Lecce-Inter 0-4: nerazzurri inarrestabili, e Lautaro sfonda il muro dei 100 gol in A
dal nostro inviato Franco VanniLECCE - Dieci vittorie su dieci nel 2024. Ventisei gol segnati e solo quattro incassati nel nuovo anno. Nove punti in più della Juve, con una gara giocata in meno, e l’impressione che l’Inter giochi in casa ovunque ci sia un campo da calcio, facendo la partita, quasi sempre dominandola. Battendo quattro a zero un Lecce ben schierato nel primo tempo, e annichilito nel secondo, i nerazzurri allo stadio Del Mare si sono dimostrati una macchina perfetta, che risponde a ogni indicazione e a ogni comando di Simone Inzaghi. Anche con sette titolari diversi rispetto alla gara di Champions di martedì a San Siro. Il merito è di tutti, ma di più di Lautaro, che con la doppietta salentina vola a quota 101 reti segnate da quando è all’Inter. Ora i nerazzurri dovranno affrontare Atalanta e Genoa a San Siro, poi voleranno a Madrid per il ritorno degli ottavi di Champions. Per i salentini, scivolati al quattordicesimo posto dopo la terza sconfitta di fila, l’obbligo è fare punti nelle prossime tre, c…
LECCE - Dieci vittorie su dieci nel 2024. Ventisei gol segnati e solo quattro incassati nel nuovo anno. Nove punti in più della Juve, con una gara giocata in meno, e l’impressione che l’Inter giochi in casa ovunque ci sia un campo da calcio, facendo la partita, quasi sempre dominandola. Battendo quattro a zero un Lecce ben schierato nel primo tempo, e annichilito nel secondo, i nerazzurri allo stadio Del Mare si sono dimostrati una macchina perfetta, che risponde a ogni indicazione e a ogni comando di Simone Inzaghi. Anche con sette titolari diversi rispetto alla gara di Champions di martedì a San Siro. Il merito è di tutti, ma di più di Lautaro, che con la doppietta salentina vola a quota 101 reti segnate da quando è all’Inter. Ora i nerazzurri dovranno affrontare Atalanta e Genoa a San Siro, poi voleranno a Madrid per il ritorno degli ottavi di Champions. Per i salentini, scivolati al quattordicesimo posto dopo la terza sconfitta di fila, l’obbligo è fare punti nelle prossime tre, contro Frosinone, Verona e Salernitana.
Turnover profondo
Inzaghi, per la prima volta nel 2024, si è fatto disegnare per metà la formazione dalle esigenze d’infermeria, fra Sommer influenzato, Thuram fermo per problemi muscolari, Acerbi ancora in ripresa e Calhanoglu non al meglio. Al via, rispetto alla gara vinta a San Siro con l’atletico Madrid, il tecnico interista ha cambiato due terzi della squadra, inserendo fra gli altri Bisseck in difesa, Asllani a centrocampo e Sanchez come seconda punta. Una rivoluzione che ha avuto compre primo effetto una super responsabilità per Lautaro, unico senatore nell’undici di partenza assieme a De Vrij, Mkhitaryan e Dimarco.
Nel segno del Toro
È toccato al capitano argentino scendere fino al limite della propria area a cucire il gioco, dare la carica ai suoi, spaventare la difesa leccese con un paio di giocate delle sue, e dopo quindici minuti segnare il primo gol della partita. Il centesimo per lui in maglia nerazzurra. Decisiva la bella imbucata di Asllani che ha dato il via all’azione, almeno quanto il doppio errore del povero Touba, che prima si è perso il Toro a centrocampo, poi dopo averlo riagganciato in area non è riuscito a impedirgli di tirare.
Lecce coraggioso ma impreciso
Gli scivoloni del centrale algerino hanno guastato un primo tempo che il Lecce da subito ha giocato con coraggio e organizzazione. D’Aversa ha preferito a Krstovic il più robusto Piccoli, cercato dai compagni con palle alte. E nel 4-2-3-1 alle sue spalle ha schierato il trio Almqvist, Rafia, Sansone. Tutto giusto, ma ai padroni ci casa è mancato sempre il centesimo che serve ad arrivare a un euro. O fuor di metafora, la precisione necessaria a concludere le azioni con un tiro in porta. Nessuno degli otto tentativi fatti dai giallorossi nei primi 45 minuti ha centrato lo specchio.
Una ripresa tutta nerazzurra
Nel secondo tempo, di fatto in campo c’è stata solo l’Inter. Al raddoppio di Frattesi, servito da Sanchez, è seguito due minuti dopo il gol dello 0-3 segnato di nuovo da Lautaro, su assist del centrocampista romano. A chiudere una partita già chiusissima di suo ha pensato De Vrij, di testa, su corner di Dimarco. Quattro a zero, quando alla fine della partita mancavano ancora 23 minuti. Inzaghi ha potuto togliere dal campo e fare riposare giocatori che gli torneranno utilissimi mercoledì contro l’Atalanta: capitan Martinez, Mkhitaryan, Dimarco. E ha potuto dare spazio a chi fin qui ha giocato davvero poco, da Klaassen a Buchanan, esterno canadese arrivato a gennaio. Qualche minuto lo ha giocato anche il nigeriano Ebenezer Ajodun Akinsanmiro, centrocampista diciannovenne della primavera.
Lecce 0
Inter 4 Lautaro 15’ pt e 12’ st, Frattesi 9’ st, De Vrij 23’ st
Lecce (4-2-3-1) Falcone – Gendrey, Baschirotto, Touba (12’ st Gonzalez), Gallo – Ramadani (34’ st Berisha), Blin – Almqvist (32’ st Oudin), Rafia (12’ st Kaba), Sansone (12’ st Banda) - Piccoli. All. D’Aversa
Inter (3-5-2) Audero – Bisseck, De Vrij, Augusto – Dumfries, Frattesi (20’ st Akinsanmiro) Asllani (10’ st Barella), Mkhitaryan (20’ st Klaassen), Dimarco (31’ st Buchanan) – Lautaro (20’ st Arnautovic), Sanchez. All. Inzaghi
Arbitro Doveri
Note Ammoniti Ramadani, Asllani, Mkhitaryan. Spettatori 27.910