 gol incassati confermano una tendenza incompatibile con lo scudetto e rinfocolano l’accusa di squilibrio tattico.
La caduta in Brianza è particolarmente vistosa, non solo perché luogo e avversario evocano il passato: è il Monza di Silvio Berlusconi, demiurgo del Milan più vincente, e del suo braccio destro Galliani, che l’ha accompagnato in entrambe le avventure e ch…
MONZA – La corona non è ferrea. Pioli se l’era sistemata bene in testa, grazie all’eccellente serie di risultati del 2024, ma gli è scivolata via proprio a Monza, dove l’Inter aveva stravinto 5-1 un mese fa: oltre al mancato sorpasso della Juventus ancora seconda, a fare male all’allenatore del Milan in altalena è il paragone con Simone Inzaghi, salito a più 11 con una partita da recuperare. L’andamento di questa serata storta accentua il disagio: dallo 0-2 al 2-2, malgrado la ripresa giocata quasi tutta in 10 contro 11 per l’espulsione di Jovic (manata in faccia a Izzo) e tracollo in extremis. I 4 gol incassati confermano una tendenza incompatibile con lo scudetto e rinfocolano l’accusa di squilibrio tattico.
La caduta in Brianza è particolarmente vistosa, non solo perché luogo e avversario evocano il passato: è il Monza di Silvio Berlusconi, demiurgo del Milan più vincente, e del suo braccio destro Galliani, che l’ha accompagnato in entrambe le avventure e che ha rilevato come il palato del pubblico di provincia si sia fatto esigente: “Nello scorso campionato si parlava di miracolo, ora si dà tutto per scontato e si storce il naso per una sconfitta con l’Inter”. Di sicuro nessuno ha storto il naso stavolta. Semmai lo hanno fatto i milanisti. La colpa primaria qui addebitata a Pioli è di avere esagerato col turnover in campionato, invece di riservarlo all’Europa League, giovedì prossimo a Rennes, dove il vantaggio dei tre gol dell’andata lo permetterebbe.
La tardiva retromarcia nell’intervallo è stata punita col contrappasso della disfatta. Il lancio in attacco dal primo minuto del trio Chukwueze (reduce dalla Coppa d’Africa)-Jovic-Okafor, e in difesa di Thiaw (reduce da lungo infortunio) si è rivelato fatale. Né i dribbling velleitari di Chukwueze a destra, né i movimenti impacciati di Jovic da centravanti d’area, né lo strano nascondino di Okafor a sinistra potevano evitare il noioso e continuo cozzare dentro il traffico, sapientemente alimentato da Palladino con l’infoltimento del centrocampo.
Il Monza, che aveva scheggiato un po’ casualmente l’incrocio con un colpo di testa del gigante Djuric, ha incassato l’uscita per infortunio del portiere Di Gregorio (scontro aereo fortuito con Andrea Carboni), ma ha sfruttato al primo vero affondo le titubanze di Thiaw, che ha steso Mota per il rigore dell’1-0, segnato da Pessina. Subito dopo il tedesco, recidivo, ha spalancato a Colpani il corridoio per l’assist del raddoppio di Mota con un destro a girare. Nell’intervallo Pioli ha bocciato sé stesso, richiamando in campo Leao (“ha avuto un dolore nella rifinitura e non se l’è sentita di giocare dall’inizio”), Pulisic e Reijnders per Okafor, Chukwueze e Adli.
Lo ha tradito però l’altra riserva schierata: Jovic, che pure si era meritato l’occasione con la notevole media gol (uno ogni 105’), ha reagito alla provocazione di Izzo e il Var ha suggerito all’arbitro Andrea Colombo di correggere in rosso il cartellino giallo. Eppure il Milan, con Giroud per Bennacer, era riuscito ad acciuffare il pari, grazie a una spaccata di Giroud e a un gioiello di sinistro di Pulisic. Ma poi sono arrivati l’aggancio di Daniel Maldini, un nome una garanzia, per il felpato sinistro di Bondo, e il destro in controtempo di Lorenzo Colombo, milanista in prestito. Il Monza aveva battuto il Milan solo nel 1964 in Coppa Italia, complice la diatriba sugli stipendi con l’allora presidente Riva. Sessant’anni dopo è suonato il contrappasso.
Monza 45’ pt Pessina (rigore), 51’ pt D.Mota, 45’ st Bondo, 49’ st L.Colombo
Milan 20’ st Giroud, 43’ st Pulisic
Monza (4-2-3-1) Di Gregorio 6 (43’ st Sorrentino 6) – Birindelli 6.5, Izzo 6, Pablo Marí 6, A. Carboni 6 - Pessina 6.5, Gagliardini 6.5 – Colpani 6.5, (36’ st Pereira sv), V.Carboni 6 (21’ st Bondo 7), D.Mota 7 (36’ st Maldini 6.5) - Djuric 6 (21’ st L.Colombo 6.5). All. Palladino 7.
Milan (4-2-3-1) Maignan 5.5 - Florenzi 5.5 (38’ st Musah 6), Thiaw 4, Gabbia 6, T.Hernandez 6 - Bennacer 5.5 (10’ st Giroud 6.5), Adli 5 (1 st Reijnders 6) - Chukwueze 5 (1’ st Pulisic 6.5), Loftus-Cheek 6, Okafor 4.5 (1’ st Leao 5.5) - Jovic 4. All. Pioli 5.
Arbitro: A. Colombo 5.5
Note: Espulso al 7’ st Jovic. Ammoniti Djuric, Pessina, Jovic, Palladino, Bondo, Mota, Gabbia. Spettatori 14319, incasso 564507 euro.