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Milan-Atalanta 1-1: ai rossoneri non basta una magia di Leao per vincere

Una delle tante azioni di Leao (afp)
La squadra di Pioli fa la partita, ma dopo gol del portoghese e il pareggio di Koopmeiners su rigore sciupa troppe occasioni
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MILANO - Chiusa con un pareggio intenso, anche la terza sfida stagionale tra Milan e Atalanta, che aveva vinto le prime due ma nella terza ha sofferto di più e si è votata nella ripresa alla tutela dell’1-1, non è sfuggita alla banalità: ha fatto buona pubblicità alla serie A e alla sua presenza nelle coppe, dove le duellanti sono rimaste tra le 48 superstiti e non nascondono le loro mire sull’Europa League. Intanto sull’obiettivo prioritario della qualificazione alla prossima Champions, dichiarato dalla dirigenza milanista con buona pace dei tifosi e con l’Inter a più 13, sussistono pochi dubbi: il parziale rallentamento nella corsa al secondo posto con la Juventus è un ossimoro, data la prestazione di ieri. Quanto alle sommesse ambizioni atalantine di tornare nell’olimpo già frequentato per tre anni, non le legittima tanto il decimo risultato utile consecutivo, quanto l’efficacia del gioco: se come oggi sembra i posti per le italiane nel torneo più importante dal formato allargato s…

MILANO - Chiusa con un pareggio intenso, anche la terza sfida stagionale tra Milan e Atalanta, che aveva vinto le prime due ma nella terza ha sofferto di più e si è votata nella ripresa alla tutela dell’1-1, non è sfuggita alla banalità: ha fatto buona pubblicità alla serie A e alla sua presenza nelle coppe, dove le duellanti sono rimaste tra le 48 superstiti e non nascondono le loro mire sull’Europa League. Intanto sull’obiettivo prioritario della qualificazione alla prossima Champions, dichiarato dalla dirigenza milanista con buona pace dei tifosi e con l’Inter a più 13, sussistono pochi dubbi: il parziale rallentamento nella corsa al secondo posto con la Juventus è un ossimoro, data la prestazione di ieri. Quanto alle sommesse ambizioni atalantine di tornare nell’olimpo già frequentato per tre anni, non le legittima tanto il decimo risultato utile consecutivo, quanto l’efficacia del gioco: se come oggi sembra i posti per le italiane nel torneo più importante dal formato allargato saranno almeno cinque, riesce difficile pensare che la squadra di Gasperini, conservando l’attuale concretezza, non possa catturarne uno.

«La cronaca della gara»

A furia di fare venire il mal di denti ai colleghi – la nota metafora di Guardiola è stata ribadita a mo’ di esorcismo dallo stesso Pioli - l’allenatore più temuto ha addentato lui la zona Champions attraverso una meccanica inesorabile e pragmatica: chiusure sincroniche e uscite a razzo dalla propria metà campo, leggi contropiede, valorizzano il talento individuale. Tuttavia il vero talento superiore in campo, quello di Leao, ha iniziato subito a rifulgere, vanificando qualunque tattica. La partita era appena iniziata, quando l’artista portoghese ha fatto slalom dalla fascia tra Holm e Scalvini e ha annichilito Carnesecchi con un diagonale sotto l’incrocio opposto. Al primo gol in campionato dal 23 settembre hanno fatto seguito altri gioielli tecnici, per lo più sotto forma di imbeccate per i compagni.

Però l’Atalanta non si è lasciata inghiottire dallo schema alternativo di Pioli, che chiamava Giroud a defilarsi talvolta a sinistra proprio per liberare all’estro del numero 10 il corridoio centrale. Una parata di classe di Maignan su Holm, con succesivo spreco in mischia dell’ex De Ketelaere (che comunque sulla sinistra un po’ di apprensione l’ha messa), ha preannunciato lo sviluppo della trama: il gol dell’Atalanta è arrivato entro l’intervallo e Gasperini ha poi provveduto a custodirlo con la staffetta De Ketelaere-Lookman (più adatto alla cattura e alla difesa del pallone), visto il felice palleggio di Adli, promosso regista titolare anche a rosa del centrocampo completa. L’1-1 su rigore di Koopmeiners è nato dalla chiamata del Var a Orsato per la revisione della pedata di Giroud sulla schiena di Holm.

Nel secondo atto della partita l’Atalanta è arretrata in maniera proporzionale all’avanzamento del Milan. Carnesecchi ha salvato di piede su Calabria e Pulisic ha cercato il gol da biliardo su imbeccata di Leao, cui il portiere avversario ha poi negato la gloria con un balzo, prima del salvataggio sulla linea di Zappacosta (staffetta con Holm indovinata da Gasperini) su girata di Giroud.

Ora le duellanti potrebbero incontrarsi ancora in Europa League, mentre in Medio Oriente, per sua stessa laboriosa ammissione dopo l’anticipazione di Repubblica, l’azionista di maggioranza del Milan Cardinale potrebbe incontrare investitori arabi: sponsor o soci di minoranza.

Milan 1 3’ pt Leao

Atalanta 1 42’ pt Koopmeiners (rigore)

Milan 4-2-3-1 Maignan – Florenzi (12’ st Calabria), Thiaw, Gabbia, T.Hernandez – Bennacer (34’ st Bennacer), Adli – Pulisic (43’ st Okafor), Loftus-Cheek, Leao - Giroud. All. Pioli.

Atalanta 3-4-2-1 Carnesecchi- Scalvini (43’ st Toloi), Djimsiti, Kolasinac – Holm (1’ st Zappacosta), De Roon, Ederson, Ruggeri (34’ st Hien) - Koopmeiners – Miranchuk (18’ st Scamacca), De Ketelaere (1’ st Lookman). All. Gasperini.

Arbitro: Orsato

Note: Ammoniti Pioli, De Roon, Leao, Holm, Lookman, Ederson. Spettatori 71.264, incasso 2.533.307 euro.

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