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Roma-Torino 3-2: show di Dybala, i giallorossi mettono la Champions nel mirino

Paulo Dybala esulta dopo il gol del 2 a 1 (afp)
L’argentino segna una tripletta e firma il successo sui granata, De Rossi a -4 dal quarto posto
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ROMA – Era il vecchio mantra di Mourinho. Le partite si vincono con i grandi giocatori. Poi vengono gli schemi e le tattiche. Un dogma a cui la Roma di De Rossi per una sera si piega. O meglio si prostra. Ai piedi di Paulo Dybala. Alla prima tripletta con la maglia giallorossa. Uno, due e tre. Torino spazzato con un calcio di rigore e due perle di rara bellezza. Quando la Joya si accende non ce n’è per nessuno. Una verità incontestabile di cui era ben consapevole anche De Rossi fin dal giorno del suo arrivo. “A un calciatore come lui non si deve spiegare come e dove giocare. Lo si lascia libero. Come Totti”. Lo stesso ex capitano che in serata si è voluto complimentare pubblicamente con la Joya: “Parliamo di un fuoriclasse assoluto. Sono contento per la sua prima tripletta, spero di vederne altre più importanti, per lui e per la Roma”. Un augurio e una speranza, da campione a campione. Nonostante il paragone a Roma continui ad essere una bestemmia per tutti. Ma che per una sera può es…

ROMA – Era il vecchio mantra di Mourinho. Le partite si vincono con i grandi giocatori. Poi vengono gli schemi e le tattiche. Un dogma a cui la Roma di De Rossi per una sera si piega. O meglio si prostra. Ai piedi di Paulo Dybala. Alla prima tripletta con la maglia giallorossa. Uno, due e tre. Torino spazzato con un calcio di rigore e due perle di rara bellezza. Quando la Joya si accende non ce n’è per nessuno. Una verità incontestabile di cui era ben consapevole anche De Rossi fin dal giorno del suo arrivo. “A un calciatore come lui non si deve spiegare come e dove giocare. Lo si lascia libero. Come Totti”. Lo stesso ex capitano che in serata si è voluto complimentare pubblicamente con la Joya: “Parliamo di un fuoriclasse assoluto. Sono contento per la sua prima tripletta, spero di vederne altre più importanti, per lui e per la Roma”. Un augurio e una speranza, da campione a campione. Nonostante il paragone a Roma continui ad essere una bestemmia per tutti. Ma che per una sera può essere accolto con il sorriso. Da parte di chi gli ha tributato una standing ovation al terzo gol. In solitaria, sotto la Curva Sud con le braccia large.

«La cronaca della partita»

Dybala e l’esultanza con De Rossi

Da imperatore, di una città e di una squadra che si aggrappa con tutta sé stessa ai piedi del campione argentino. “Era una tripletta che cercavo da tanto. Ringrazio tutti i tifosi della Roma che anche oggi hanno riempito lo stadio”. Sessantacinquemila fortunati che hanno potuto ammirare dal vivo due gioielli. Come il secondo gol, nato da uno degli inviti che De Rossi ripete più spesso: non aver paura di tirare da fuori. Un'emozione che i grandi campioni non provano. Detto, fatto. Con l’esultanza liberatoria proprio in braccio al suo allenatore: “Era un momento difficile della partita. Ho voluto calciare e per fortuna è entrata. Poi sono corso verso la panchina e il primo che ho visto era lui”.

La mossa del tecnico

Il Dybala show porta la Roma alla quinta vittoria su sei partite in campionato. Per adesso, se non ti chiami Inter, la Roma di De Rossi non la batti. La vittoria sul Torino è la conferma di come l’allenatore giallorosso abbia rivoluzionato la sua squadra in soli quarantuno giorni. Ma aggiunge anche la prima vera tacca alla sua carriera. Quella della furbizia e del coraggio. Di schierare la difesa a tre per la prima volta da quando siede sulla panchina della Roma. Stupendo Juric, che il giorno prima aveva spedito un suo collaboratore a Trigoria a spiare schemi e tattiche di De Rossi. Spionaggio e controspionaggio.

Dybala riceve l'abbraccio dei tifosi della Roma (ansa)

Il feeling tra tecnico e Joya

Ben evidenti nel primo tempo messo in campo dai due allenatori. Un grande spartito di calcio ragionato azzerato dallo show dell’argentino. Sempre più il faro anche della Roma di De Rossi. Un feeling tra i due nato fin dai primi giorni di Trigoria. Nonostante l’addio di Mourinho avesse colpito molto proprio Dybala, tra i più legati all’allenatore portoghese. “This is football” gli aveva suggerito Matic dopo la finale persa a Budapest. Allora era un trofeo, a metà gennaio è stato l’addio all’allenatore che lo aveva voluto e convinto a venire a Roma. Reset e ripartenza. Un lavoro psicologico che De Rossi sapeva di dover fare. Consapevole del legame con lo Special One. Ma allo stesso tempo dell’importanza di Dybala per la Roma. Un mese è bastato all’ex capitano per portarlo dalla sua. Il futuro poi si vedrà. Per entrambi. Dybala per adesso non ci pensa: “A Roma sto vivendo un’altra vita. Non so cosa succederà in futuro, per adesso mi godo ogni momento con questa squadra meravigliosa”.

Roma-Torino 3-2
Roma (3-5-2): Svilar; Mancini, Smalling (33' st Huijsen), Ndicka; Kristensen, Cristante, Paredes (20' st Bove), Pellegrini (41' st Sanches), Angelino (19' st Spinazzola); Dybala, Azmoun (20' st Lukaku). (1 Rui Patricio, 63 Boer, 19 Celik, 22 Aouar, 35 Baldanzi, 59 Zalewski, 64 Cherubini, 92 El Shaarawy). All. De Rossi
Torino (3-4-1-2): Milinkovic-Savic; Djidji, Lovato (14' pt Sazonov), Masina (36' st Ilic); Bellanova, Ricci, Gineitis (36' st Linetty), Lazaro (17' st Rodriguez); Vlasic; Sanabria (35' st Okereke), Zapata. (1 Gemello, 71 Popa, 79 Sawa, 17 Kabic). All. Juric.
Arbitro: Sacchi di Macerata
Reti: nel pt 42' Dybala rig., 45' Zapata ; nel st 13' e 24' Dybala, 44' Huijsen aut.
Angoli: 4 a 0 per il Torino.
Recupero: 2' e 4'
Ammoniti: Lazaro, Ricci, Ndicka e Cristante per gioco falloso
Spettatori: 61.595.

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