Torino-Lazio 0-2: Guendouzi e Cataldi riavvicinano Sarri alla zona Champions
di Emanuele GambaTORINO — La Lazio ha vinto in cinque minuti, non gliene sono serviti molti di più: dicono che soltanto le grandi lo sappiano fare e allora che sia di buon auspicio, perché dopotutto per Sarri e la sua banda il meglio deve ancora venire con il Bayern alle porte, dopo averlo messo alle corde, e la semifinale di Coppa Italia più in là. La vittoria sul Torino (tre tiri, due gol, una fiera resistenza al dominio granata) serve ad accatastare fiducia e serenità, più ancora che punti in classifica. Di sicuro, un inciampo a Torino avrebbe chiuso per sempre ogni ragionamento sulla Champions futura, che resta lontana ma alla portata, ed è questo che serve ai laziali: tenersi impegnati per non concentrare tutte le ambizioni su Monaco, o sulle coppe in corso. Giovedì hanno invece subito un brutto colpo quelle del Toro, che con la vittoria sarebbe balzato al settimo posto, affacciandosi su orizzonti impensabili. Invece lo scenario resta quello dell’aurea mediocrità, benché questa sia stata una dell…
TORINO — La Lazio ha vinto in cinque minuti, non gliene sono serviti molti di più: dicono che soltanto le grandi lo sappiano fare e allora che sia di buon auspicio, perché dopotutto per Sarri e la sua banda il meglio deve ancora venire con il Bayern alle porte, dopo averlo messo alle corde, e la semifinale di Coppa Italia più in là. La vittoria sul Torino (tre tiri, due gol, una fiera resistenza al dominio granata) serve ad accatastare fiducia e serenità, più ancora che punti in classifica. Di sicuro, un inciampo a Torino avrebbe chiuso per sempre ogni ragionamento sulla Champions futura, che resta lontana ma alla portata, ed è questo che serve ai laziali: tenersi impegnati per non concentrare tutte le ambizioni su Monaco, o sulle coppe in corso. Giovedì hanno invece subito un brutto colpo quelle del Toro, che con la vittoria sarebbe balzato al settimo posto, affacciandosi su orizzonti impensabili. Invece lo scenario resta quello dell’aurea mediocrità, benché questa sia stata una delle migliori partite stagionali degli uomini di Juric.
Palo di Sanabria, errori di Zapata
Per un tempo, infatti, la Lazio era stata bersagliata dal Torino che, facendo leva sulla catapulta Bellanova, ormai una macchina da cross sulla fascia destra, aveva organizzato una mezza dozzina di palle-gol, tra le quali un palo di Sanabria in avvio e un miracolo di Provedel su Vlasic 37’, senza però metterne a frutto manco una. Del resto, se i granata hanno appena il terzultimo attacco del torneo un motivo ci sarà, anche se di rado la produzione offensiva è stata copiosa. Il Toro ha anche la terza miglior difesa, però i titolari (Schuurs-Buongiorno-Rodriguez) sono tutti infortunati e la differenza si è vista: finché la Lazio è stata tenuta lontana dall’area la partita ha viaggiato a senso unico, ma quando i sarriani hanno accelerato appena un po’, il castello d’argilla eretto a rimpiazzo del bunker s’è sbriciolato. Ma la colpa prima è di quelli davanti e dal loro impatto morbido sui tanti cross spiovuti: Zapata, in particolare, ha funzionato fuori aerea, facendo espellere Gila per due falli a suo carico, ma nei 16 metri s’è perso.
I gol di Guendouzi e Cataldi
La differenza, in definitiva, l’hanno fatta la capacità della Lazio di reggere alla prolungata sofferenza, una mossa decisiva di Sarri (spostando Marusic a sinistra, ha contenuto Bellanova) e quei cinque minuti sopra le righe, con due assist al bacio di Luis Alberto ad armare le staffilate potenti e precise di Guendouzi da dieci metri e di Cataldi da diciotto. Il Torino ha accusato il colpo, la Lazio ha almeno preso in mano il ritmo del gioco pur senza esporsi più in attacco, e si è messa a ragionare da grande anche dopo quei cinque minuti.
Il tabellino di Torino-Lazio
Torino 0
Lazio 2 (5’ st Guendouzi, 11’ st Cataldi)
Torino (3-4-1-2): Milinkovic 6 – Djidji 6 (30’ st Tameze sv), Lovato 5.5, Masina 5.5 (40’ st Pellegri sv) – Bellanova 7, Linetty 6 (30’ st Gineitis sv), Ilic 5 (10’ st Ricci 6), Lazaro 6 – Vlasic 6.5 – Zapata 5.5, Sanabria 6. All. Juric 6.
Lazio (4-3-3): Provedel 7 – Marusic 6.5, Gila 5, Romagnoli 6.5, Hysaj 5 (1’ st Lazzari 6) – Guendouzi 7, Cataldi 7, Luis Alberto 7 (35’ st Casale sv) – Isaksen 5.5 (30’ st Pedro sv), Immobile 5.5 (10’ st Castellanos 6), Anderson 6. All. Sarri 6.
Arbitro: La Penna 6.
Note: espulso Gila al 34’ st. Ammoniti Ilic, Linetty e Lovato. Spettatori 22.742.